Ne abbiamo già trattato tante volte, ma la situazione peggiora di giorno in giorno.
Una dopo l’altra si spengono definitivamente, o preannunciano una imminente chiusura, le insegne di numerose attività commerciali nel cuore del centro storico di Sciacca, rappresentato da Via Giuseppe Licata, Via Roma e Corso Vittorio Emanuele.
Chi ha voglia di farsi un giretto nella parte di Via Licata compresa tra i negozi Pellegrino Intimo Corredo e Libreria UBIK, facendo solo una piccola deviazione sulla Via Roma fino alla chiesa del Collegio, si imbatterà in questa tristissima visione di desertificazione commerciale:



























Non saranno neanche 300 metri, ma è un vero e proprio disastro, una vera e propria emergenza.
Il nostro centro storico si sta spopolando, e non solo di negozi.
La sera è praticamente terra di nessuno e molte persone, donne in particolare, evitano ormai di passarci.
Una parte parte considerevole dell’abitato a nord della Via Licata e immediatamente a ridosso di essa è abitato da immigrati, con e senza famiglia, che vi trovano case in affitto a buon prezzo, perché più o meno degradate, e così vaste aree del centro storico si vanno di giorno in giorno sempre più tipizzando in funzione delle nazionalità delle persone che ci vivono, senza che dall’esterno arrivino segnali incoraggianti di politiche amministrative locali chiaramente orientate all’inclusione e alla piena integrazione degli abitanti di origine immigrata.
Il presidio del territorio è del tutto assente, assenza favorita dal fatto che molta gente ha lasciato il centro storico per andare ad abitare in periferia, ma non è solo un problema di presidio e di vigilanza sulla sicurezza pubblica.
È un problema sociale ben più profondo, che richiede interventi correttivi da programmare e pianificare nel tempo, ma di cui non vede neppure l’ombra.
Interventi che riguardano non solo la lotta alla desertificazione commerciale, ma anche la riqualificazione urbana e urbanistica, così come la dotazione di servizi pubblici adeguati (posteggi trasporti e illuminazione in primis).
Per la nostra classe politica il problema praticamente è come se non esistesse, eccezion fatta adesso per la buona volontà dell’assessore Moreno Luna che ha messo mano al regolamento commerciale e di qualche isolato consigliere comunale.
Per il resto in consiglio comunale si passa il tempo a discutere solo di richieste di comunicazioni e di urgenze assolute: parole, parole e parole, mentre i punti all’ordine del giorno si cumulano senza che i legittimi rappresentanti dell’intera cittadinanza riescano a trovare il tempo necessario per deliberare su tutti i punti all’ordine del giorno ovvero per portare in aula il dibattito e le determinazioni su quelli che sono i più grandi problemi della nostra città, a partire dalla rinascita del nostro centro storico, sul quale si gioca una partita fondamentale del futuro di “Sciacca città turistica”.
E per la quale ci vogliono politiche nuove, capaci di volare alto e di far ritornare la gente ad abitarlo e a viverlo.