




Il drappello del direttivo del Comitato Civico Patrimonio Termale che oggi, 6 Marzo 2026, ha organizzato un presidio simbolico ed informativo in occasione della ricorrenza degli 11 anni di chiusura del complesso termale di Sciacca (6 Marzo 2015) da parte della Ragione Siciliana, ci ha richiesto espressamente di far parlare innanzitutto le immagini scelte per questa giornata che porta con sé un contenuto fortemente simbolico del “bene comune” di cui l’intero territorio continua ad essere privato: l’oro bianco di Sciacca.


E dopo le immagini, le parole:
“Oggi, 6 Marzo 2026, undicesimo anniversario della chiusura del complesso termale di Sciacca, il Comitato Civico Patrimonio Termale ribadisce le principali linee direttive della propria azione che al momento possono così riassumersi:
• Attesa, comunque contrassegnata da speranza e fiducia, di un esito positivo il prossimo 13 aprile 2026 circa il conseguimento di manifestazioni di interesseda parte di qualificati operatori economici privati al Partenariato Pubblico Privato avviato dalla Regione, che richiederà poi ulteriori fasi procedurali e almeno un altro anno per arrivare all’aggiudicazione dei lavori; attesa peraltro non disgiunta da una crescente preoccupazione per il dilatarsi temporale di questa procedura di P.P.P. adottata dalla Regione, un prolungarsi che potrebbe anche mettere a rischio la “certezza” dei 50 milioni di euro di FSC 2021/2027 già destinati alla riqualificazione e rilancio del complesso termale di Sciacca
• Esigenza di cambiare immediatamente strada e strategia nell’ipotesi che non si registrassero manifestazioni di interesse, con un piano B finalizzato a sganciarsi dal percorso di Partenariato Pubblico Privato, per mettere a quel punto in sicurezza i 50 milioni di euro di risorse pubbliche già stanziate, ma che hanno un cronoprogramma di utilizzo ben definito, ad oggi entro il 2029
• Vigilanza e rinnovata attenzione su criticità oggi emergenti, quali il mancato inserimento, tra i beni oggetto dell’Avviso pubblico della Regione, delle grotte vaporose del Monte Kronio, esclusione che riteniamo del tutto incomprensibile e anche controproducente, e il mancato rispetto della tempistica di utilizzo delle risorse del Fondo Sviluppo e Coesione, sulla quale si registra già un significativo e preoccupante ritardo
• Avvio dell’iniziativa “È tempo di prepararci per accogliere”, ad oggi messa temporaneamente in stand-by in attesa delle manifestazioni di interesse, che prevede il coinvolgimento di molteplici attori dell’intero territorio al fine di prepararlo adeguatamente ai futuri flussi turistici che saranno originati da un moderno turismo termale e del benessere.
Il territorio di Sciacca non può permettersi e non permetterà che possa andare perduta anche questa ultima occasione storica di rilancio economico ed occupazionale che con il volano del turismo termale può svilupparsi”.
A conclusione del presidio il Coordinatore del Comitato Civico, Nino Porrello, ci dice:
“Due anni addietro davanti a questa porta illuminata da uno splendido sole un popolo di dieci mila persone ha richiesto a gran voce il rilancio delle Terme di Sciacca. Un anno fa sono stati resi disponibili dalla Regione 50 milioni di euro. Oggi è una giornata grigia e piovosa, ma noi siamo sempre qui e ci saremo fin quando questa porta sarà riaperta e le Terme di Sciacca ritorneranno ad illuminarsi”.
