È stata una serata di grande partecipazione quella organizzata dal Circolo Nautico “Il Corallo – Mimmo Marchica” di Sciacca per la presentazione di “Un mare di… racconti”, il volume nato dal corso di scrittura creativa promosso dall’Associazione nell’ambito delle iniziative per il cinquantesimo anniversario della sua fondazione e pubblicato in questo cinquantunesimo anno di attività.
Nella suggestiva cornice della terrazza sul mare dedicata al giudice Giovanni Falcone si sono ritrovati autorità civili, militari e religiose, soci, rappresentanti del mondo della cultura e numerosi cittadini, a testimonianza del ruolo sempre più centrale che il Circolo riveste nella vita culturale della città.



A guidare la serata è stato il giornalista Calogero Parlapiano, che ha accompagnato gli interventi dei relatori.
Ad aprire la manifestazione è stato il presidente del Circolo, Francesco Galluzzo, che ha ripercorso la nascita del progetto editoriale.
L’idea prese forma nel luglio del 2024, durante la serata di presentazione del romanzo “L’inganno del tempo”, scritto dall’architetto Benny Antonini e moderata dalla professoressa Lilly Mulè.
Fu proprio Antonini a proporre l’organizzazione di un corso gratuito di scrittura creativa all’interno del Circolo: una proposta accolta con entusiasmo e trasformatasi in un laboratorio durato due mesi, al quale hanno preso parte undici corsisti, molti dei quali alla loro prima esperienza narrativa.
Da quel percorso sono nati racconti intensi, capaci di trasformare ricordi, emozioni ed esperienze personali in un patrimonio condiviso.
“Un mare di… racconti” è così diventato il frutto di un’esperienza collettiva che restituisce valore alla memoria, all’identità e al senso di appartenenza.
Nel suo intervento, il presidente ha definito il volume “un dono alla città di Sciacca, ai soci del Circolo e a quanti credono nella cultura come strumento di crescita e condivisione”, ricordando che “le barche possono allontanarsi dalle nostre rive, ma sono le storie a mantenere vivo il legame con le nostre radici”.
Un sentito ringraziamento è stato rivolto al professor Benny Antonini, ideatore e docente del corso, che ha seguito gli autori lungo l’intero percorso creativo, curando anche la pubblicazione del volume, e alla professoressa Lilly Mulè, da sempre vicina alle iniziative culturali dell’Associazione.
Applausi anche per i nove corsisti, autentici protagonisti della serata, che hanno condiviso con il pubblico frammenti della propria vita attraverso pagine ricche di autenticità ed emozione.
Il presidente ha quindi espresso gratitudine al Consiglio direttivo, ai Soci e ai collaboratori del Circolo, riservando una particolare menzione a Renato Fornace per il prezioso supporto tecnico offerto in occasione della presentazione dell’opera.
Tra gli interventi istituzionali, particolarmente apprezzato è stato quello del nuovo comandante della Capitaneria di Porto di Sciacca, il tenente di vascello Matteo Maria Rodio, che ha espresso il proprio plauso per l’iniziativa, portando anche i saluti del comandante della Capitaneria di Porto di Porto Empedocle, capitano di fregata Agazio Tedesco.
Particolarmente gradito anche il saluto del vicepresidente del Consiglio comunale di Sciacca e assessore provinciale Alessandro Grassadonio, intervenuto a nome della Provincia di Agrigento e del suo presidente Giuseppe Pendolino.
Ha fatto pervenire il proprio saluto anche l’assessore del Comune di Castelvetrano Rosalia Ventimiglia, in rappresentanza del sindaco Giovanni Lentini.
Di particolare intensità è stato l’intervento dell’ex arciprete di Sciacca, monsignor Giuseppe Marciante, che, richiamando la visita del Santo Padre Leone XIV il 4 luglio a Lampedusa, ha invitato a riflettere sul valore dell’accoglienza e della solidarietà, ricordando come il Mediterraneo debba continuare a essere un mare di incontro e di speranza.

