Dopo il grido d’allarme lanciato in questi giorni dall’Associazione Orazio Capurro ODV e da operatori sanitari (alcune pervenute anche alla nostra redazione), lamentano una situazione assai critica all’interno del nostro presidio ospedaliero, i consiglieri comunali Raimondo Brucculeri e Maurizio Blò hanno assunto l’iniziativa politica della seguente lettera aperta indirizzata al Sindaco Fabio Termine:

“Signor Sindaco,

In qualità di consiglieri comunali e rappresentanti del movimento ControSistema, facciamo nostro il grido d’allarme lanciato in questi giorni dall’associazione Orazio Capurro ODV e dalle numerose famiglie e operatori sanitari che, quotidianamente, ci rappresentano una situazione ormai insostenibile e al limite del collasso all’interno del nostro presidio ospedaliero.

Le condizioni in cui versa l’ospedale “Giovanni Paolo II” non possono più essere tollerate né affrontate con il silenzio o con risposte burocratiche.

Come noto, i turni notturni vedono l’intero presidio coperto da appena quattro Operatori Socio-Sanitari (OSS) distribuiti tra Medicina, Ginecologia e Pronto Soccorso. Un singolo operatore si trova drammaticamente costretto a gestire oltre venti posti letto e a rincorrere le urgenze in reparti scoperti, esponendo a rischi inaccettabili sia la sicurezza dei pazienti che la salute psicofisica del personale in corsia.

A questo scenario si sommano due paradossi gestionali inaccettabili:

• Il mancato passaggio al tempo pieno per molti OSS, ancora costretti a lavorare con contratti ridotti a 30 o 24 ore settimanali nonostante la gravissima carenza di organico.

• I trasferimenti di personale verso l’Ospedale di Comunità di Santa Margherita di Belìce – struttura che registra un carico assistenziale minimo o nullo – sottraendo così risorse preziose ai reparti più sotto pressione del nostro nosocomio.

Signor Sindaco, Lei riveste la carica di massima autorità sanitaria locale. Questo ruolo non è un titolo formale, ma un mandato di responsabilità primaria nei confronti della salute e della dignità dei nostri concittadini.

Non è più tempo di rimanere distanti o confinati all’interno delle stanze del palazzo municipale di fronte al logoramento delle famiglie e dei lavoratori.

Alla luce di quanto sopra esposto, Le chiediamo formalmente di:

1. Uscire dall’immobilismo istituzionale e farsi portavoce intransigente e immediato delle istanze dei cittadini e degli operatori sanitari direttamente presso la Direzione dell’ASP di Agrigento e gli assessorati regionali competenti.

2. Promuovere un’azione incisiva per ottenere l’aumento delle ore contrattuali per gli OSS in servizio e una riorganizzazione urgente delle risorse umane, bloccando i trasferimenti incongrui e redistribuendo il personale dove la necessità è reale e quotidiana.

3. Convocare con massima urgenza un consiglio comunale aperto o un tavolo tecnico- politico alla presenza dei vertici dell’ASP, dei sindacati e delle associazioni, per fare chiarezza e pretendere soluzioni strutturali e definitive per la sanità saccense.

La città di Sciacca e le famiglie del territorio attendono risposte concrete e coraggiose.

Restiamo in attesa di un Suo tempestivo riscontro e di un’iniziativa all’altezza della gravità della situazione”.