Nostro servizio particolare

Ormai da 5 anni la città aspetta.
In una vicenda che è diventata metafora di tutto a ciò che a Sciacca non funziona e che rimane in sospeso… in attesa di una soluzione (Regione/Comune) che nessuno sembra avere la capacità di trovare.
L’ultima puntata di questa lunghissima fiction ambientata a Sciacca in Via Agatoche, denominabile “il nulla che ci governa” e che dura esattamente 5 anni (marzo 2021) è andata in onda giovedì sera in aula consiliare, nel question time che aveva all’ordine del giorno: Interrogazione dei consiglieri comunali Calogero Bono e Gaetano Cognata del 13-10-2025 – Messa in sicurezza ex Convento San Francesco.
Quando questa interrogazione era stata presentata noi di ServireSciacca avevamo titolato:
Finalmente due consiglieri comunali (FdI) si ricordano del problema Via Agatocle a senso unico
OTT 13, 2025
Da quel 13 Ottobre sono adesso passati 5 mesi, e nessuno dell’amministrazione comunale nel frattempo aveva ritenuto opportuno risponder a quell’interrogazione, nella quale si chiedeva al sindaco, dopo 5 anni trascorsi da quel transennamento di Via Agatocle:
– se intende nel breve periodo riprendere la questione ed intervenire o se invero lasciare le cose per come stanno in attesa della prossima amministrazione comunale
– se nel recente passato si è intervenuti presso gli enti competenti per risolvere la questione mettendosi anche a disposizione per interventi sostitutivi
– se vi è stato carteggio e corrispondenza tra la amministrazione comunale e uffici comunali o altri enti, documentazione di cui si chiede il rilascio di copia di tutte le note.
Il sindaco in aula consiliare giovedì sera non era presente al question time e per lui ha cercato di rispondere l’assessore Leonte, dicendo che dell’argomento se ne è interessato personalmente il sindaco, che ha riferito di aver avuto alcune interlocuzioni con la Regione, ma che di questa faccenda non se ne riesce a venire a capo.
A questo punto il consigliere Calogero Bono ha replicato dicendo che è inammissibile non riuscire a risolvere in un quinquennio la conseguenza della caduta di alcuni calcinacci dal prospetto esterno dell’ex convento San Francesco, e che la questione è colpevolmente caduta nel dimenticatoio: “Io al sindaco non credo e non credo alle generiche interlocuzioni. Ci vogliono le carte, che mettono nero su bianco le responsabilità, per questo nell’interrogazione abbiamo richiesto risposta scritta e il carteggio della documentazione, che non ci è stata consegnata. Non resta che fare richiesta formale di accesso agli atti”.
A margine rinnoviamo un nostro precedente interrogativo: a qualche imprenditore privato, interessato alle vicine Terme, non potrebbe sorgesse qualche dubbio sull’opportunità di venire ad investire milioni e milioni di euro in un territorio nel quale in 5 anni non si riesce a risolvere un problema piccolo piccolo come quello di Via Agatocle?
L’immagine di una città priva di una classe politica capace di dire la sua con la Regione
DiNINO PORRELLO
OTT 5, 2025

