Nostro servizio particolare

La presentazione del nuovo primario dell’Unità Operativa Complessa di Chirurgia presso il Giovanni Paolo II di Sciacca, il vincitore di concorso Dr. Giovambattista Caruso (chirurgo generale, senologo e colonproctologo specializzato in chirurgia laparoscopica e oncologica con oltre 1000 interventi eseguiti), è stata l’occasione per il Direttore generale dell’ASP di Agrigento Dr. Giuseppe Capodieci, di organizzare una conferenza stampa preso il presidio ospedaliero saccense finalizzata, come ha detto lui stesso, a dare “un segnale forte della strategia dell’ASP nei confronti del Giovanni Paolo II”, “una pubblica testimonianza del fatto che l’interesse dell’ASP è fortemente focalizzato su Sciacca”.

Un’Ospedale che per Capodieci presenta “dati lusinghieri”, e che l’ASP vuole valorizzare ancor più di quanto abbia fatto finora, perché “insieme al Agrigento svolge un ruolo di avamposto dell’assistenza ospedaliera in provincia”.
Per il Direttore generale dell’ASP la causa della desertificazione della classe medica negli ospedali territorialmente periferici è stata una mancanza di programmazione a livello nazionale nazionale negli anni passati: occorre quindi trovare “maestri” disposti a mettersi in gioco con la loro professionalità in questi presidi ospedalieri e investire su di loro per far sì che, venendo essi a lavorare in questi presidi, contribuiscano a renderli gradualmente sempre più attrattivi per i loro colleghi per l’utenza.
È quello che l’ASP agrigentina ha fatto ad esempio su Sciacca con il primario di Ortopedia, Dr. Papotto, il cui lavoro ha fatto scuola e così adesso in ortopedia a Sciacca le fratture di femore vengono operate al 100% nelle 48 ore e si utilizza la robotica.

Ed è quello che si intende continuare a fare con il Dr. Caruso, che come il collega Papotto arriva dal catanese (Ospedale di Paternò per la precisione) e con la copertura di tutte le caselle dei dirigenti medici primari: l’efficienza di una struttura ospedaliera nasce infatti dalla stabilità di direttori di ruolo, e per questo si stanno coprendo tutte le posizioni per concorso e lo si farà sarà a breve anche quello di direttore sanitario.
Due obiettivi importanti, dichiarati da Capodieci, sono quelli del “parto indolore” anche a Sciacca e della ulteriore dotazione di almeno due neurologi per riuscire ad attivare la Stroke Unit.
Non c’è alcun dubbio, aggiungiamo noi, che da quando in ASP è arrivato Capodieci come direttore generale, il trend dell’Ospedale di Sciacca che sembrava che appariva da anni cronicizzato al ribasso abbia invertito direzione: adesso si respira decisamente aria nuova, le motivazioni del personale tutto appaiono decisamente al rialzo e il livello di soddisfazione nell’utenza tornato a crescere.
“Sciacca è un ospedale che performa alla grande”, ha detto durante la sua ricca presentazione di dati il dr. Adriano Filadelfio Cracò, figura dirigenziale chiave presso l’ASP di Agrigento e che dal 16 febbraio 2026 è il nuovo Direttore Medico di presidio ad interim degli Ospedali Riuniti di Sciacca e Ribera, (mantenendo il coordinamento dello Staff della Direzione Generale e il Controllo di Gestione dell’ASP), con un trend assai positivo in crescita di ricoveri, di ricavi, di mobilità attiva dei pazienti che da fuori provincia vi fanno ricorso.
Qui di seguito le nostre interviste al Direttore generale ASP Capodieci, al Direttore sanitario Cracò e al nuovo primario di chirurgia Caruso, i cui contenuti sono ricchi di indicazioni positive: