Nostro servizio particolare
Ieri sera in consiglio comunale l’argomento trattato ad inizio seduta è stato rappresentato dalla lettera aperta che il Direttivo del Comitato Civico Patrimonio Termale di Sciacca ha indirizzato al sindaco Termine e agli assessori, al presidente Ignazio Messina e a tutti i consiglieri comunali, “per chiedere l’immediato avvio delle iniziative già a suo tempo proposte dallo stesso Comitato, ritenendo in particolare che il progetto del percorso “Sciacca Terme: prepariamoci per accogliere” debba ora partire senza ulteriori indugi alla luce dell’esito positivo recentemente determinatosi nelle procedure di rilancio del complesso termale chiuso dal 2015”.

Invece di cogliere l’occasione per iniziare ad entrare nel merito dei contenuti di questa lettera che il Comitato Civico ha ritenuto necessario dover inviare alle rappresentanze istituzionali della città, amministrazione e consiglio comunale, richiedendo di passare dalle parole ai fatti per cominciare a preparare la città all’impatto con i futuri flussi turistici, si è assistito ieri sera ad un dibattito sostanzialmente sterile e di contrapposizione sindaco/consiglieri comunali, che ha avuto come unico riferimento il comportamento assunto dal primo cittadino.
Non era certamente questo l’obiettivo della lettera aperta, che non a caso conteneva un esplicito invito all’intera politica cittadina a “mettersi seriamente al lavoro, programmare, pianificare, progettare, deliberare, insomma volare alto”: nel dibattito consiliare sviluppatosi ieri sera non si è invece visto traccia dei presupposti di ciò, quindi è stata un’occasione sicuramente perduta.
Rimane la speranza che i prossimi passaggi preannunciati ieri sera sull’argomento (incontro con il direttivo del Comitato Civico, conferenza dei capi gruppo) possano dare un impulso finalmente efficace e concreto alle proposte che il Comitato Civico ha sottoposto alla politica cittadina, richiedendo “un riscontro pubblico, per poter proseguire proficuamente il dialogo”.
Ad apertura dei lavori consiliari il vicepresidente Grassadonio (assente il presidente Messina) ha chiesto al sindaco Termine se ci fossero “richieste di comunicazioni” da parte dell’amministrazione comunale, e avendo il primo cittadino risposto con un diniego è stato lo stesso Grassadonio a far espresso riferimento alla lettera aperta pervenuta alla giunta e ai consiglieri comunali da parte del Direttivo Comitato Civico Patrimonio Termale.
A questo punto Fabio Termine si è alzato e ha riferito di aver diramato nel pomeriggio un comunicato stampa in risposta alla lettera aperta, nel quale si preannunziava la convocazione di un’apposita riunione per incontrare il Comitato Civico.
Il sindaco non ha dato lettura in aula di questo comunicato stampa, sul cui contenuto informiamo comunque i lettori qui di seguito:
Inizio:
TERME DI SCIACCA
IL SINDACO FABIO TERMINE
ACCOGLIE CON FAVORE
LE PROPOSTE DEL COMITATO CIVICO
Il sindaco Fabio Termine accoglie favorevolmente le proposte del Comitato Civico Patrimonio Termale:
“Siamo in una fase in cui possiamo cominciare a programmare le migliori, opportune azioni per preparare la città e il suo territorio alla svolta attesa da oltre un decennio: il rilancio delle nostre terme e delle nuove prospettive di sviluppo, per Sciacca e il suo hinterland. È ancora in corso l’iter amministrativo e tecnico legato al bando della Regione Siciliana, ma possiamo riprendere e proseguire lo slancio dei mesi passati, con una mobilitazione che ha coinvolto Comitato, Istituzioni, associazioni e società civile. Azioni di preparazione a quel che sarà, che comprendano anche la proposizione del referendum Sciacca Terme. Azioni, visto il punto in cui siamo, da considerare come manifestazioni di fiducia verso il raggiungimento di un obiettivo ora più vicino, che con il passare degli anni, tra abbandoni e rimozioni, si credeva ormai svanito”.
Il sindaco Fabio Termine annuncia che nei prossimi giorni convocherà un incontro con il direttivo del Comitato Civico Patrimonio Termale.
Fine.
Dopo questo annuncio del sindaco hanno preso la parola, nell’ordine: Bellanca, Bono, Campione, Modica, Brucculeri, nuovamente il sindaco Termine, Maglienti, Bivona, Leonte e Santangelo.
