“Le reali ragioni del nostro addio al movimento Controcorrente per diventare ControSistema”

I consiglieri comunali Raimondo Brucculeri e Maurizio Blò, che hanno lasciato il movimento politico di Controcorrente dell’on. Ismaele La Vardera assumendo in proprio la denominazione di ControSistema, dopo l’intervista rilasciata dallo stesso La Vardera in occasione della tappa a Sciacca del suo tour, hanno illustrato le ragioni del loro addio al movimento con un comunicato stampa dai toni decisamente duri e il cui contenuto qui in parte riportiamo:
“Ascolta, Ismaele.
Visto che hai scelto di raccontare la tua versione dei fatti riducendo tutto a una narrazione di comodo, allora è arrivato il momento di dire le cose come stanno veramente, senza filtri e alla luce del sole, davanti ai cittadini di Sciacca.
…
Il falso populismo e la verità su Siciliacque.
Tu rivendichi con orgoglio di essere populista, dicendo che per te significa “guardare ai problemi dei siciliani e parlare al loro cuore”.
Ma la verità è che questo modo di intendere il populismo si scontra drammaticamente con i fatti.
Stare vicino alle persone non significa affatto ingannarle con scorciatoie demagogiche che hanno un unico fine: fare propaganda sulla pelle dei cittadini.
Basta guardare a vicende concrete per capire la distanza tra i proclami e la realtà.
Pensiamo alla campagna di raccolta firme sulla revoca a Siciliacque, con quella richiesta plateale e sensazionalistica rivolta al Presidente della Regione per invocare l’applicazione dell’articolo 30 della convenzione. Come abbiamo chiaramente messo nero su bianco nella nostra lettera aperta inviata alla stampa, quella mossa non era un atto di vicinanza al territorio, ma l’ennesima operazione di facciata.
Si sbandierano soluzioni irrealistiche e scorciatoie giuridiche solo per fare titolo sui giornali e raccogliere consensi facili, illudendo i cittadini su un tema vitale e drammatico come la gestione dell’acqua, anziché affrontare i problemi con la serietà, la competenza e il rigore amministrativo che meritano. Questa non è vicinanza alla gente: è strumentalizzazione pura.
L’incoerenza finale e l’accordo con il “campo largo”
C’è poi un ultimo elemento, non certo per importanza, che ha fatto definitivamente traboccare il vaso: la tua spasmodica ricerca di un accordo con il “campo largo” a livello regionale per spianare la strada alla tua candidatura a Presidente della Regione.
Un conto sono i calcoli di bottega e le alchimie di palazzo che possono fare comodo a Roma o nei tavoli regionali; un conto è la coerenza che devi alle persone che ci mettono la faccia sui territori ogni giorno.
A Sciacca tutto questo non poteva essere accettato. Come potevamo giustificare un’apertura del genere dopo anni passati a spiegare ai cittadini una verità semplice e scomoda?
• La nostra battaglia a Sciacca:
Abbiamo sempre affermato con forza che, nella gestione della cosa pubblica in città, il governo locale e la cosiddetta opposizione sono la stessa identica cosa. Fanno parte dello stesso sistema, si alternano nei ruoli ma rispondono alle stesse logiche di potere.
La contraddizione intollerabile: pretendere di fare la voce grossa a Sciacca contro questo sistema e poi, dietro le quinte, cercare l’alleanza con il “campo largo” a livello regionale significa tradire la nostra stessa storia. Non si può fare la morale ai poteri locali e poi scendere a patti con lo stesso identico blocco di potere quando si tratta di coltivare le proprie ambizioni personali di poltrona.
Questa non è politica di prospettiva: è opportunismo. Ed è stata la pietra tombale su ogni possibilità di restare in un percorso che ha smarrito la sua anima per inseguire solo i tatticismi dei leader.
È esattamente questa la verità che ci ha aperto gli occhi e ci ha spinto a voltare pagina, rivendicando la coerenza della nostra libertà”.