Chiuso al pubblico dal 1 gennaio 2020 per lavori di “riqualificazione” che dovevano durare sei mesi, dopo sei anni non è stato ancora riaperto. La vicenda coinvolge diversi enti: la Regione Siciliana e l’Assessorato dei Beni culturali, il Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi, la Soprintendenza BB.CC.AA. di Agrigento, il Comune di Sciacca.

Questo nostro dossier ricostruisce una vicenda emblematica di un intervento pubblico incompiuto in una città, Sciacca, che si può definire come la regina italiana delle opere pubbliche incompiute, e che primeggia anche nel farsi depredare dei propri tesori.

Le Terme in primis. Ma non solo.

E lassù, sulla sommità del Monte Kronio, se ne ha una perfetta esemplificazione; le Grotte Vaporose di origine termale (uniche al mondo e chiuse da 11 anni), il Grande Albergo di San Calogero (mai aperto al pubblico, la più antica incompiuta italiana) e l’Antiquarium.

Un piccolo museo quest’ultimo, realizzato negli anni ‘80 e inaugurato il 7 Ottobre del 1984:

In esso erano esposti materiali e reperti provenienti dagli scavi archeologici effettuati tra gli anni ‘60 e il 1986 dal CAI di Trieste nelle viscere del Monte Kronio, frequentate dall’uomo sin dalla preistoria, quando non erano state ancora invase dai vapori caldi e umidi di origine termale.

Un sito museale piccolo sì, ma che oltre ai preziosi reperti documentava anche lo straordinario valore storico e scientifico di un fenomeno pressoché unico al mondo, quello dei vapori che risalgono dal sottosuolo e collegati al bacino idrotermale di Sciacca, fenomeno studiato da speleologi e archeologi da oltre mezzo secolo.

Affidato alla Soprintendenza dei Beni Culturali di Agrigento e incluso nella rete del Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi.

E che si trattasse di un autentico tesoro lo documenta, un mese dopo la sua apertura, questo articolo del 1984 a firma del Prof. Salvatore Cantone, nostro illustre e compianto concittadino, uno dei pochi a Sciacca che ha avuto la capacità, per passione civica e competenza, di ergersi a difesa dei beni comuni della nostra città.

Dal 2019 in poi l’Antiquarium di Monte Kronio diventa vittima di una vicenda scandalosa, nella quale al danno si aggiunge la beffa, senza che nessuna rappresentanza istituzionale cittadina osi mai alzare la voce per protestare e contestare il maltolto.

Come se a Sciacca fossimo “babbi”, oltre che vittime.

Questa storia tipicamente siciliana inizia nel mese di dicembre del 2019. Le Terme e anche le grotte vaporose del Monte Kronio sono chiuse da quasi 5 anni, ma l’Antiquarium è ancora aperto e continua a vivacchiare senza infamia e senza lode, con la sua straordinaria esclusività non adeguatamente valorizzata.

È una fredda sera di dicembre quando vi arriva, del tutto inaspettato, l’allora presidente della Regione on. Nello Musumeci (oggi ministro dell’attuale governo italiano). Nessuno è stato preavvisato di questa improvvisata visita, tant’è che il giorno dopo nessun giornale ne darà notizia.

Musumeci comunica informalmente quella sera che dal 1 gennaio 2020 l’Antiquarium verrà chiuso, e formalizza la sua decisione il giorno 18 dicembre con questa comunicazione sul sito ufficiale della Regione Siciliana:

Non c’è ancora alcun finanziamento, non c’è ancora alcuna progettazione di riqualificazione (di cui peraltro appare assai discutibile la necessità), ma per Nello Musumeci il museo va chiuso, e va chiuso subito.

Nessuno a livello politico e istituzionale cittadino osa opporsi, nessuno protesta.

Lo fa soltanto l’associazionismo civico, quello autentico e non quello fasullo di qualche lista elettorale, ben consapevole di come vanno a finire ( anzi a non finire…) le opere pubbliche a Sciacca. Il Comitato Civico Patrimonio Termale e Italia Nostra avviano immediatamente una petizione civica contro la chiusura, raccolgono oltre mille firme da parte di cittadini attivi che hanno a cuore il bene della propria città:

Ma non c’è proprio nulla da fare, la cattiva politica è troppo forte, Nello Musumeci ormai ha detto la sua e l’Antiquarium di Monte Kronio il 1 gennaio 2020 chiude le porte.

