di Francesco Monteleone, classe III C Liceo Scientifico E. Fermi, articolo partecipante al “Premio Giornalistico Enzo Porrello”.
Celebriamo la “Giornata internazionale per i diritti delle donne” con la notizia di un’iniziativa che restituisce memoria al valore di due donne del nostro territorio.
L’iniziativa nasce dalla proposta della classe III C del Liceo Scientifico “E. Fermi”, che ha scelto di valorizzare due figure femminili legate al territorio, entrambe simboli di forza e di coraggio.
Toponomastica e disparità di genere
In Italia solo il 5% circa delle strade è intitolato a donne. E, tra queste, la maggior parte ricordano figure religiose come Madonne o sante.
Questa sproporzione, presente anche a Sciacca come in tantissimi altri comuni, riflette un radicato squilibrio culturale: la storia femminile, pur ricca di contributi fondamentali in ambito civile, politico e sociale, è stata spesso marginalizzata.
Grazie ad un’attività di studio e ricerca a scuola, nell’ambito dell’educazione alla lettura, che ha previsto, tra le altre cose, la lettura del saggio “Camicette bianche” di Ester Rizzo e la visione dello spettacolo di Marco Savatteri, e in seguito ad uno studio specifico sulla toponomastica, seguiti dalla nostra docente di lettere, la prof.ssa Bonavia, abbiamo compreso che l’odonomastica non è un semplice elenco di nomi, ma rappresenta la memoria collettiva, definisce l’identità culturale di un luogo e racconta la storia di una comunità.
Un territorio in cui prevalgono intitolazioni maschili restituisce l’immagine di una società che ha ignorato o relegato le donne in un ruolo marginale.
Pur non essendo sufficiente a colmare le disparità di genere, anche la scelta dei nomi delle strade può diventare una leva culturale e politica importante.
In questo processo la scuola svolge un ruolo decisivo, poiché tra i suoi compiti rientra la promozione della parità tra uomini e donne.
La proposta degli studenti del Liceo scientifico “E. Fermi”
Partendo da queste riflessioni, come studenti della III C del Liceo Scientifico “E. Fermi”, con il supporto della nostra docente di lettere e della dirigente scolastica, ed il sostegno dell’Associazione nazionale Toponomastica femminile, abbiamo formalmente proposto all’Amministrazione comunale di Sciacca di intitolare due vie a Rita Atria e Vincenza Bellotto, due donne che, in modi diversi, hanno lasciato un segno profondo nella storia locale e nazionale.
Rita Atria: il coraggio di rompere il silenzio
Rita Atria, nata a Partanna, è una delle più giovani testimoni di giustizia italiane.
Cresciuta in una famiglia mafiosa, dopo l’uccisione del padre e del fratello decise, appena diciassettenne, di denunciare Cosa Nostra.
Il suo legame con Sciacca è significativo: la sua “ribellione” contro l’ambiente mafioso maturò proprio in questo contesto scolastico e territoriale, qui frequentava quotidianamente l’Istituto Alberghiero e qui si recò per iniziare la collaborazione con la giustizia, incontrando il Sostituto Procuratore Morena Plazzi, che la mise immediatamente in contatto con il giudice Paolo Borsellino. A lui Rita si legò profondamente, considerandolo alla stregua di una figura paterna. Le sue dichiarazioni permisero l’arresto di numerosi affiliati alle cosche di Partanna, Sciacca e Marsala.

Vincenza Bellotto: una vita spezzata nella Triangle Waist
Vincenza Bellotto, nata a Sciacca il 27 agosto 1895, fu una delle operaie emigrate negli Stati Uniti e nel 1911 perse la vita nel tragico incendio della Triangle Waist Company di New York, la fabbrica delle “camicette bianche”.
La sua storia è esemplificativa del dramma dell’emigrazione, delle condizioni di lavoro delle operaie dell’epoca e delle battaglie per la sicurezza nei luoghi di lavoro.
A Sciacca, nel 2015, una lapide commemorativa è stata dedicata alla sua memoria. Tuttavia, nonostante le sue origini saccensi, nessuna via o piazza porta ancora il suo nome.
In quanto simbolo delle lotte per la sicurezza sul lavoro, per l’emancipazione della
donna e delle condizioni di vita legate al fenomeno dell’emigrazione, intitolarle uno spazio pubblico significherà trasmettere questi valori alle future generazioni, arricchendo il decoro civico e l’identità culturale della nostra città.

L’impegno dell’Amministrazione comunale
L’amministrazione comunale di Sciacca, nelle persone del Sindaco Fabio Termine e dell’assessore Fabio Leonte, ha accolto di buon grado la proposta della terza C del Liceo Scientifico E. Fermi e si appresta a individuare, anche attraverso indicazioni provenienti dagli stessi studenti del liceo , le vie da intitolare alle due donne.
Un gesto simbolico ma significativo, che unisce memoria, educazione civica e partecipazione giovanile, restituendo spazio nella città a due figure femminili che meritano di essere ricordate.
L’auspicio è che queste (future) intitolazioni possano solo le prime di una lunga serie, affinché la toponomastica di Sciacca possa finalmente raccontare, con maggiore equilibrio, la storia e il valore delle nostre donne.
Francesco Monteleone, classe III C Liceo Scientifico E. Fermi, articolo partecipante al “Premio Giornalistico Enzo Porrello”.