Significativo è stato anche l’intervento dell’architetto Benny Antonini, che si è soffermato sull’importanza della scrittura quale strumento capace di custodire e tramandare la memoria.
Antonini ha evidenziato come, con il venir meno delle generazioni più anziane, rischino di andare perduti ricordi, esperienze e testimonianze profondamente legati alla realtà del territorio.
Da qui l’invito a interrogarsi su come eravamo e su chi siamo, per comprendere meglio ciò che potremo diventare.
La serata è stata quindi impreziosita dalla lettura di alcuni brani del volume, affidata alla professoressa Lilly Mulè.
Attraverso le sue interpretazioni, il pubblico ha potuto cogliere la varietà delle esperienze narrate e il profondo legame degli autori con il mare, la famiglia e la propria terra.
Sono quindi intervenuti gli autori, che hanno raccontato al numeroso pubblico come sono nate le loro storie, il contesto nel quale hanno preso forma e le ragioni che li hanno spinti a scriverle.

Si sono succeduti Domenico Butera, Giovanni Comparone, Stefano Milioti, Adriana Monastero, Lilly Mulè, Fioralba Roscigno, Enza Tacci e Francesco Galluzzo.
Un affettuoso saluto è stato rivolto anche a Michelangelo Graffeo, coautore del libro e purtroppo assente alla serata.
Un lunghissimo applauso, trasformatosi in una vera e propria ovazione, è stato rivolto a Vittorio Galluzzo, protagonista di uno dei racconti più intensi e toccanti del volume.
Nelle pagine del libro prende vita una scena quasi irreale: un giovane che, dinanzi alla furia del mare in tempesta, sceglie di non arretrare e affronta il pericolo sorretto soltanto dalla forza del coraggio e da un profondo sentimento di umanità.
In quell’istante, di fronte alla potenza impetuosa del mare, fu il coraggio dell’uomo a prevalere.
Il suo gesto, autentico e generoso, ha ricordato a tutti che anche nei momenti più drammatici può accendersi una luce di speranza e che, nel cuore delle persone, esiste sempre uno spazio inviolabile per l’altruismo, la solidarietà e il desiderio di salvare una vita.
L’emozione del pubblico e il lungo applauso che ne è seguito hanno reso omaggio non soltanto a Vittorio Galluzzo, ma anche alla parte più nobile dell’essere umano: quella che, davanti al pericolo e alla sofferenza, sceglie di non voltarsi dall’altra parte.
Uno dei momenti più significativi è stato il conferimento della qualifica di socio onorario a Ignazio Florio Pipitone, al quale il presidente del Circolo ha consegnato una targa in segno di stima e riconoscenza per il costante sostegno offerto alle attività associative.

Commoventi, infine, sono state le testimonianze dei soci fondatori Nino Friscia e Vittorio Busalacchi, che hanno rievocato la figura di Salvatore Marinello, anima e fondatore del Circolo Nautico “Il Corallo”, ricordandone la passione, l’impegno e i valori che ancora oggi ne ispirano il cammino.
Il lungo applauso conclusivo e il tradizionale firmacopie hanno suggellato una serata che ha saputo unire cultura, memoria e comunità.
Con “Un mare di… racconti”, il Circolo Nautico “Il Corallo – Mimmo Marchica” conferma la propria vocazione a essere non soltanto un punto di riferimento per gli appassionati del mare, ma anche un laboratorio di idee, relazioni e crescita culturale.
Un libro che raccoglie voci diverse, custodisce la memoria di un territorio e dimostra come le storie, quando vengono condivise, sappiano diventare patrimonio di un’intera comunità.
La serata si è conclusa con l’arrivederci ai prossimi appuntamenti del Circolo, che continua a coniugare la passione per il mare con l’impegno nella promozione culturale e sociale della città di Sciacca.