
Una interrogazione consiliare sulla candidatura del Comune di Sciacca al titolo di “Capitale italiana del Libro 2027” e sulla sua mancata ammissione alla fase finale, è stata presentata dai consiglieri comunali Bono
Bellanca, Bivona. La Barbera, Catanzaro Clelia,
Grassadonio, Maniscalco, Messina, Catanzaro Giuseppe, Santangelo, Maglienti, Sabella, Venezia e Cognata.
In premessa si legge:
“L’esclusione di Sciacca dalla fase finale del concorso per la “Città Italiana del Libro 2027” impone una riflessione politica seria e non può essere liquidata con il silenzio.
La nostra città ha infatti destinato 36.600 euro alla progettazione della sua candidatura, affidando il servizio a Mediterranea Arte S.r.l., mentre ci sono realtà siciliane che sono riuscite ad arrivare alla fase finale senza aver sostenuto alcun costo per la predisposizione della propria candidatura.
È il caso, ad esempio, del Comune di Monreale. Lo stesso vale, per quanto ci risulta, per i Comuni di Avola e Belpasso, che avrebbero predisposto la propria progettualità senza sostenere costi per incarichi analoghi”.
“C’è poi un elemento politico che riteniamo non possa essere ignorato: queste città sono amministrate dal centrodestra.
Ci risulta anche da una ricerca effettuata che nessuna delle città finaliste abbia speso un euro, ma invero hanno tutte lavorato con altri soggetti senza scopo di lucro nella progettazione!”.
“Come è possibile che Sciacca abbia dovuto spendere 36.600 mila euro per una progettazione che non è stata sufficiente nemmeno a consentire alla città di accedere alla fase finale, mentre altre amministrazioni sono riuscite a raggiungere questo risultato senza spendere un centesimo per incarichi analoghi?”, si chiedono i 14 consiglieri interroganti.
“Non è una questione di essere contrari alla cultura o alla valorizzazione del territorio. Al contrario – proseguono – è proprio perché crediamo fortemente nelle potenzialità di Sciacca che riteniamo doveroso chiedere conto di come siano state utilizzate le risorse pubbliche”.
“A destare ulteriori interrogativi – aggiungono i sottoscrittori dell’interrogazione – sono anche le modalità con cui venne individuata Mediterranea Arte S.r.l. L’affidamento è stato infatti preceduto da uno specifico atto di indirizzo del sindaco, circostanza che riteniamo meriti oggi di essere ricostruita e spiegata pubblicamente, soprattutto alla luce dell’esito finale della candidatura”.
“Non stiamo sostenendo che vi sia stata alcuna illegittimità – viene precisato -. Diciamo, però, che oggi quella vicenda lascia ancora più amarezza e pone inevitabilmente altre domande. I cittadini hanno il diritto di sapere perché si sia ritenuto necessario spendere 36 mila euro, quali obiettivi siano stati individuati, quali professionalità siano state coinvolte, quale progettualità sia stata prodotta e, soprattutto, perché questo investimento non abbia portato Sciacca tra le città finaliste”.
“C’è poi un’altra domanda che tutti dovrebbero porsi – prosegue l’interrogazione: Sciacca dispone di numerose associazioni culturali o enti di varia natura, realtà impegnate nella promozione del territorio e soggetti che da anni lavorano sul patrimonio storico, artistico e identitario della città. Perché non si è scelto di coinvolgere principalmente questo patrimonio di competenze, conoscenze ed energie? Perché, davanti alla necessità di costruire un progetto sulla cultura e sulla promozione del libro, si è ritenuto di dover destinare 36.600 mila euro a un incarico esterno, affidato a una società territorialmente lontana da Sciacca, anziché mettere maggiormente in rete le tante realtà che quotidianamente operano per la nostra città?”.
“Questa vicenda – affermano i 14 sottoscrittori dell’interrogazione – rappresenta l’ennesimo esempio di un modo di amministrare che non mette sufficientemente al centro né il risultato né la valorizzazione delle competenze presenti in città. E racconta cosa sia diventato oggi Mizzica, il vero partito del sindaco: una forza politica che aveva fatto della partecipazione, della trasparenza e del coinvolgimento della città alcune delle proprie principali bandiere e che oggi sembra averle dimenticate.
Non basta dire di voler valorizzare la cultura e il territorio. Bisogna dimostrarlo nelle scelte, nella gestione delle risorse pubbliche e nei risultati”.
Per questo i gruppi consiliari di opposizione chiedono all’Amministrazione comunale di rendere pubblici tutti gli atti relativi alla candidatura di Sciacca a “Città Italiana del Libro”, dalla fase di affidamento della progettazione fino alla proposta effettivamente presentata.
Tutto ciò premesso, si interrogano il sindaco, l’Assessore alla Cultura e l’Assessore al Turismo per sapere:
- quale sia stato il costo complessivo sostenuto dal Comune per la candidatura, specificando le somme effettivamente impegnate e liquidate e ogni ulteriore spesa sostenuta oltre ai 30.000 euro oltre IVA previsti per la predisposizione del dossier;
- a chi sia stato affidato l’incarico per la predisposizione del dossier, con quale procedura e per quale importo definitivo;
- quali siano stati i contenuti principali e gli obiettivi del progetto presentato, nonché il ruolo svolto dai Comuni partner e dalle realtà culturali, associative e istituzionali del territorio;
- se tali associazioni abbiano avuto incarichi formali o rapporti di collaborazione con Mediterranea Arte S.r.l.;
- se l’Amministrazione abbia ricevuto dalla Commissione o dal Ministero una valutazione o una motivazione relativa alla mancata ammissione di Sciacca tra le sette città finaliste e, in caso affermativo, di renderne noto il contenuto;
- se il dossier completo di candidatura e la relativa documentazione siano nella disponibilità dell’Amministrazione e se si intenda renderli pubblici, unitamente alla rendicontazione delle spese sostenute;
- quali valutazioni politiche e amministrative intenda trarre l’Amministrazione dall’esito della candidatura, anche in relazione alle risorse pubbliche investite e alle eventuali ricadute sulla promozione culturale e turistica della città.