
Il Borgo dello Stazzone è uno dei luoghi più belli di Sciacca. Un luogo iconico, un luogo che qualsiasi amministrazione terrebbe in grande considerazione per la sua posizione , per la sua storia, per la sua vicinanza al centro abitato, per il suo lungomare. Un luogo che avrebbe potuto essere il fiore all’occhiello di una città alla ricerca di spazi per i bambini, per gli anziani, per i giovani. Un luogo di aggregazione con spazi condivisi per lo sport, per il gioco, per il benessere, per lo svago.


Ma da quando sul cammino di questo borgo il 18 Giugno 2024 si schianta un incendio che coinvolge il Ristorante “Al Porticello”, da allora tutto é cambiato.


Per lo Stazzone comincia un vero calvario. L’incendio e la successiva rimozione dei rifiuti tossici “divorano” due anni di vita del Borgo e dei suoi residenti. Si entra in una specie di Limbo infernale da cui , ancora oggi, non si riesce ad uscire. Una situazione che tiene in scacco tutta una comunità.

Ecco come si presenta, ancora oggi, lo spazio prima occupato dal Porticello incendiato. Una specie di reperto archeologico del terzo millennio, una zona degradata di cui nessuno si occupa, una ferita profonda nel centro dell’area pedonale che, dopo anni, il Comune era riuscito a realizzare. Chi si trova a passare da lì si chiede il perchè di tutto questo. E neppure noi lo sappiamo spiegare o forse lo dovrebbe spiegare il proprietario dell’ex Porticello e dirci una buona volta che cosa intende fare di questo spazio. Possiamo solo dirvi che il Comitato di quartiere che per anni si é occupato di valorizzare lo Stazzone, adesso, stanco di richiamare l’amministrazione comunale alla risoluzione definitiva di questo problema, ha deciso di mollare, dopo aver tanto fatto per rilanciare il Borgo con tantissime iniziative.



Il presidente Pumilia si é dimesso e l’assemblea é stata convocata per il 19 Aprile per eleggere un nuovo comitato. Stanchi, davvero stanchi ed esasperati per avere tante volte richiesto all’Amministrazione Comunale di dare una svolta alla situazione di stallo attuale prendendo delle decisioni coraggiose e occupandosi seriamente e definitivamente del problema.

E non ci consola neppure il progetto che Chatgpt ci offre di come potrebbe essere valorizzata l’area. Uno spazio “pulito”, semplice, con panchine e aiuole, dove fermarsi ad ammirare il mare, passeggiare tranquilli, come in qualsiasi lungomare che si rispetti. Ma ci vuole davvero tanto?