La tematica Monterotondo entra ormai a pieno titolo tra quelle “calde” dello sviluppo turistico di Sciacca, con l’inevitabile accelerazione determinata dalle positive novità sulla futura ripartenza e rilancio del complesso termale cittadino.

I consiglieri comunali Raimondo Brucculeri e Maurizio Blò hanno depositato una corposa mozione d’indirizzo riguardante il progetto “Sciacca Resort” di Italia Turismo S.p.A. (Invitalia) finalizzata nelle loro intenzione ad “ottenere trasparenza sui valori economici e uno stop al rischio di nuove lottizzazioni residenziali, a fare chiarezza sul valore reale delle aree di Monterotondo e blindare la convenzione urbanistica per evitare che un asset strategico per il turismo si trasformi in una speculazione immobiliare”.
Il richiamo alla storia: la rinuncia alla prelazione (2004-2009)
“Non possiamo dimenticare” – spiegano Brucculeri e Blò – che le basi di questo investimento furono poste durante la sindacatura del dott. Mario Turturici. In quegli anni, il Comune di Sciacca compì una scelta coraggiosa e strategica: rinunciò al diritto di prelazione sui terreni dell’area ex S.I.T.A.S. per consentire a un partner istituzionale come INVITALIA di avviare il polo turistico. Quella rinuncia fu fatta a condizione che si creasse vero sviluppo produttivo; oggi, a distanza di vent’anni, non possiamo accettare che quel sacrificio della città venga gestito con poca trasparenza o che si rischi di svendere il territorio che il Comune, con quel gesto, mise nelle mani dello Stato”.
Il nodo del valore: da 30 a 10 euro al metro quadro?
Il primo punto sollevato dai consiglieri riguarda lo scostamento dei valori economici:
“Dalle informazioni in nostro possesso – dichiarano Brucculeri e Blò –l’attuale valore di cessione dell’asset si attesterebbe su circa 10,90 €/mq. Una cifra che lascia perplessi se confrontata con le perizie effettuate dall’Ufficio Tecnico Comunale durante la sindacatura del dott. Mario Turturici (2004- 2009), quando il valore era stimato tra i 25 e i 30 €/mq. Chiediamo che l’Amministrazione riferisca in aula su questo crollo del valore, a tutela del patrimonio del territorio che ha già visto l’investimento di 70 milioni di euro di fondi pubblici.”
No alla “Residenzializzazione” selvaggia
La mozione punta a modificare profondamente la bozza di convenzione urbanistica del 05.01.2026.
L’obiettivo è scongiurare la cosiddetta “residenzializzazione impropria”: il rischio che le unità edilizie, in particolare i villini, vengano vendute a privati per uso abitativo anziché restare inserite in un circuito alberghiero.
“Vogliamo l’inserimento di un vincolo d’uso ricettivo permanente e il divieto assoluto di vendita frazionata delle singole unità. Il resort deve nascere e restare un’unica azienda turistica, non un condominio privato sul mare” sottolineano i proponenti.
Opere pubbliche prima dei profitti privati
Un altro pilastro della mozione riguarda i lotti funzionali. Brucculeri e Blò chiedono che l’abitabilità delle strutture (la “ricettivizzazione”) sia subordinata al completamento delle opere generali e primarie.
“Non permetteremo che si aprano gli hotel se prima non sono pronte le strade, le reti fognarie e i parcheggi pubblici. Senza le infrastrutture generali, il singolo lotto non può essere considerato funzionale. Vogliamo garanzie reali, non promesse su carta, supportate da fideiussioni calibrate sui valori reali di mercato.”
Richiesta di trasparenza
Con questo atto, i consiglieri intendono impegnare il Sindaco e la Giunta a istituire un Tavolo di Monitoraggio Permanente e a rendere pubbliche le manifestazioni d’interesse pervenute a Italia Turismo.
“Sciacca ha già dato molto a questo progetto, rinunciando in passato al diritto di prelazione sulle aree. Oggi pretendiamo trasparenza totale: la città deve sapere chi gestirà il suo futuro turistico e a quali condizioni. La firma della convenzione non può avvenire senza queste integrazioni vitali per l’interesse pubblico” concludono i consiglieri.