Gli operatori turistici aderenti all’Associazione Strutture Turistiche Sciacca Centro chiedono oggi, con un documento inviato al Sindaco e agli assessori al Turismo, al Patrimonio, all’Ambiente-Tutela del Verde-Decoro Urbano, la richiesta di “attenzionare con una certa priorità la spesa dell’imposta di soggiorno per far fronte a servizi migliorativi verso il turista ma anche ersi il cittadino, prima tutto tuttio la riattivazione e il funzionamento dei servizi igienici pubblici in città”.

In particolare si chiede da subito di intervenire alla manutenzione e relativo ripristino del bagni pubblici di Piazza Scandaliato e della Villa Comunale, con assegnazione di un addetto per l’apertura e la pulizia costante dei luoghi.

I relativi costi – dice l’Associazione – potrebbero essere coperti tramite l’impegno di parte dell’imposta di soggiorno. Il funzionamento dei servizi igienici in un contesto pubblico abitativo rappresenta non soltanto l’offerta di un servizio primario ai propri abitanti e/o turisti, ma incide direttamente sulla qualità di vita urbana e sulla buona immagine di una comunità”.

La situazione dei bagni pubblici, secondo le Strutture Turistiche di Sciacca Centro, appare ormai non più rinviabile: specialmente di quelli posti accanto alla scalinata che conduce dalla piazza Scandaliato al porto (scalinata Via Eleonora d’Aragona), rischiano di mortificare la bellezza panoramica immortalata da molti turisti. Lo sgradevole odore che proviene dalle strutture abbandonate e da quella scala che si trasforma in un vespasiano di sera e notte, non è un bel biglietto da visita per una città turistica.

Viene chiesto pertanto un intervento immediato, e nel caso non vi siano i presupposti per la riattivazione (manutenzione e rimessa in funzione di quelli esistenti) di valutare l’istallazione di bagni autopulenti facilmente rimovibili, che si igienizzano automaticamente, hanno un accesso regolato e riducono nel tempo i costi di manutenzione, dotando la zona di cartelli chiari, mappe e con l’inserimento nell’ App Sciacca di questo servizio.

Io tutto utilizzando parte dell’imposta di soggiorno, sia nel caso di manutenzione degli esistenti che di quelli precari.

Sarebbe questo un modo per spendere in maniera pertinente l’imposta di soggiorno pagata dai turisti e versata al Comune dalle strutture alberghiere, con un intervento finalizzato a ridare dignità alla collettività e a migliorare l’immagine l’adi una città vocata al turismo.