La festa di San Giuseppe e gli Altari di Pane: una tradizione di fede, identità e appartenenza.
Per una comunità come la nostra mantenere le tradizioni, significa molto più che “ripetere le cose del passato”. È un modo concreto di tenere in vita la sua identità, la sua storia, tramandare le tradizioni quali valori importanti per le nuove generazioni. E questo voler trasmettere come attraverso un ponte tra nonni, genitori e figli, il valore, la memoria e il modo di vivere di un tempo, fino a qualche tempo fa, era più frequente. Durante i giorni che precedevano la festa di San Giuseppe , infatti, molte donne si riunivano per preparare insieme gli altari o le tavolate, non solo nelle parrocchie dedicate al Santo ma anche nelle case, negli spazi pubblici, nelle scuole.


A San Giuseppe il pane vero protagonista di questi allestimenti, simbolo di abbondanza e devozione, veniva benedetto e fatto avere ai propri cari come trasmissione di qualcosa di divino e di grazia.
Sugli altari faceva bella mostra non solo il pane che diventava arte e lavorato a mano prendeva diverse forme come di fiori, croci e simboli religiosi; ma a fare da contorno anche gli agrumi, verdure, dolci tipici oltre che candele e immagini sacre.


Una tradizione quella degli altari di San Giuseppe che rappresentava non soltanto un’ occasione che univa tutti, una forma di riconoscenza al santo per grazia ricevuta, ma che tramandava anche la tecnica una vera e propria arte della modellazione del pane che veniva prima lavorato, poi preparato per prendere forma e alla fine decorato e arricchito per dare a quelle tavolate colore, luce e fede.
Oggi quegli altari nati come ex voto durante i periodi di carestia, quando le famiglie promettevano a San Giuseppe un’offerta per avere ricevuto aiuto e al termine appunto preparavano queste grandi tavolate per condividere il cibo con i poveri, diciamo sono rare, almeno a Sciacca.
E si……! perché ad esempio a Menfi la ricorrenza è molto sentita tanto da festeggiare il Patriarca San Giuseppe due volte l’anno: il 19 Marzo data secondo calendario religioso, e la seconda domenica di Agosto quale ringraziamento per il raccolto estivo e per gli emigrati di ritorno per le vacanze estive. Festeggiamenti a cura di un apposito comitato che dedica all’evento fede e passione. Le tavolate sono vere e proprie “coperte di pane ricamato” arricchito di colori con i frutti della terra.


Altra città che onora San Giuseppe con una settimana di festeggiamenti, è Ribera.
Qui la Festa è una sentita tradizione religiosa ma anche folcloristica che culmina il 19 marzo con la “stràula”, un carro ornato di alloro e pane benedetto, gli “altari votivi”, e la “minestra” di fave e finocchi.

La città si anima non solo con la processione, ma anche con luminarie, musica e sfilate di cavalli chiamata “Cavalcata di San Giuseppe” per il corso principale adornato di stupende luminarie. Molto sentita è anche la fiera all’aperto che dura una settimana. A Sciacca come in altri comuni il 19 giorno dedicato al Santo, è prevista la processione per le vie della città. Qui la tradizione degli altari è un po’ scemata negli anni. Ma di recente è tornata grazie alla Sciacca Experience l’associazione che nei locali attigui alla Basilica, oltre all’arte dell’uncinetto, ha di recente dedicato, grazie alla dedizione delle tante donne volenterose, un momento anche a questa tradizione. Sono infatti in preparazione le decorazioni dei pani di San Giuseppe, che saranno esposti all’interno dei locali che è anche il museo dell’uncinetto.

Sarà un momento non solo per la tavolata ma per ammirare l’esposizione di pezzi di corredo e ricami d’epoca, segno di un tempo che sicuramente passa in fretta, ma che ogni tanto ritorna grazie a questi momenti che rispolverano anche con un certa malinconia il passato. La festa di San Giuseppe della Sciacca Experience si concluderà con la benedizione dell’altare di San Giuseppe e l’assaggio del minestrone preparato dagli alunni dell’Istituto Amato Vetrano a partire dalle 19.30 in piazza Duomo.