L’Associazione Commercianti Ittici di Sciacca ha inviato una lettera-aperta al sindaco sullo stato di crisi della marineria, nella quale vengono chieste iniziative di sostegno immediato alle imprese della commercializzazione della filiera ittica di Sciacca.

Il presidente dell’associazione Antonino Lo Bue e il presidente di Confcommercio Agrigento Giuseppe Caruana dichiarano che il comparto ittico-commerciale è al collasso, perché a seguito della grave crisi generata dalla guerra in medio-oriente il gasolio è letteralmente schizzato alle stelle e continuerà probabilmente anche nei prossimi giorni a salire nel prezzo, gravando senza scampo sulle imprese che commercializzano il pescato della nostra città.
“Malgrado i nostri appelli – affermano – nulla ad oggi è stato prodotto in termini concreti se non riunioni, comunicati, incontri senza risultato alcuno per la categoria che rappresentiamo. Ribadiamo quanto più volte discusso e avanzato come nostre richieste e proposte, relativamente alla grave crisi che ha colpito da tempo il comparto ittico di Sciacca, ribadendo l’urgente necessità di misure concrete a supporto delle imprese e dei lavoratori del settore”.
Alla richiesta di riconoscimento dello stato di calamità naturale già da tempo avanzata, si aggiunge adesso il rincaro del petrolio e il continuo drastico calo del pescato giornaliero, che ha svuotato i mercati di pesce fresco e le celle frigorifere delle aziende che operano nella commercializzazione del prodotto ittico, portando numerose imprese e intere famiglie in una condizione di estrema incertezza.
“Senza interventi tempestivi, il rischio di chiusura definitiva di molte attività diventa sempre più concreto, con conseguenze disastrose per l’intero tessuto economico e sociale della città”.
Gli operatori della filiera, comprendente attività di commercializzazione, trasporto, conservazione e trasformazione dei prodotti ittici, riuniti in associazione, ribadiscono e sollecitano riscontro alle proposte di sostegno mirate ad arginare la crisi e garantire la tenuta del settore.
Proposte di intervento:
1. Inclusione di tutte le aziende della filiera comprese quelle della commercializzazione dei prodotti ittici nello stato di calamità naturale, avanzando richiesta agli organi competenti affinché le stesse possano beneficiare delle misure di emergenza previste per eventi straordinari.
2. Istituzione di un Fondo di Solidarietà Comunale e richiesta alla Regione Sicilia di inserimento delle attività di commercializzazione della filiera ittica che abbiano subito un drastico calo di fatturato, con finalità di sostegno diretto e perequazione economica;
3. Istituzione di un Fondo di Solidarietà Comunale e/o Regionale destinato alle imprese della commercializzazione della filiera ittica che abbiano subito un drastico calo di fatturato, con finalità di sostegno diretto e perequazione economica.
4. Richiesta di concessione di un bonus carburante per le aziende di trasporto che operano nella distribuzione del prodotto ittico, al fine di compensare l’incremento dei costi e garantire la continuità operativa della filiera;
5. Riduzione del carico fiscale locale, attraverso:
• l’eliminazione della quota della tariffa rifiuti relativa agli svuotamenti minimi annui e una riduzione significativa della quota fissa, che attualmente incide pesantemente sui costi sostenuti dalle imprese.
• l’esonero dal pagamento della Tosap (tassa di occupazione del suolo pubblico) per le attività connesse alla filiera.
• la possibilità di rateizzazione ampliata e agevolata dei tributi comunali, mediante lajmodifica del regolamento sulla gestione delle entrate per concedere maggiore respiro finanziario alle imprese in difficoltà.
6. Attivazione di misure di accesso agevolato al credito, in collaborazione con istituti bancari e consorzi fidi, per facilitare la concessione di finanziamenti a tassi agevolati alle imprese colpite dalla crisi.
7. Programmazione di interventi per il rilancio del settore, quali:
• Campagne di promozione del prodotto ittico locale, con il coinvolgimento delle imprese della filiera e il sostegno delle istituzioni locali.
• Incentivi per l’ammodernamento delle attrezzature e dei sistemi di conservazione, attraverso bandi di finanziamento a fondo perduto o a tasso agevolato.
• Creazione di un marchio di qualità per il pescato locale, che ne valorizzi l’origine e ne favorisca la commercializzazione nei circuiti di eccellenza.
Viene riaffermata la necessità che, in un momento di estrema difficoltà come quello attuale, sia necessario attivare un percorso continuativo di collaborazione tra amministrazione locale, imprese e parti sociali, al fine di individuare soluzioni efficaci per la salvaguardia di un settore strategico per l’economia della città di Sciacca.
Viene ribadita la piena disponibilità dell’Associazione a lavorare congiuntamente per l’attuazione di misure concrete, auspicando che le nostre proposte avanzate possano trovare un riscontro positivo da partedell’Amministrazione Comunale.