Il tenore generale di questi interventi, tranne quello di Leonte, è stato improntato ad una critica più o meno forte nei confronti della “linea di azione” intrapresa dal sindaco.
Filippo Bellanca lo ha accusato di “aver snobbato” per l’ennesima volta il consiglio comunale, con la fuga in avanti di un comunicato stampa autonomo invece di decidere insieme al consiglio comunale come andare avanti insieme al cospetto della lettera aperta del Comitato Civico.
Calogero Bono ha stigmatizzato il fatto che il sindaco avesse detto di non avere comunicazioni da fare, salvo riferire di aver diramato il comunicato stampa dopo l’obiezione della presidenza nel ricordargli la lettera aperta del Comitato, evidenziando in tal modo la scelta di tenere l’aula consiliare distante dalla tematica.
Daniela Campione ha definito la presa di posizione del Comitato precisa e dettagliata nell’evidenziare la necessità di preparare la città, rammentando anche a sé stessa come il sindaco avesse promesso già nel 2023 di attivare il referendum per il cambio del nome della città in Sciacca Terme, senza poi dar seguito a tale promessa.
Anche Gabriele Modica ha criticato il fatto che, su una tematica come quella termale in cui tutte le forze politiche hanno deciso di fare un percorso unitario, il sindaco abbia preso l’iniziativa di fare un comunicato da solo dopo aver ricevuto un documento indirizzato anche all’intero consiglio comunale. Modica ha espresso l’auspicio che si riprenda il percorso unitario, insieme al Comitato Civico Patrimonio Termale.
Per Raimondo Brucculeri il sindaco è andato fuori binario, e la politica è fuori tempo rispetto alle tematiche su cui viene sollecitata dal Comitato Civico, non avendo una visione chiara e completa di ciò che occorre fare per preparare la città.
A questo punto è intervenuto nuovamente il sindaco, il quale ha detto di non voler raccogliere la polemica strumentalmente intentata contro di lui e che il consiglio comunale sarebbe stato convocato in automatismo a prender parte alla riunione a cui faceva riferimento il suo comunicato stampa, evidenziando peraltro come nessuno si fosse indignato quando nei giorni scorsi il presidente Messina aveva autonomamente annunciato che stava lavorando per far venire a Sciacca il presidente Schifani e gli esponenti della RTI Terme di Saturnia SpA per presentare i contenti della proposta per il rilancio delle Terme di Sciacca.
Gli ha fatto eco Fabio Leonte, che si è dichiarato dispiaciuto per la piega inutilmente polemica che aveva preso il dibattito, come un litigare sul nulla, e ha incitato tutti a passar sopra gli eventuali piccoli errori in una questione così delicata e ancora non risolta come quella termale. Per Leonte inoltre “avrebbe fatto ridere il mondo” avviare la questione referendum sul nome della città nel 2023, ma palesando con questa frase di non aver neanche tentato di comprendere le ragioni per le quali il Comitato Civico Patrimonio Termale porta avanti questa battaglia identitaria sul nome già da prima del 2023.
Chi è entrato un pò di più nel merito di una delle richieste del Comitato Civico, quella appunto del referendum sul nome “Sciacca Terme” è stato Ignazio Bivona, che si è detto contrario ad una eventuale possibilità di unificare il referendum alle prossime elezioni amministrative, perché il tema terme deve a suo avviso avere un proprio scenario elettorale, ben distinto da quello propriamente politico delle amministrative.
Infine gli interventi di Maglienti, per il quale se non fosse stato per Grassadonio il sindaco anche questa volta si sarebbe sottratto all’impegno delle comunicazioni iniziali sulle Terme ad ogni consiglio comunale, e quello di Carmela Santangelo, per la quale è da considerarsi irrispettoso quel comunicato stampa del sindaco senza che i consiglieri comunali ne avessero conoscenza, come in tanti altri argomenti importanti per la città.
In conclusione il dibattito ha prodotto la richiesta al presidente del Consiglio Ignazio Messina, per il tramite del vicepresidente Grassadonio che ieri lo sostituiva, di convocare la conferenza dei capi gruppo per decidere il seguito da dare alla lettera aperta del Direttivo Comitato Civico Patrimonio Termale di Sciacca.
E confidiamo tutti che questo seguito sia molto più produttivo del dibattito di ieri sera.