Sono passati 4 anni e mezzo e la situazione in Via Agatocle è sempre la stessa.
Un’immagine ormai emblematica, ma soltanto una delle tante, della totale incapacità dell’intera classe politica cittadina di far rispettare le ragioni della nostra città e di avere un minimo di peso politico e di autorevolezza nei confronti del governo della Regione (a guida Musumeci prima e Schifani adesso).
Quel “tempo infinito” di ogni intervento pubblico che mortifica la città di Sciacca
DiNINO PORRELLO
MAG 23, 2025
Era il 10 Marzo di un lontano 2021 quando a causa della caduta di calcinacci dal prospetto dell’ex Convento San Francesco intervennero i vigili del fuoco e la polizia municipale per rimettere provvisoriamente in sicurezza l’immobile e per transennare una porzione della sottostante Via Agatocle.
Oggi, dopo oltre quattro anni, tutto è rimasto come allora: l’ex Convento San Francesco (che fa anche parte del complesso immobiliare oggetto dell’avviso esplorativo emesso dalla Regione siciliana per la riqualificazione e il rilancio delle Terme di Sciacca) è diventato anch’esso emblema di tutto quello che a Sciacca e in Sicilia non funziona, è diventato espressione della peggior burocrazia, è diventato metafora di tutto ciò che dovrebbe trovare soluzione in tempi ragionevolmente rapidi e che invece qui da noi a Sciacca rimane quasi sempre non risolto.
Nonostante ci siano nel caso in questione, e ormai da tempo, finanziamento e progetto esecutivo disponibili.
È tutto ciò senza che alcun amministratore o alcuna forza politica abbia mai osato battere i pugni sul tavolo, alzare la voce per denunciare, attivarsi per rimuovere gli ostacoli più o meno incomprensibili che impediscono di effettuare nei tempi dovuti un lavoro pubblico importante.
Nel frattempo il finanziamento potrebbe esser diventato magari insufficiente a causa del lievitare dei costi e quel determinato lavoro pubblico potrebbe non essere mai più effettuato o rimanere una delle tante incompiute…
Tutto ciò sarebbe ed è semplicemente inaccettabile.
E invece a questo genere di cose ci siamo colpevolmente abituati e rassegnati .
Ma la politica, quella vera, dovrà prima o poi riappropriarsi del proprio ruolo, perché così non è possibile andare da nessuna parte, non è possibile coltivare speranza di rinascita per una città che appare “la bella addormentata tra le mille incompiute””
Ci chiediamo cosa potrà pensare qualunque immaginario imprenditore privato, potenzialmente interessato a partecipare al bando della Regione per le Terme di Sciacca, constatando che quella stessa Regione non riesce ad utilizzare un finanziamento da tempo disponibile per rimettere a posto con il dovuto carattere di urgenza uno degli immobili che del complesso termale fanno parte.
Per non parlare poi dell’immagine pietosa che continua ad offrire quell’area della città, che dovrebbe essere considerata strategica, e sulla quale lo stesso Presidente della Regione ha sollecitato il sindaco per interventi di riqualificazione urgenti, nella quale invece troviamo, oltre alla Via Agatocle transennata, il parco abbandonato, l’intera via Agatocle e il piazzale Abisso in stato di pessima manutenzione, la villa comunale ormai da tempo privata di ogni intervento di manutenzione ordinaria e straordinaria.
Nel mese di ottobre del 2022 il Genio Civile di Agrigento, diretto dall’architetto Rino La Mendola, aveva pubblicamente reso noto di aver redatto il progetto per la manutenzione straordinaria e il recupero in sicurezza dell’ex Convento di San Francesco, per un importo complessivo di 1.142.000 euro, impegnando risorse stanziate dalla Regione Siciliana.
La Mendola aveva dichiarato: “Questa mattina (26.20.2022) abbiamo inviato il progetto approvato al Servizio Demanio della Regione, affinché sia formalmente finanziato con le risorse già stanziate dal Governo Regionale in seno al Piano di Sviluppo e Coesione. Non appena le risorse necessarie saranno disponibili, procederemo immediatamente all’appalto ed alla veloce esecuzione dei lavori, grazie ai quali potrà essere restituito alla città il complesso monumentale in piena efficienza strutturale, e potrà essere finalmente riaperta la corsia di via Agatocle interdetta, da tempo, al traffico per il crollo di calcinacci dal cantonale sud della costruzione”.
Noi, popolo di Sciacca, stiamo ancora attendendo, senza che nel frattempo si sia mossa foglia o si sia innalzata voce di protesta a livello politico, consiliare, amministrativo.
COMPLETATO IL PROGETTO PER LA MESSA IN SICUREZZA DEL SAN FRANCESCO
DiREDAZIONE
SET 17, 2022
DiREDAZIONE

Il Genio Civile di Agrigento ha completato il progetto per la messa in sicurezza e relativi restauro del prospetto del Convento di San Francesco di Sciacca, di proprietà della Regione, che nei prossimi giorni sarà inviato a Palermo al fine di acquisire le risorse necessarie per la realizzazione dei lavori.
Come si ricorderà, nel mese di marzo dello scorso anno, i vigili del fuoco di Sciacca erano intervenuti per mettere in sicurezza l’ex convento San Francesco a causa della caduta di calcinacci. Ancora oggi, in via Agatocle si procede con un solo senso di marcia