
I presidenti della seconda e sesta commissione consiliare, Filippo Bellanca e Giuseppe Catanzaro, hanno diramato una nota congiunta nella quale evidenziano come il tema della desertificazione commerciale abbia ripreso ad assumere, con ingiustificato ritardo, una posizione rilevante nell’agenda politica cittadina, una rinnovata attenzione che i due presidenti auspicano sia “sincera” e che si è esplicitata in un comunicato stampa della giunta Termine, con il quale è stato dato avviso sull’avvenuta redazione della bozza di “Regolamento comunale per il contrasto alla desertificazione commerciale, il sostegno alle attività del centro storico e la valorizzazione dell’identità commerciale urbana”.
Bellanca e Catanzaro fanno tuttavia osservare come sia stato del tutto determinante il lavoro sul campo svolto dal consiglio comunale, dall’opposizione consiliare e dalle commissioni competenti.
Un lavoro che definiscono programmato e strutturato, e che è stato sviluppato attorno a due passaggi rilevanti che per Bellanca e Catanzaro vale la pena mettere in fila, per evitare distorsioni e narrazioni improprie che rischiano di confondere la cittadinanza.
Un percorso, quello avviato sul tema in questione dall’opposizione, che in questa ricostruzione nasce con l’approvazione del bilancio nell’agosto del 2025, quando l’opposizione fece approvare un emendamento da 20.000 euro per istituire un apposito capitolo di bilancio destinato a sostenere concretamente le attività del centro storico. Risorse che, fanno osservare Bellanca e Catanzaro, sono rimaste inutilizzate:
“Ancora una volta l’amministrazione Termine, infatti, come già accaduto per numerosi altri emendamenti da noi proposti nell’interesse della città, non fu allora capace di predisporre il regolamento necessario per renderle operative. Solo nel mese di novembre l’assessore Sinagra convocò poi il presidente della Commissione Bilancio e Tributi nel tentativo di recuperare il tempo perduto, ma ormai era troppo tardi”.
“Poi – si legge ancora nell’odierno comunicato dei due presidenti di commissione consiliare – nel 2026 c’è stato il lancio di una vera e propria “vertenza commercio” ad opera delle commissioni consiliari commercio e tributi, con a capo i consiglieri comunali Giuseppe Catanzaro e Filippo Bellanca, utile a mettere al centro del dibattito politico cittadino il tema della desertificazione commerciale e la profonda crisi del centro storico, in continuità con un attento lavoro di ascolto avviato nelle annualità precedenti dalle stesse commissioni. Attività, quella delle commissioni, che ha rappresentato un importante fattore di stimolo, di confronto, di pungolo costante verso l’amministrazione comunale. Un lavoro politico ed istituzionale che ha contribuito in modo decisivo ad accendere i riflettori del dibattito pubblico su un tema poco sentito e poco attenzionato nelle annualità precedenti anche da parte di questa amministrazione e che ha costretto, con fare costruttivo, la giunta Termine a svegliarsi dal torpore (con notevole e colpevole ritardo) in merito ad una emergenza di portata drammatica”.
Non a caso quindi, nella valutazione di Bellanca e Catanzaro, si arriva oggi alla produzione da parte della attuale amministrazione comunale di una bozza di regolamento sul tema, ora all’oggetto dell’esame delle commissioni: “produzione sollecitata dalle commissioni e puntualmente concordata con i componenti delle commissioni competenti, attraverso una disponibilità reciproca all’ascolto ed al confronto, utile a dotare la città di uno strumento di fondamentale importanza per il contrasto del fenomeno in oggetto”.
Per i due esponenti dell’opposizione si tratta di “un tentativo maldestro di accreditarsi un’efficienza amministrativa che in quattro anni e mezzo invece non si è mai vista. I fatti appena narrati raccontano infatti una storia diversa: risorse disponibili ma non utilizzate, ritardi continui e provvedimenti che arrivano sempre all’ultimo momento, con buona pace di chi, dopo un lungo silenzio e dopo anni di assenza verso un centro storico sempre più abbandonato a sé stesso, tenta oggi di recuperare terreno in vista delle prossime elezioni amministrative, provando ad intestarsi agli occhi della città l’iniziativa di un regolamento che nasce, invece, da una azione consiliare programmata e condivisa in seno alla nostra parte politica. Uno scatto, quello della giunta Termine, in fuorigioco netto. E non serve nemmeno ricorre al Var”.
“Occorrerà a questo punto – concludono Bellanca e Catanzaro – proseguire questo lavoro in seno alle commissioni competenti, dedicando il tempo necessario per definire al meglio ogni parte di uno strumento che dovrà servire alle future amministrazioni comunali ad affrontare il dilagante fenomeno, in maniera seria ed efficace. La sesta e la seconda commissione consiliare avvieranno una attenta analisi della proposta pervenuta già nelle prossime settimane e lo faranno insieme alle associazioni di categoria ed ai commercianti che vivono ogni giorno sulla loro pelle una complicatissima situazione gestionale, aggravata spesso da scelte amministrative poco azzeccate e che poco hanno a che vedere con la dilagante crescita degli acquisti on line. Un lavoro di confronto con il territorio che dovrà seguire l’esempio del percorso fatto sull’emergenza pesca e sull’imposta di soggiorno: istituzionale e senza bandierine da piantare. Un lavoro complesso che dovrà essere fortemente difeso da strumentalizzazioni e storture comunicative che la ormai vicina campagna elettorale rischia di provocare, nel rispetto di una categoria e di una città che ha, troppo spesso, combattuto nella più totale solitudine un fenomeno dalla enorme portata e dal travolgente impatto economico e sociale”.