Il progetto “Il Corallo della Memoria”, presentato dal Comune di Sciacca per ottenere un contributo regionale di 30.000 euro, è oggetto di una interrogazione consiliare di Raimondo Brucculeri e Maurizio Blò, perché secondo i due consiglieri comunali solleva interrogativi gravi e legittimi per troppe coincidenze e silenzi.

Non per il tema culturale, ma per la procedura con cui è stato approvato.

In un comunicato stampa che accompagna l’interrogazione di legge:

La delibera di Giunta che lo autorizza porta la stessa data della scadenza dell’Avviso regionale: 15 aprile 2026. Una coincidenza che non può passare inosservata. Un progetto così articolato – con tre spettacoli già titolati, descrizioni dettagliate e un piano economico completo – non si scrive, verifica e trasmette in poche ore. E se era già pronto prima, chi lo ha scritto? Chi lo ha deciso? Chi ne ha stabilito i contenuti?

Nel testo compaiono tre spettacoli già definiti:

“La leggenda di Bettu Ammareddu – Il Corallo della Memoria”,

“Villa Fiordaliso – Il nostro Angolo di Paradiso”,

“Le tradizioni di Sicilia”.

Non sono temi, ma opere già strutturate, con titoli e trame precise.

Una delle iniziative è persino indicata come “realizzata dai ragazzi “Omiss”, con un costo collegato di 3.000 euro.

Se i titoli sono già definiti e i soggetti già indicati, la compagnia teatrale è stata individuata prima dell’affidamento. E questo, secondo la normativa vigente, vizia l’atto. Perché nessun progetto può pre‑scegliere chi dovrà essere pagato dopo.

La legge parla chiaro: imparzialità, concorrenza, trasparenza. Non scorciatoie.

E poi c’è la questione economica: 30.000 euro per tre spettacoli locali. Con la stessa cifra, altri Comuni portano in scena compagnie di prestigio nazionale. Qui invece si finanziano iniziative che sembrano già “cucite” su misura.

Per questo abbiamo presentato un’interrogazione al Sindaco di Sciacca, Dott. Fabio Termine, chiedendo di chiarire:

– come sia stato possibile approvare e trasmettere il progetto nello stesso giorno della scadenza;

– se le compagnie teatrali siano già state individuate;

– se l’importo sia congruo rispetto alla natura locale delle rappresentazioni;

– e se l’Amministrazione intenda adottare misure per garantire trasparenza e rispetto delle regole

Sciacca merita chiarezza, non coincidenze. Perché la cultura è una cosa seria. E i soldi pubblici lo sono ancora di più”, concludono. Bruccoleri e Blò.