Warco, nome d’arte di Marco Bilardello, cantautore siciliano attivo tra Palermo, Marsala e Roma si é esibito ieri sera in Vicolo De Stefani per gli appassionati del Circolo di Cultura, accompagnato da Ippolito Parrinello.

Capovolta la “M” intorno ai diciassette anni, Marco ha alternato agli studi in conservatorio le sue velleità cantautorali.

Nel 2021 ha pubblicato quattro singoli frutto del sodalizio con il produttore Fabio Genco ed iniziato ad esibirsi tra festival e locali della scena musicale siciliana e romana, aprendo i concerti di Carmelo Pipitone, Ditonellapiaga e Alessio Bondì.

Insospettabile insegnante delle medie, con la sua chitarra ci ha raccontato le estati tra pranzi domenicali, reflusso gastroesofageo, speranze irrisorie per il prossimo scudetto della Lazio, spiagge piene di alghe ed un polveroso scirocco. La noia ed un “trip” notturno su una vecchia Panda attraverso la Palermo-Sciacca hanno dato vita a WARCO, un alter ego che “annacqua” la disillusione di una generazione che credeva nei giovedì universitari alla Vuccirìa con gli idilli di un film di Lina Wertmuller, la New Wave italiana ed un ormai obsoleto romanticismo. I testi oscillano tra autobiografia e dimensione immaginifica, portando in scena personaggi e situazioni familiari: l’amore come rifugio, la monotonia del lavoro d’ufficio, le derive oniriche di una borgata attraversata da figure eccentriche. I suoni seguono questa narrazione con arrangiamenti che alternano semplicità e stratificazione, creando atmosfere a tratti intime, a tratti stranite.

Un artista davvero singolare cui il pubblico ha decretato una calorosa accoglienza e richiesto come bis un brano in dialetto dal titolo “Ciauru” con un tuffo nelle atmosfere della sua Marsala.

Un plauso al Collettivo Jamurria che ci fa conoscere tanti bravi musicisti del ricco panorama musicale siciliano, per i più di noi un universo sconosciuto