In una splendida giornata di sole in cui la Valle dei Templi di Agrigento é invasa da migliaia di visitatori, Alida Alessi ha guidato un nutrito gruppo di soci del Rotary Club di Sciacca in una full immersion nel mito di Demetra e Persefone, divinità ctonie.

Con questo aggettivo si indicano i culti di divinità sotterranee o personificazioni di forze sismiche o vulcaniche, divinità femminili collegate al culto della fertilità della terra. La parola “Ctonie” deriva da un termine usato dallo scrittore greco Ferecide di Siro per indicare una delle prime divinità cosmiche che avrebbe poi creato il mondo insieme a Zeus e Kronos. Le divinità ctonie più diffuse tra i Greci erano Ade, il dio degli inferi, Demetra e Persefone, chiamata anche Kore.

Quello che adesso nella mia descrizione e definizione risulta freddo e sterile, con le parole di Alida e con la passione che caratterizza la sua ricostruzione del Mito delle due dee Madre e Figlia, ha preso anima e vita tra i sentieri in terra battuta circondati da una vegetazione spontanea che sembra essere esplosa con i suoi colori e i suoi profumi di questa primavera siciliana e i resti archeologici dell’area del cosiddetto Santuario delle Divinità Ctonie che é un’area che comprende un insieme di costruzioni di epoche e stili diversi accomunate dal fatto di avere una funzione sacra.

Pochi miti hanno segnato l’immaginario collettivo dell’antichità quanto la storia di Demetra e Kore. Un racconto di perdita e ritrovamento, di morte e rinascita, che in Sicilia trovò la sua dimora più autentica. Il documento letterario più antico che narra questa vicenda è l’Inno a Demetra, tramandato nel corpus degli inni omerici. Risalente probabilmente al VII secolo a.C., il testo si articola attorno a due nuclei fondamentali: il ratto di Persefone e l’istituzione dei Misteri Eleusini. Ad arricchire la narrazione di Alida sono stati alcuni soci e socie rotariani che hanno letto passi significativi tratti da fonti letterarie antiche: Salvatore Catanzaro, Carmelo Burgio, Carmela Bacino, Paolo Alì, Maria Pia Bono, Violeta.

Il rapimento avviene mentre Kore coglie fiori – rose, croco, viole e il prodigioso narciso – in una pianura descritta come “Nysion pedíon”. Dalla terra si apre un baratro, e Ade, il dio degli Inferi, trascina con sé la fanciulla riluttante, mentre invano invoca aiuto. La disperata ricerca di lei da parte della madre Demetra e gli sviluppi imprevedibili e ineluttabili del mito Alida li ha fatti rivivere per noi con la consueta padronanza e con la competenza e la meticolosità che la caratterizzano. Perchè i miti greci non parlano solo degli dei. Parlano di noi.

Grazie Alida!