Dopo l’accesso agli atti e dopo la replica alla comunicazione con la quale il Sindaco aveva reso noto la conclusione dei lavori eseguiti per rifunzionalizzare la piscina comunale, i consiglieri comunali Raimondo Brucculeri e Maurizio Blò rilanciano ulteriormente sull’argomento sottoscrivendo una “nota istituzionale” inviata all’attenzione del sindaco Fabio Termine, del Responsabile del Settore Lavori Pubblici ing. Salvatore Gioia e del Responsabile Unico del Procedimento, geom. Filippo Carlino, con lo “scopo di tutelare l’Ente, la collettività e le risorse pubbliche, assicurando che un’opera strategica come la piscina comunale Perriera sia effettivamente completata, sicura e conforme agli standard PNRR, nel pieno rispetto della normativa vigente e dei principi di trasparenza e buon andamento”.

Oggetto della nota: Segnalazione criticità relative alla mancata previsione e realizzazione delle opere esterne nel progetto PNRR M5C2‑2.1 – Piscina Comunale Perriera. Richiesta di verifiche e misure correttive.

Brucculeri e Blò fanno riferimento in particolare alla Determinazione Dirigenziale n. 104 del 30 marzo 2026, che ha approvato gli atti di contabilità finale e il certificato di collaudo tecnico-amministrativo dei lavori finanziati a valere sul PNRR, Misura 5, Componente 2, Investimento 2.1, relativi all’Adeguamento e rifunzionalizzazione del complesso polivalente della piscina comunale in località Perriera.

Dalla documentazione – riferiscono i due consiglieri comunali – emerge che i lavori sono stati dichiarati ultimati in data 27 febbraio 2026 e che il collaudo è stato approvato entro il 31 marzo 2026, rispettando formalmente la scadenza prevista dal cronoprogramma. Tuttavia, dall’esame dei quadri economici (iniziale, post-aggiudicazione e definitivo) e da un sopralluogo diretto, emerge un elemento di criticità sostanziale: le opere esterne necessarie alla piena funzionalità, sicurezza e accessibilità dell’impianto non risultano né progettate né realizzate. Nei quadri economici e nel verbale di collaudo non compaiono infatti voci relative a parcheggi, viabilità interna di collegamento, recinzioni, percorsi pedonali protetti, aree di raccolta, illuminazione esterna, sistemazioni a verde o opere di drenaggio delle acque meteoriche. L’unica voce riferibile alle pertinenze è quella degli “allacciamenti ai pubblici servizi”, del tutto insufficiente a garantire la fruibilità dell’opera”.

La verifica diretta dello stato dei luoghi conferma tale stato delle cose: “l’area circostante si presenta priva di infrastrutture di servizio, con fondo non sistemato, assenza di percorsi sicuri e totale mancanza di elementi di delimitazione e sicurezza”.

Tale situazione – nell’argomentare di Brucculeri e Blò – appare in potenziale disallineamento con gli obblighi previsti dal decreto-legge n. 19/2024, che all’articolo 2, comma 3 stabilisce che “il mancato rispetto del Target finale, coincidente con la data di conclusione dei lavori, comporterà la revoca totale del contributo concesso con contestuale recupero da parte dell’Amministrazione Centrale degli importi già erogati”.

Per gli interventi di Rigenerazione Urbana (M5C2‑2.1), quale quello dei lavori in questione, il termine ultimo per la conclusione dei lavori è fissato al 31 marzo 2026.

Il concetto di “conclusione dei lavori – fanno osservare i due consiglieri comunali – ai fini PNRR non si esaurisce nella mera dichiarazione amministrativa di ultimazione, ma presuppone il completamento funzionale dell’opera, tale da garantirne la destinazione d’uso e la piena rispondenza ai target rendicontabili su ReGiS.A ciò si aggiungono gli obblighi di coerenza documentale e finanziaria previsti dal Manuale ReGiS per i Soggetti Attuatori, il quale richiede che:

– gli “importi da realizzare” del piano dei costi siano coerenti con il cronoprogramma procedurale;

– il quadro economico sia aggiornato con i dati effettivi di spesa e caricato nella sezione “00303-Lavori”;

– l’iter di progetto sia dettagliato con il massimo grado di precisione, evitando voci generiche e garantendo la tracciabilità di tutte le fasi realizzative.

L’assenza di voci progettuali ed economiche dedicate alle opere esterne, unita alla loro mancata esecuzione, espone il Comune – affermano Brucculeri e Blò – a possibili rilievi in sede di verifica da parte della Struttura di Missione PNRR e dell’Ispettorato Generale per il PNRR presso la RGS, con rischio di richiesta di chiarimenti, attivazione di procedure di monitoraggio rafforzato o, nei casi più gravi, esercizio dei poteri sostitutivi e revoca del finanziamento”.

Viene inoltre segnalato che:

– sotto il profilo tecnico-normativo, la carenza delle suddette opere incide direttamente sui requisiti indispensabili per il rilascio del certificato di agibilità (D.P.R. 380/2001) e del Certificato di Prevenzione Incendi (D.P.R. 151/2011). In particolare, la mancanza di accessi riservati ai mezzi di soccorso, vie di esodo esterne, aree di raccolta, illuminazione delle pertinenze e viabilità interna di collegamento rende di fatto impossibile l’apertura al pubblicoin condizioni di sicurezza e conformità normativa.

– la situazione descritta solleva inoltre profili di sostenibilità tecnico-economica e di buon andamento della gestione pubblica, richiamati dal TUEL e dal D.Lgs. 118/2011. L’eventuale necessità di finanziare in un secondo momento le opere esterne mancanti comporterebbe unaggravio di spesa a carico dell’Ente, in contrasto con il principio di economicità e con la finalità del PNRR di realizzare interventi strutturalmente completi e immediatamente fruibili.

Alla luce di quanto esposto, nella nota istituzionale i due consiglieri comunali chiedono all’Amministrazione di:

1. chiarire le motivazioni tecniche e progettuali che hanno portato all’esclusione delle opere esterne dai quadri economici e dal cronoprogramma procedurale;

2. verificare la piena coerenza tra lo stato di avanzamento dell’intervento, la documentazione caricata su ReGiS e i requisiti di completezza funzionale richiesti per la rendicontazione PNRR;

3. valutare l’opportunità di un confronto preventivo con gli organi di vigilanza (MEF – RGS, Struttura di Missione PNRR) per il corretto inquadramento dello stato di “conclusione dei lavori” e la prevenzione di eventuali rilievi;

4. predisporre, ove necessario, una perizia tecnica integrativa per la quantificazione, la programmazione e il finanziamento delle opere esterne mancanti, al fine di garantire la piena fruibilità e sicurezza dell’impianto;

5. fornire un riscontro scritto sulle determinazioni che l’Amministrazione intende assumere, nonché copia degli atti di aggiornamento del cronoprogramma e del quadro economico su ReGiS.