di Gisella Mondino
Pirandello è ritornato alla Valle dei Templi.
Fino al 2 giugno 2026, la mostra “Fausto Pirandello. La magia del quotidiano” è vistabile negli spazi di Villa Aurea, all’interno del Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento.
Campeggia all’interno della Villa Aurea il ritratto, olio su tela, realizzato dal figlio Fausto Pirandello nel 1936, anno della morta del drammaturgo. Il ritratto pone al centro e frontalmente la figura di Luigi Pirandello che assume una posizione salda e fissata, a cui fa da sfondo una stanza grigia che diventa tutt’uno con il colore grigio dell’abito. Fausto Pirandello dipinge il ritratto del padre nel 1936, all’età di 37 anni, in un periodo di grande successo. Opera donata alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, dall’avvocato Pierluigi, figlio di Fausto Pirandello, e dalla sorella, in occasione della mostra del 2010 curata da Claudia Gian Ferrari.

Un percorso “Fausto Pirandello. La magia del quotidiano” che accompagna il visitatore attraverso le stagioni e la complessa vicenda artistica che lo ha portato a Parigi, dove incontra la pittura cubista, per ritornare in Italia e frequentare la scuola romana, fondendo realismo e magia metafisica.



Colpiscono le due opere della serie “Tetti” , che va dal 1931 al 1944, in cui i panorami romani sembrano più degli interni. Dominano le opere della serie” Bagnanti”, non una narrazione, né una descrizione. Sono uno stato di cose che Fausto Pirandello confessa al mondo: Sono gli anni ’38 e ’39 del Novecento, in cui è difficile tentare la via della conoscenza: veste i panni del povero bagnante, reietto e solo, attraverso una materia pittorica spessa.
Non passano inosservate l’opera “Autoritratto” e l’opera “Pompilia D’Aprile”, sposata a Parigi nel 1928.
Opera quest’ultima che riporta alla memoria la storia delle modelle di Anticoli Corrado, il piccolo borgo non lontano da Roma, meta prediletta di molti artisti a partire dalla seconda metà dell’Ottocento per i suoi paesaggi e per i suoi modelli che divengono i modelli più famosi del mondo.
Chiudono la mostra alcune opere su carta, in particolare i pastelli, che catturano la densità del reale, nel secondo dopoguerra.
Lasciare la mostra non è facile, perché le opere raccontano il travaglio di due uomini, un padre e un figlio, talvolta artisticamente in contrasto, ma accomunati da un forte sentire che ci restituisce l’importanza delle relazioni familiari.
Gisella Mondino
p.s. Il Primo Maggio l’ingresso alla Valle dei Templi é gratuito.