Una richiesta di accesso agli atti (con rilievi tecnici e diffida in ordine alle modalità di esecuzione dell’intervento tampone eseguito nel mese di luglio 2026, nonché con richiesta di verifica tecnica strutturale indipendente) è stata presentata dai consiglieri comunali Brucculeri e Blò, indirizzata al Sindaco di Sciacca, al Segretario Generale del Comune di Sciacca, al Dirigente del Settore competente Ing. Salvatore Paolo Gioia, al Responsabile Unico del Procedimento e alla Direzione Lavori, relativamente al viadotto di Via Orti San Salvatore che collega Via Modigliani con Via Ovidio (cosiddetto Ponte della Perriera).

In premessa i due consiglieri comunali ricordano di aver documentato fotograficamente in data 6 ottobre 2025 e successivamente in data 1 aprile 2026 lo stato di grave degrado strutturale del manufatto denominato “Ponte della Perriera”, risultante privo di interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria sin dalla sua realizzazione, avvenuta oltre 50 anni fa. Tale grave stato di degrado è stato più volte segnalato con carattere di urgenza da Brucculeri e Blò al Sindaco e al Dirigente dell’Ufficio Tecnico, con comunicazioni inviate altresì per conoscenza al Genio Civile di Agrigento e alla Procura della Repubblica, “stante la gravità della situazione e il rischio per la pubblica incolumità connesso alla frequentazione veicolare e pedonale del manufatto”.
Dopo tali segnalazioni risulta essere stato eseguito dal Comune un intervento sul manufatto.
I due consiglieri comunali riferiscono di aver effettuato, in data 6 luglio 2026, un nuovo sopralluogo fotografico, riscontrando che “l’intervento eseguito presenta le caratteristiche di un mero intervento tampone, circoscritto ad alcune porzioni superficiali degli elementi strutturali, e non già di un intervento di ripristino strutturale organico e definitivo commisurato alla gravità e all’estensione del degrado documentato”.
Da qui la richiesta odierna, che ha lo scopo di sottoporre all’Amministrazione le criticità tecniche rilevate su tale intervento (dettagliate analiticamente nella missiva) e di richiedere formalmente, ai sensi dell’art. 43, comma 2, del D.Lgs. 267/2000, l’accesso a tutta la documentazione tecnico-amministrativa idonea a verificare la correttezza dell’intervento eseguito.