Proposta dell’ex sindaco Lillo Craparo e dell’ex assessore Salvatore Monte

Nota Stampa

La Festa della Madonna del Soccorso di Sciacca può e deve guardare al futuro attraverso un grande progetto di tutela, valorizzazione e riconoscimento internazionale della propria storia e della propria identità.

È la proposta che lanciamo alla città, alle istituzioni civili e religiose e all’intera comunità saccense: avviare uno studio concreto e strutturato finalizzato a verificare la possibilità di candidare la Festa della Madonna del Soccorso di Sciacca alla Lista rappresentativa del Patrimonio culturale immateriale dell’Umanità UNESCO.

Un percorso certamente complesso, che richiederà studio, approfondimento, competenze scientifiche, documentazione e soprattutto una grande condivisione collettiva, ma che riteniamo meriti di essere intrapreso.

A indicarci una strada possibile è quanto sta avvenendo in queste settimane a Catania, dove è stato avviato il processo di candidatura della Festa di Sant’Agata a Patrimonio culturale immateriale dell’Umanità. Un progetto nato dalla collaborazione tra Comune di Catania, Arcidiocesi, Università e Comitato per la Festa e che proprio il 17 agosto 2026 ha raggiunto un’importante tappa con la consegna della bozza del dossier di candidatura e l’avvio della fase di consultazione della comunità.

Riteniamo che anche Sciacca possieda tutti gli elementi per iniziare seriamente a interrogarsi sulla possibilità di costruire un percorso analogo.

La Festa della Madonna del Soccorso non è soltanto un appuntamento religioso. È un patrimonio di fede e devozione, ma è anche storia, tradizione orale, ritualità, gestualità, memoria popolare, identità marinara, arte, artigianato e partecipazione collettiva.

Le processioni del 2 febbraio e del 15 agosto, il rapporto profondissimo tra la Madonna e la comunità saccense, il ruolo dei portatori, il legame con il mare e con gli uomini che per secoli lo hanno vissuto, le tradizioni tramandate tra le generazioni, i percorsi processionali, i rituali e gli elementi simbolici che accompagnano la Festa costituiscono un patrimonio che appartiene alla storia stessa della città.

Il recente Quarto Centenario della liberazione di Sciacca dalla peste del 1626, celebrato nel 2026, ha ulteriormente dimostrato quanto questo culto continui a essere vivo, partecipato e profondamente radicato nel sentimento collettivo.

Una candidatura UNESCO non può e non deve essere considerata semplicemente come l’ottenimento di un titolo prestigioso. Deve diventare soprattutto l’occasione per studiare, catalogare, custodire e trasmettere questo patrimonio alle generazioni future, mettendo insieme testimonianze, documenti, fotografie, tradizioni, racconti, riti e conoscenze che rischierebbero altrimenti di disperdersi nel tempo.

Per questo proponiamo che si apra ufficialmente un confronto tra Comune di Sciacca, Basilica Maria Santissima del Soccorso, Arcidiocesi di Agrigento, istituzioni culturali e scientifiche, associazioni, portatori e tutte le realtà cittadine depositarie della tradizione, valutando anche il coinvolgimento di università ed esperti di patrimonio culturale immateriale.

Il primo obiettivo potrebbe essere la costituzione di un Comitato promotore e scientifico, seguendo proprio l’esperienza avviata a Catania, con il compito di verificare i requisiti, raccogliere la documentazione storica e antropologica necessaria e individuare il percorso istituzionale più appropriato.

Non sappiamo oggi quale sarà il punto di arrivo. Sappiamo però che una storia così importante merita almeno di essere studiata con serietà e di provare a compiere questo passo.

La Madonna del Soccorso rappresenta da secoli uno degli elementi più profondi attraverso i quali Sciacca riconosce se stessa.

Trasformare questa consapevolezza in un grande progetto culturale condiviso significherebbe non soltanto guardare all’UNESCO, ma soprattutto assumere pienamente la responsabilità di essere custodi di una tradizione ricevuta dai nostri padri e che abbiamo il dovere di consegnare alle generazioni che verranno.

Lanciamo pertanto questa proposta alla città affinché possa nascere un percorso comune e condiviso.

Perché la Festa della Madonna del Soccorso appartiene a tutti.

Lillo Craparo – Salvatore Monte