
La mancata approvazione da parte del consiglio comunale di quella che loro chiamano “la mozione contro la speculazione” non fa attendere i consiglieri comunali di Controcorrente, Brucculeri e Blò, che quella mozione di indirizzo l’avevano proposta, tant’è che a tre giorni di distanza dalla seduta in cui “il Consiglio Comunale ha rinunciato al controllo” i due ritornano sull’argomento con un comunicato stampa articolato.
“L’astensione del 28 maggio è un atto di debolezza. Senza regole chiare, Sciacca rischia di svendere il proprio futuro“, dicono in premessa.
“La mozione di indirizzo da noi presentata non ha ottenuto l’approvazione necessaria con un esito emblematico — 14 astenuti, 2 favorevoli e 1 contrario — perché il Consiglio Comunale ha scelto la via dell’immobilismo, rinunciando di fatto a esercitare il proprio ruolo di garante dell’interesse pubblico sull’area di Monterotondo”, argomentano.
In merito alle cifre circolate in aula, i consiglieri precisano che l’importo di 3,8 milioni di euro come prezzo di vendita dell’area è frutto di indiscrezioni. Tuttavia, a prescindere dall’importo esatto, Per Brucculeri e Blò il nodo politico e amministrativo rimane la totale assenza di regole vincolanti nella convenzione urbanistica che si sta per stipulare.
“Il problema non è solo il prezzo – dicono – ma il “contratto” che il Comune sta per firmare. Senza regole ferree, chiunque acquisti l’area potrà agire nel proprio esclusivo interesse, ignorando lo sviluppo turistico di Sciacca.”
Perché la firma della convenzione urbanistica è il punto di non ritorno?
“È fondamentale che la cittadinanza comprenda un punto tecnico ma decisivo, affermano i due esponenti di Controcorrente: una volta che il Comune firmerà la convenzione senza inserire clausole rigide, le norme attuali permetteranno al privato di agire esattamente come temuto. La legge, infatti, non impedisce al proprietario di fare scelte speculative se il Comune non le vieta preventivamente.
E nel comunicato stampa Brucculeri e Blò elencano i perché le tutele “standard” non bastano:

In conclusione, per Brucculeri-Blò il diritto privato prevale sul silenzio del Comune:
“Se il Comune non inserisce tali clausole e vincoli al momento della stipula della convenzione, il diritto privato prevale e il Comune si trova “in ostaggio”: una volta che il privato ha acquisito i diritti edificatori con una convenzione “debole”, l’ente locale non può più imporre obblighi che non siano stati previsti in quella sede. Firmare oggi senza questi presidi significa rinunciare definitivamente a qualsiasi leva di controllo per i prossimi decenni”.
È per questo che i consiglieri Brucculeri e Blò chiedono che la convenzione venga sospesa e rinegoziata con le necessarie clausole di salvaguardia, prima che la firma trasformi una scelta revocabile in un vincolo irrevocabile.
“Chi si è astenuto il 28 maggio ha scelto di non vedere. Firmare oggi senza queste tutele significa autorizzare legalmente la speculazione, consegnando le mani libere al privato per i prossimi decenni. Questa è una battaglia per la trasparenza: trasmetteremo tutta la documentazione alle autorità competenti, inclusa l’ANAC, affinché non si consumi un’altra operazione opaca ai danni di Sciacca”, concludono i due esponenti del movimento Controcorrente.