Si è conclusa ieri la Maggiolata Teatrale al Circolo di Cultura.
Quattro appuntamenti domenicali che hanno attraversato un po’ di storia, dall’antico mondo dei sicani ai diversi mondi di Giordano Bruno, dal passaggio di una civiltà padronale e autoritaria della gestione delle risorse ad una ideologia socialista, alla solitudine dell’uomo di oggi, a qualunque ideologia appartenga, anzi proprio per l’assenza di appartenenza.

Una carrellata di storie e di attori, grazie dunque al TeatrOltre di Sciacca che si è reso disponibile per gli appuntamenti di giorno 10 maggio, con gli attori Salvatore Venezia e Andrea Vaianella, del 17 maggio con Franco Bruno (che si è anche avvalso degli interventi di Andrea Vaianella, Annarita Maretta e Anita Lorefice). E ancora l’ Associazione Culturale Teatrale Ars’Ura con l’appuntamento del 24 Maggio, che si è avvalso del testo di Gabriella Vicari e gli attori Calogero Morreale, Salvatore Venezia, M. Antonietta Emma, Tiziana Scrudato, Mariangela Bucceri, Adriana Carito ,
Silvia Sciortino , Gerlanda Carito, Rita Montalbano, Luca Montalbano, Vittorio Cusumano.
Ieri sera la conclusione con un testo di Anita Lorefice, pensato proprio per essere realizzato all’interno del Circolo di Cultura, con Salvatore Venezia, Carmela Diliberto, Angelika Daniel e Daniela Venezia.
E parliamo proprio della sede del Circolo di Cultura, una sala adibita principalmente per l’ esposizione e la presentazione di libri, ma che, da più di una decina d’anni, offre la possibilità di fare dei concerti dal vivo e spettacoli di teatro, oltre a poter avere uno spazio anche all’ aperto in estate, sul vicolo De Stefani.
Il Circolo di Cultura, che può ospitare almeno 80 persone all’interno, diventa, in una cittadina che non ha ancora uno spazio teatrale attrezzato, e insieme alla sala degli Archi della Badia Grande, un luogo importante nel centro della cittadina saccense.
Sappiamo che il palato dei cittadini, in fatto di Teatro, deve essere sempre tenuto “gustoso”, anzi come si dice : l’appetito vien mangiando, e dunque le varie compagnie di Teatro amatoriale saccensi, che sono costrette ad aspettare l’estate per esibirsi, o il miraggio del teatro Samonà, o mettersi in lista di attesa per aspettare che alla Badia Grande non ci siano film di un certo richiamo in programmazione , (apriamo una parentesi, siamo felici che la gente stia tornando al cinema, perché quanto vale un bel film non vale niente altro) può utilizzare questo luogo per anteprime di opere di teatro, o l’ esito di qualche laboratorio, o qualche fantasia creativa di questi nostri straordinari teatranti in questa landa desolata che, da più di sessant’anni, fa teatro senza avere Teatro.

Anita Lorefice