Quella della Via Al Lido è una delle situazioni divenute nel tempo iconiche di una problematica cittadina sempre più grave, quella del grave dissesto della viabilità urbana. 

Nel caso della Via Al Lido è una problematica di vecchia data, che riguarda non soltanto l’attuale amministrazione ma anche tante altre che l’hanno preceduta.

Due chilometri e mezzo, ad intenso traffico veicolare sopratutto nel periodo estivo, che collegano la città con le zone balneari ad ovest della città, con riferimento ai quali si è perso financo il ricordo dell’ultimo intervento di manutenzione straordinaria sul manto stradale, eccezion fatta per la frana che qualche anno fa coinvolse  anche una delle palazzine lato mare e per lo smottamento che puntualmente si ripresenta all’altezza della Tonnara. 

La Via Al Lido nella sua interezza versa ormai da tanti anni in condizioni disastrose: buche profonde, avvallamenti, perdite idriche, invasioni di fango e pietre dalla sovrastante scarpata che scende dalla Perriera, vegetazione che fuoriesce dalla carreggiata.

Il tutto reso ancor più critico dalla velocità eccessiva con cui auto e moto sono soliti transitarvi, senza che da parte della Polizia Municipale si sia mai tentato di arginare e reprimere il pericolosissimo andazzo. 

L’amministrazione Valenti nella fase iniziale del suo mandato aveva avuto ad un certo punto l’intenzione di metterci mano, ma poi si era preferito dirottare le somme che  dovevano esservi destinate sulla sistemazione della Via Aldo Moro in contrada Isabella. 

Sono tre, fondamentalmente, le cause principali di questa situazione: 

  • la situazione di grande criticità idro-geologica dell’intera scarpata di terreno che dalla sovrastante Via Allende scende fino alla Via Al Lido
  • gli elevati costi preventivati per un intervento efficace di riqualificazione, superiori ai 500 mila euro
  • Il menefreghismo che assurge a sistema amministrativo, tant’è che nessuno si è mai preoccupato di metter mano ad una ben definita progettualità e alla ricerca delle necessarie risorse finanziarie.

Così gli anni, anzi i decenni, passano, si va avanti con qualche provvisorio rattoppo qui e là, manca sempre  una visione di insieme che tenga conto dei lavori relativi ai diversi sotto sistemi (rete idrica, fognaria, elettrica, telefonica, ecc.) e non esiste alcuna ben definita programmazione sull’argomento. 

Quel che può fare un giornale civico è tenere desta l’attenzione sulla problematica, per evitare che su di essa scenda il silenzio e l’oblio, documentando la situazione con le parole e con le immagini (che comunque non riescono ad esprimere adeguatamente la realtà).

Cosa che abbiamo sempre fatto e continueremo a fare: