Di FILIPPO BRANCATO
“E come potevamo noi cantare con il piede straniero sopra il cuore fra i morti abbandonati nelle piazze sull’erba dura di ghiaccio, al lamento d’agnello dei fanciulli, all’urlo nero della madre che andava incontro al figlio crocifisso sul palo del telegrafo? Alle fronde dei salici, per voto, anche le nostre cetre erano appese, oscillavano lievi al triste vento“
Nella notte del senso umano e nel sonno della ragione niente piu’ dei versi di Quasimodo rende lo stato di prostrazione e scoramento del popolo italiano schiacciato dai plotoni armati del nazifascismo, imbestialito dal voltafaccia di casa Savoia. L’abbraccio mortale di Mussolini con Hitler aveva reso l’Italia teatro di eccidi di massa inenarrabili, nel cui contesto rifulsero eroici gesti di dedizione fino al costo della vita (uno per tutti Salvo D’Acquisto).
L’attentato di Via Rasella, rubricato dal nazifascismo come atto di terrorismo, dava il via a quella Guerra di Liberazione che al di sopra della cosiddetta Linea Gotica si andava organizzando dall’Appennino alle Alpi. Alla chiamata alle armi contro il nazifascismo e contro l’occupante straniero risposero ardimentosi italiani di ogni fede politica, cattolici e non credenti, uomini e donne. Le armate tedesche risalivano la penisola, incalzate dagli Alleati, macchiando di sangue innocente le piazze e le strade del centro-nord, mentre schiere di partigiani si andavano organizzando e strutturando contro i nazifascisti, sempre piu’ disorientati e feroci. Hitler aveva fatto liberare Mussolini dal Campo Imperatore e lo aveva messo a capo (ormai burattino nelle sue mani) della Repubblica di Salo’.
Ma ormai era guerra aperta tra i nazisti che risalivano la penisola e le forze partigiane in azione nelle citta’, e sui crinali degli Appennini e delle Alpi. La resistenza e’ stata eroica. Immani gli eccidi di cittadini inermi da parte nazifascista e le esecuzioni sommarie dei collaborazionisti fascisti da parte partigiana. Infine gli armati tedeschi si ritrovarono asserragliati nelle loro caserme, ormai sotto il tiro delle forze partigiane che controllavano strade e citta’ del nord Italia. L’immane bagno di sangue che si profilava all’orizzonte venne scongiurato grazie ai buoni uffici del cardinale di Milano Schuster ed alla disponibilita’ partigiana. Cosi’, sfilando disarmati per le vie di Milano sotto i fucili partigiani, i disarmati tedeschi ripresero la via delle Alpi, in quel 25 APRILE che segno’ la rinascita della nuova Italia antifascista e democratica.
Lasciamo agli storici un giudizio su Dongo e Piazzale Loreto, tragico epilogo dell’immane tragedia che aveva insanguinato l’Italia tra Fascismo ed antifascismo. Plaudo ai nostri politici italiani che, finito il secondo conflitto mondiale, avviarono l’opera di riconciliazione nazionale e promossero la pace sociale. Ed immensa gratitudine dobbiamo ai nostri padri costituenti che ci hanno dato la Costituzione piu’ nobile, alta e bella del mondo. Con il contributo di tutti, in essa sono confluiti i piu’ alti valori umani, sui principi della liberta’ e della democrazia.

Con essa l’Italia ha vissuto ottanta anni di pace. Ma ha fatto veramente i conti col passato? E che dire della stagione stragista dei tanti naufragati tentativi di colpi stato del secondo novecento? Che dire delle parate fasciste ad Acca Larenzia? Che dire della seconda carica dello stato che conserva il busto del Duce nel sacrario fascista di casa sua? Ormai non c’e’ piu’ nessuno dei nostri padri costituenti. Ai giovani italiani l’onere di difendere e preservare i nostri valori costituzionali. La liberta’ e’ stata pagata al prezzo di lacrime e sangue. Perderla puo’ essere un momento. Chi non conosce la storia é destinato a ripeterla.
FILIPPO BRANCATO