Il consiglio comunale di ieri sera è stato quasi interamente dedicato alle cosiddette “comunicazioni”.
Tra queste, quella dei consiglieri Brucculeri e Blò riguardante le modalità con cui è stato affidato alla società Mediterranea Arte Srl l’incarico di predisporre tutto il necessario per consentire al Comune di Sciacca di partecipare al bando per la scelta della “Capitale Italiana del Libro 2027”.

Si è trattato per la verità di una prosecuzione del dibattito sull’argomento, che era già iniziato nella precedente seduta per poi essere sospeso in attesa che il segretario generale del Comune, Manlio Paglino, fornisse ai consiglieri comunali un proprio parere adeguatamente approfondito.
Il dibattito che ha fatto seguito ieri sera alla relazione del segretario generale è stato molto vivace, con diverse sfaccettature, e con una evidente prevalenza di chi ritiene del tutto illegittimo l’atto di gestione rappresentato dalla determinazione dirigenziale che ha affidato l’incarico diretto alla Mediterranea Arte, perché inficiato dal preventivo atto di indirizzo politico firmato dal sindaco e inviato al dirigente, con il quale si indicava espressamente la Mediterranea Arte Srl come il soggetto da affidare direttamente, per la somma indicata dalla proposta pervenuta dalla stessa Mediterranea Arte.
Nel corso del dibattito il consigliere Calogero Bono ha inoltre riferito che, pur nelle more della contestazione di illegittimità sollevata in consiglio comunale, alla Mediterranea Arte è già stato liquidato il 50% della somma contrattuale convenuta.
https://www.facebook.com/share/18PXJwfDia/?mibextid=wwXIfr
Stamattina si registrano i primi immediati strascichi, con un comunicato stampa dei consiglieri comunali Raimondo Brucculeri e Maurizio Blò, che hanno anche inviato un atto di controdeduzioni e contestazione alle argomentazioni del segretario generale del Comune.
Questo il testo del comunicato stampa:
Sulla partecipazione del Comune di Sciacca al bando per la “Capitale Italiana del Libro 2027″ esplode il caso politico e amministrativo. I consiglieri comunali Maurizio Blò e Raimondo Brucculeri, dopo un’attenta analisi degli atti, denunciano una gestione dell’appalto che definiscono “preconfezionata” e in palese violazione delle norme che regolano la Pubblica Amministrazione.
I FATTI
Tutto accade in tempi record: il 16 febbraio una ditta romana, la Mediterranea Arte S.r.l., invia una proposta commerciale da 36.600 euro. Il 17 febbraio viene pubblicato il bando nazionale. Il 19 febbraio — appena 48 ore dopo — il Sindaco firma una direttiva indicando per nome la ditta e l’importo, “ordinando” di fatto agli uffici di procedere con quell’operatore. Il 9 marzo, la determina dirigenziale n. 220 ufficializza l’affidamento, giustificandolo testualmente: “Così come da direttiva del Sindaco”.
LA POSIZIONE DEI CONSIGLIERI
Siamo di fronte a un’inversione totale della legalità amministrativa.
Il Codice degli Enti Locali (TUEL) stabilisce infatti che la politica dà l’indirizzo, ma è la burocrazia a scegliere il contraente in modo autonomo e imparziale. In questo caso, il Sindaco ha scavalcato i dirigenti, scegliendo la ditta e fissando il prezzo prima ancora di qualsiasi indagine di mercato. È un metodo che non garantisce trasparenza né risparmio per le casse comunali, specialmente mentre l’Ente opera in esercizio provvisorio.
IL SEGRETARIO GENERALE CONFERMA LE CRITICITÀ
A seguito delle contestazioni mosse in aula, il Segretario Generale, Avv. Manlio Paglino, ha inviato una nota ufficiale in cui riconosce che l’operato dell’Amministrazione è “sicuramente non corretto” e che la motivazione dell’affidamento è “inaccettabile”. Il Segretario ha concesso al Dirigente del III Settore solo 7 giorni per cercare di “giustificare” a posteriori una scelta che appare priva di istruttoria tecnica.
LE DOMANDE SENZA RISPOSTA
1. Come è possibile che in sole 48 ore la politica abbia valutato una proposta tecnica complessa senza confrontarla con nessun’altra offerta?
2. Perché non si è cercato di negoziare un prezzo più vantaggioso, accettando supinamente la richiesta della ditta?
3. Perché sono stati utilizzati codici di gara errati e norme abrogate negli atti ufficiali?
CONCLUSIONE
Non contestiamo l’importanza della candidatura di Sciacca, ma il metodo. Il fine non giustifica i mezzi se i mezzi sono l’illegalità procedurale e l’ingerenza politica. Abbiamo già avvertito il Segretario: se l’atto non verrà annullato in autotutela, trasmetteremo l’intero fascicolo alla Corte dei Conti e all’ANAC. I soldi dei cittadini vanno spesi seguendo le leggi, non le “direttive”che sanno di accordi già presi.
Questo è invece l’atto contenente le controdeduzioni e contestazione inviato al segretario generale:

