Nonostante i dazi, la crisi legata al conflitto in Iran che colpisce il commercio e la generale situazione di instabilità, il Salone del Mobile di Milano resiste con le sue imprese e conclude oggi la 64esima edizione con sedici padiglioni sold out, oltre 1.900 espositori, il 36,6% dall’estero.

Con Martina Ciaccio, interior designer di origini saccensi di cui apprezzo l’innata eleganza, l’esperienza e la grande passione che mette in tutto quello che fa, abbiamo parlato di questo evento che tanta attenzione ha riscosso in questi giorni in Italia e nel Mondo.

Già, Milano. La città italiana più europea e internazionale. Pur non essendo più la “Milano da bere” degli scorsi decenni, rappresenta con la sua ricchezza e vivacità, un richiamo irresistibile per tutti gli amanti del bello e del nuovo. Ho chiamato al telefono Martina per chiederle di raccontarmi la sua esperienza.

“Quest’anno molto meno russi, americani e arabi, ma molti più europei. Un’affluenza spa-ven-to-sa, da togliere il fiato. Mi sono sentita frastornata, spesso non in grado di avere il tempo di riflettere. Pensa solo all’indotto che un evento del genere mette in moto.
Coinvolge tantissimi operatori che non sono solo gli addetti del settore ossia industriali, produttori, commercianti, architetti, professionisti, ma anche ristorazione, moda, hotelleria, taxi, ed eventi come per quest’anno la promozione cinematografica e mondana del “Diavolo veste Prada 2. In questa settimana tutta la città è invasa da spettacoli. Esplode la Milano Design Week con feste e installazioni che animano quartieri come Brera, Tortona, Isola e il centro storico. Il fuori Salone è tutto un evento. La gente di tutte le età é coinvolta. Vivi in un vortice di dinamismo e visione del futuro

” Perchè si va al Salone del Mobile e cosa ci si aspetta? ” Per capire le tendenze, le tecnologie, le applicazioni , le linee guida , tutte le innovazioni che ogni anno il settore ti propone. ” E quali sono le nuove tendenze e quali i nuovi materiali ? “Finalmente é tornato il colore. Io da siciliana ne sono felice perchè siamo abituati alla vivacità del nostro paesaggio ed ero stanca del non- colore.



Sono tornate le linee morbide, gli anni 70 rivisitati, mescolanza dei materiali, ai mobili in legno e in marmo. ( e qui Martina gioisce , dato che lei ha creato una sua linea di complementi di arredo utilizzando proprio il marmo)


I materiali si fanno tattili e green, il colore, come dicevo, torna protagonista (ma in chiave soft), il minimalismo evolve: non più freddo e razionale, ma emotivo e naturale, vicino all’idea di benessere. I sistemi di domotica integrata permettono di controllare luci, temperatura, diffusione sonora e perfino scenari olfattivi, creando veri e propri microcosmi su misura. Il tutto è’ molto stancante ed estenuante ma alla fine ci riusciamo a portare belle novità nella nostra terra.” E’ più di una semplice Fiera? “Certamente. Parteciparvi significa restare aggiornati e competitivi, fare incontri con altre aziende, con artigiani, entrare in contatto con nuovi clienti. E’ un’occasione chiave per creare collaborazioni. Se ne esce rinvigoriti e rinnovati.”




Grazie a Martina Ciaccio per la sua collaborazione e disponibilità