Solo dopo la chiusura della struttura viene messo in atto, da parte del Parco Archeologico e Paesaggistico di Agrigento, l’iter progettuale per questa sua “riqualificazione”, di cui nessuno ha mai realmente compreso la necessità, ma così motivata dal direttore del Parco, Roberto Sciarratta: “per evitare ulteriori periodi di chiusura”…

Il 30.12.2020 vengono impegnati sul bilancio del Parco euro 216.700,00, che dovrebbero rappresentare le somme per il primo step dei lavori da eseguire, e si dice che per il completamento del progetto occorreranno (?) ulteriori risorse per Euro 190 mila.

Riassumendo: dopo un anno dalla chiusura, il Parco Archeologico completa la progettazione e dice di stanziare il 53% della somma ritenuta a quel tempo necessaria per la “rifunzionalizzazione”del museo, per il rimanente 47% (di allora…) poi si vedrà…

Il 22 aprile 2021 la Regione annuncia ufficialmente l’avvio dei lavori, con un finanziamento di 120 mila euro (quindi 100 mila in meno di quelli impegnati con la determina n. 613 del 30.12.2020).

L’esecuzione dei lavori viene affidata alla società Bio Wood Heater, durata prevista circa sei mesi.

Il progetto di riqualificazione prevedeva:

– una trasformazione tecnologica del museo, con un allestimento immersivo munito di quattro postazioni con visori VR che avrebbero permesso ai visitatori di esplorare virtualmente le grotte del Kronio attraverso filmati 3D.

– una nuova narrazione museale, con un percorso espositivo che doveva integrare archeologia, geologia, speleologia e storia del termalismo.

– una riqualificazione esterna, con valorizzazione del terrazzo panoramico e creazione di uno spazio per eventi culturali. 

Il finanziamento iniziale copriva solo una parte delle opere previste, ma dal 2021 non sono stati diffusi aggiornamenti ufficiali e dettagliati sull’avanzamento e stato dei lavori.

Una vera e propria mancanza di comunicazioni pubbliche, in particolare su eventuali e ulteriori risorse finanziarie pubbliche allo scopo utilizzate.

Lo stato attuale del sito museale, a distanza di sei anni, è stato documentato da ServireSciacca con l’articolo pubblicato il 20 ottobre 2025:

https://www.serviresciacca.it/2025/10/20/depredati-dellantiquarium-del-monte-kronio-ma-a-sciacca-nessuno-reagisce/

A complicare questa storia assai controversa ci stanno poi due fattori di non secondaria importanza, che potrebbero anche essere una spiegazione di tante anomalie.

Il primo fattore è un interrogativo: dove sono e quando ritorneranno (tutti!) a Sciacca i preziosi reperti che erano esposti nell’Antiquarium e che sono stati “trasferiti altrove temporaneamente”, in occasione dell’inizio dei lavori?

Il secondo fattore è un personaggio che, con tutto il rispetto di questo mondo, non possiamo che definire come un autentico “Pinocchio”: il direttore del Parco Archeologico e Paesaggistico di Agrigento, Dr. Roberto Sciarratta.

Il 17 Marzo 2023 Sciarratta promette la riapertura dell’Antiquarium entro giugno 2023:

Il 23 dicembre 2024 ServireSciacca intervista nuovamente il Direttore del Parco Archeologico e Paesaggistico, il quale assicura che entro Gennaio 2025 l’Antiquarium sarà riaperto e che in esso saranno riportati tutti i reperti archeologici che c’erano al momento della chiusura.

E se ancora non bastasse, a novembre il Dr. Sciarratta, non contento delle sue precedenti performance, si lancia in una nuova promessa come sempre smentita dai fatti: “a Natale (2025) l’Antiquarium ritornerà alla pubblica fruizione!” :

Sintesi finale: sono trascorsi oltre sei anni dalla chiusura del nostro Antiquarium, per dei lavori di cui nessuno sentiva la necessità e che dovevano durare circa sei mesi, della maggior parte dei reperti precedentemente esposti non si intravede oggi traccia e nel nuovo allestimento non ci sono neanche le vetrine per contenerli…

Qualcuno ha intenzione di occuparsi di questa storia per condurla a soluzione?

Noi di ServireSciacca continueremo comunque ad occuparcene, come abbiamo sempre fatto in questi lunghi anni, purtroppo finora senza alcun esito.