Nella nostra storica villa comunale “Ignazio Scaturro” di Sciacca c’erano una volta tante cose belle, fiori e piante che oggi non ci sono più.
Ma le piccole storie che oggi vogliamo raccontarvi sono molto più recenti.
Riguardano un acero giapponese, una montanoa, un’auracaria e una panchina in pietra: protagonisti, loro malgrado, di un racconto di cronaca che descrive bene, più di tanti discorsi, la condizione attuale della nostra villa comunale, fiore all’occhiello della città nei tempi che furono.
La storia dell’acero giapponese ha come data di inizio il 4 aprile 2023, quando il Comitato Pro Villa Comunale presenta all’Assessore con delega alle ville e giardini una formale istanza per la piantumazione di un albero.
Si voleva piantare un albero di alto fusto, in quella parte finale della villa che si apre alla vista sul mare.
“Lo vedevamo come un simbolo della nostra resilienza nella prolungata lotta per la riqualificazione della Villa – ci raccontano quelli del Comitato -, una lotta che purtroppo non ha prodotto il risultato sperato, quello di far rifiorire all’interno di questo prezioso giardino cittadino la bellezza di un tempo passato”.
“Si era deciso per un albero di Caccamo, o Bagolaro, e di collocarvi sotto una panchina, per chi volesse godere della sua ombra quando fosse cresciuto, magari leggendo un libro o un giornale. E avevamo già individuato alcuni punti in cui poter effettuare l’intervento di piantumazione, insieme all’assessore Agnese Sinagra”.
Quando però i volontari del Comitato si recarono sul posto per piantare il loro albero, si trovarono di fronte ad un imprevisto filare di alberi di arancio piantati lungo il bordo della ringhiera lato mare (alberi oggi quasi tutti rinsecchiti…) e quindi si videro costretti a rivedere interamente il loro progetto.
Come sito di piantumazione venne a questo punto scelta l’aiuola dietro il busto di Giuseppe Licata, e si decise di cambiare anche tipologia di albero, perché in quell’aiuola c’è n’erano già due di significativa dimensioni, un’auracaria da un lato e un ficus dall’altro.
“Scegliemmo allora un acero rosso giapponese, che può raggiungere un’altezza di 3/4 metri al massimo, e che mette le foglie rosso scuro in aprile, che diventano verdi in estate e poi gialle in autunno, per spogliarsi infine a novembre: aprile e novembre, due mesi che hanno anche un significato particolare e importante per la storia del nostro Comitato”, ci raccontano.
“Abbiamo piantato l’acero il 21 novembre del 2023, giornata dell’Albero. Lo abbiamo fatto insieme agli alunni dell’Istituto Agrario, presenti anche loro quel giorno in villa comunale per piantare una palma in un’altra aiuola”.


L’albero di acero iniziò così a crescere, accudito amorevolmente dai volontari del Comitato pro Villa, che ci portavano l’acqua per innaffiarlo durante la calura estiva e anche il concime per sostenerne la crescita.


Quest’ultima foto risale a gennaio di quest’anno, prima del “fattaccio” avvenuto a fine marzo, quando il nostro acero è stato maldestramente tranciato del tutto, presumibilmente durante i periodici lavori di manutenzione del verde pubblico, che è stata esternalizzata e appaltata ad una ditta privata:

Ci sono poi altre piccole e recenti storie che riguardano nostra villa comunale e che vogliamo assai brevemente raccontarvi.
Una riguarda questa Mantanoa, volgarmente detta Cerbottana (o anche Margherita Gigante) che è seccata per carenza di acqua (ne esistevano tre esemplari in villa, adesso ne sono rimaste solo due):

E anche per essa vale quindi quel: c’era una volta… Guardate quanto era bella quando era in fiore:

Un’altra storia ha per protagonista questa auracaria puntata, anch’essa piantata da non molto tempo, seccata e rimossa:

E anche per essa vale quel: c’era una volta…
E infine una delle due panchine in pietra che erano rimaste all’interno della villa comunale, quella nel vialetto che conduce al busto del Canonico Ciaccio. e nell’intervento per togliere l’auracaria, è sparita.
Questa:

Sparita nel nulla, nel corso dell’intervento per togliere l’auracaria, ci dicono quelli del Comitato pro Villa Comunale.
E anche per essa vale quindi quel: c’era una volta…
Negligenza? Disattenzione? Ignoranza? Furto?
Sono piccole storie da raccontare per toccare con mano una semplicissima verità, di cui le amministrazioni comunali susseguitesi nel tempo non vogliono rendersi conto:
in villa comunale non risulta utile una squadra di operai che interviene sporadicamente, per una manutenzione del verde più o meno sommaria; sono assolutamente necessarie due figure professionali fisse: un giardiniere (competente) e un custode.
È da tanti anni che le diverse associazioni presenti nel Comitato pro Villa lo chiedono, purtroppo inascoltate
Oltretutto, quando verrà aperto il cantiere per i lavori strutturali di riqualificazione che interesseranno la Villa Comunale (ma quando???), l’apparato botanico rischia di venire ulteriormente e forse irrimediabilmente compromesso, se non sarà fatto oggetto di una particolare cura che solo un custode e sopratutto un giardiniere (competente) possono assicurare.
Per completezza sull’argomento villa comunale, pubblichiamo qui di seguito il documento che la rete Procuratori dei Cittadini di CittadinanzAttiva assemblea di Sciacca aveva inviato all’amministrazione comunale nel mese di Dicembre 2024:

