Quel consenso che stenta ad arrivare ad ogni Carnevale: quello dei più riottosi, dei nostalgici, degli indifferenti. Bene! questa volta la qualità raggiunta dai carri allegorici è inequivocabile e ha smosso dai loro divani tanti saccensi che per qualche anno si erano letteralmente rifiutati di raggiungere la Perriera e assistere al corso mascherato. Armati di buona volontà o trascinati dall’onda mediatica che mostrava la bellezza e la maestosità, la perfezione dei carri, hanno trovato la spinta necessaria per sfidare le difficoltà legate al parcheggio o al sovraffollamento, si sono messi in coda al botteghino, hanno pagato e si sono infilati nel circuito. E qui hanno avuto la conferma che , sì, i carri allegorici di Sciacca sono davvero magnifici e il Carnevale é “una cosa grossa”. Che vederlo in televisione é comodo, ma di presenza é tutta un’altra cosa. Hanno pensato che ci deve essere un motivo se centinaia di persone si muovono dalle loro città per venire a Sciacca, armi e bagagli, intere famiglie con carrozzine e bimbi piccolissimi, anziani e ragazzi e tantissimi giovani. E coinvolti nella festa, tra fumo di salsiccia e bomboloni di zucchero, i nostri sciacchitani “io non amo il Carnevale”…alla fine il Carnevale hanno finito per amarlo pure loro. E pure loro si lanceranno nel vortice delle proposte alternative e dei correttivi da introdurre per migliorare la festa. Abbiamo fatto un grande passo avanti.