Essendo nata e cresciuta nel quartiere di San Michele, non può che farmi piacere la riqualificazione della scala di Via Pietre Cadute. Soprattutto perchè, per noi sanmichelari, questa zona del nostro piccolo mondo antico era considerata una zona a rischio. A ripensarci eravamo “razzisti” senza saperlo. Chi abitava “sutta a scala” era una sorta di cittadino di fascia B, uno che non dovevamo frequentare, uno che a discapito del concetto odierno di “inclusione” richiamava allora un concetto di sporcizia, sudiciume, di allontanamento. Quelli di “sutta a scala” vivevano quasi una vita tutta loro, tagliati fuori dalla vita parrocchiale e del quartiere. U campanaru era una specie di confine, di limite da non superare. La nostra beata ignoranza ci portava a questi comportamenti che riteniamo oggi deprecabili e da condannare su tutta la linea. Ma così era negli anni 50.

Per decenni la zona è stata oggetto di abbandono e di degrado. Oggi quindi quello che era assurdamente considerato un limite é diventato finalmente una estensione dell’intero quartiere, una zona bella da frequentare non solo per noi ma anche per i tanti visitatori che addentrandosi tra vicoli e vicoletti di un centro storico ancora sconosciuto anche a molti di Sciacca, vanno alla scoperta di luoghi un tempo fulcri della vita comunitaria che oggi si sono trasformati in palcoscenici turistici, perdendo in parte la loro autenticità ma guadagnandosi il ruolo di luoghi da visitare.


Sotto il Campanile- non campanile di San Michele adesso c’è una bella scala in ceramica, che si unisce ad altre scale della città alla marina , in Cortile Carini e anche in molte proprietà private.



Resta ancora chiusa, purtroppo, a causa di una frana che ha interessato la zona, la bella scala a zig zag sempre alla marina, una location molto apprezzata e visitata per la sua posizione particolare e centrale al porto.

Come per tutte le scale, c’è chi scende e c’è chi sale. Per questa bellissima scala a zig zag é un momento di discesa rapida che speriamo cambi presto il suo corso…e ricominci a salire!
Ringrazio Giusy Nicoletti per avermi concesso la sua foto