Nostro servizio particolare
Il Consiglio Comunale di ieri sera è iniziato con 21 consiglieri presenti ed è finito con 14, per l’abbandono dell’aula da parte dei consiglieri di PD, Controcorrente, M5S e Verdi (il cosiddetto “campo largo”?) dopo quasi quattro ore di “parole, parole, parole” durante le quali si è riusciti a trattare solo due dei diciassette punti all’ordine del giorno.
Si è concluso a mezzanotte con la decisione di aggiornare i lavori al 4 giugno, nel bel mezzo della trattazione di un punto che non aveva un particolare significato politico (la revisione ordinaria delle partecipazioni societarie possedute dal Comune), ma sul quale incombe una scadenza temporale di imminente chiusura del portale del Ministero su cui registrare la delibera, pena una sanzione economica a carico dello stesso Comune.
È stato il consigliere Bellanca a chiedere l’aggiornamento della seduta, non valutando come corretto e responsabile il comportamento dei consiglieri, che avevano lasciato l’aula (Ruffo, Modica, Campione, Curreri, Brucculeri e Blò), e con la presenza del solo centro-destra.
Tale iniziativa dei sei consiglieri, di cui non risulta comprensibile la motivazione, potrebbe in qualche modo aver avuto origine nelle dinamiche del dibattito e della votazione relativi all’argomento che ha “occupato” buona parte della seduta, ossia la proposta di una mozione di indirizzo all’amministrazione comunale con oggetto “la tutela dell’unitarietà del progetto Monterotondo e la richiesta di chiarimenti a INVITALIA”, presentata dai consiglieri di Controcorrente, Brucculeri e Blò.
Un dibattito lungo e per certi versi anche inutile (l’amministrazione comunale ha chiaramente detto che non avrebbe in ogni caso recepito nel merito gli indirizzi contenuti in quella mozione) e che si è concluso con un esito di votazione sicuramente particolare:
2 voti a favore della mozione (i proponenti Brucculeri e Blò), 1 contrario (Leonte), 14 astenuti (i consiglieri del centro-destra), mentre non hanno votato perché avevano lasciato l’aula Campione, Modica, Ruffo e Curreri. Poiché l’astensione non conta come voto positivo, la proposta di mozione di indirizzo è stata quindi respinta.
Il dibattito è stato comunque importante, perché ha fortemente focalizzato un’iniziativa di sviluppo turistico-alberghiero-termale che aveva avuto origine nel lontano 2002, di fondamentale importanza per lo sviluppo turistico di Sciacca e del suo territorio, su terreni dell’ex SITAS, 716 posti letto nella più recente ridefinizione, 70 milioni di euro di risorse pubbliche di investimento, un partner privato ancora da individuare e al quale Italia Turismo SpA (emanazione di INVITALIA) cederà con ogni probabilità l’intero asset dopo che avrà stipulato la “convenzione” con il Comune di Sciacca il prossimo 12 giugno, iniziativa che adesso va inevitabilmente e profondamente ad intrecciarsi con il rilancio del complesso termale di Sciacca, “complementare” come l’ha definita l’assessore Patti in aula.
Brucculeri e Blò, presentatori della mozione di indirizzo, hanno ribadito nei loro interventi che la mozione non voleva avere alcun intento di ostacolare la realizzazione dell’investimento, ma esclusivamente quello di tutelare il pubblico interesse, rafforzando i paletti di garanzia per ottenere trasparenza sui valori economici e uno stop al rischio di nuove lottizzazioni residenziali, per fare chiarezza sul valore reale delle aree di Monterotondo e blindare la convenzione urbanistica per evitare il rischio che un asset strategico per il turismo si possa trasformare in una speculazione immobiliare.
Alle argomentazioni che davano corpo a tale mozione l’Ufficio Tecnico Comunale Lavori Pubblici aveva già dato riscontro con una propria “relazione”, i cui contenuti sono stati ribaditi ieri sera in aula dal dirigente ing. Salvatore Gioia. In estrema sintesi: la convenzione che il Comune di Sciacca tra pochi giorni (12 giugno) andrà a stipulare con Italia Turismo SpA non potrà di per sé mai discostarsi dalle indicazioni vincolanti del Piano Regolatore e del Piano Pluriennale di Attuazione (PPA) già allo scopo appositamente approvato dal Comune, che costituiscono i più autentici presidi di garanzia sul fatto che la destinazione d’uso non possa essere diversa da quella alberghiera per finalità turistica e termale.
L’assessore Patti è stato esplicito: nessuno dei punti indicati nella mozione avrebbe potuto essere preso in considerazione dall’amministrazione per modificare lo schema di convenzione già approvato, per non correre il rischio di compromettere gli equilibri di un impianto già costruito e la positiva conclusione di un procedimento ultra ventennale.
Tutti i numerosi interventi che si sono susseguiti hanno sostanzialmente aderito al punto di vista e alle considerazioni dell’amministrazione, anche sulla base dei chiarimenti forniti dal dirigente ing. Gioia.
Ad un certo punto il consigliere Modica e la consigliera Campione hanno comunque prospettato la possibilità di una riformulazione “unitaria” della mozione (smussiamola e adattiamola ha detto Daniela Campione), eventualmente rinviandola ad una successiva seduta, che ne consentisse un unanime accoglimento come espressione comunque del genuino interesse da parte del Consiglio Comunale a tutelare una delle aree più importanti per lo sviluppo turistico della città e di una generale condivisione sulla realizzazione del progetto Monterotondo.
Contro questa proposta, vista come una mano tesa del centro-sinistra a Controcorrente sotto le insegne di un “campo largo cittadino”, si sono immediatamente schierati Filippo Bellanca e Giuseppe Catanzaro, e così si è andati a votazione, prima della quale i consiglieri PD, Verdi e M5S sono usciti dall’aula.
I consiglieri del centro destra hanno motivato la propria astensione (che comunque conta come voto negativo) in segno di rispetto nei confronti dell’impegnativo lavoro di approfondimento svolto dai consiglieri proponenti.
Ci si permetta l’annotazione a margine: in politica, si sa, è sempre tutto e il contrario di tutto, ma la posizione del consigliere Leonte (contrario) ha il merito di essere più trasparente di quella dell’astensione.
Altri due argomenti trattati nelle “comunicazioni” iniziali sono stati quelli della gestione del servizio idrico (AICA e SICILACQUE) e delle Terme di Sciacca, ma su di essi torneremo in seguito.
Questa la registrazione RMK dell’intero consiglio comunale:
https://www.facebook.com/share/v/195Phegg8B/?mibextid=wwXIfr