di Giuseppe Barone, 3^APT IISS Calogero Amato Vetrano, partecipante al “Premio Giornalistico Amato Vetrano”

Sciacca – In una città che vive di mare, tradizioni e memoria, le storie delle persone continuano a intrecciarsi con il destino collettivo.

Tra queste c’è quella di Giuseppe Licata, figlio di umili genitori, figura conosciuta nel tessuto cittadino per il suo legame profondo e l’impegno costante profuso nel valorizzare l’identità di Sciacca.

Licata rappresenta uno di quei volti che, lontano dai riflettori nazionali, hanno positivamente contribuito giorno dopo giorno alla vita della comunità.

La sua presenza si è fatta notare nel tempo per l’attenzione rivolta ai temi sociali e culturali, in una città che cerca di coniugare tradizione e futuro.

E’ stato professore di idrologia medica presso la facoltà di Medicina all’Università di Palermo. Ha favorito l’istituzione di un grande ricovero per le orfanelle e per le anziane affidato alle Suore del Boccone del Povero. 

Ha realizzato anche l’importante scalinata che dalla piazza del Popolo porta alla stazione e al porticciolo, ha fondato il ricovero dei vecchi invalidi, ha riorganizzato al meglio i due Ospedali della città (S.Margherita e S. Maria della Misericordia). 

Durante le sue legislature  ha domandato  ostinatamente la costruzione della ferrovia Castelvetrano-Porto Empedocle, ma le risposte dei ministri furono sempre negative. Questa fu poi realizzata, a scartamento ridotto, nel1913.

L’on. Licata riuscì a realizzare l’attuale rifugio del porto, i cui lavori cominciati nel 1895 furono ultimati nel 1901. Infine strappò al governo un suussidio di L.17.000 per restaurare la splendida chiesa del Collegio e chiese l’approvazione di un disegno di legge per la profilassi e la cura della tubercolosi.

Sono opere sue, ancora, la sistemazione delle Terme e la costruzione dell’Albergo sul Monte  Kronio. 

Fu anche sindaco di Sciacca e direttore delle Terme minerali di Selinunte.

Pubblicò varie memorie scientifiche in materia di igiene e idrologia.

Fra i suoi scritti ricordiamo: “Sull’importanza dei bagni di Sciacca e sull’indirizzo pratico per migliorarli (1883)

Chi lo ha conosciuto lo ha descritto come una persona legata ai valori della propria terra, consapevole delle difficoltà ma anche delle potenzialità che il territorio offre. In un momento storico in cui molte realtà locali lottano contro lo spopolamento e la crisi economica, l’impegno di cittadini come Giuseppe Licata sarebbe stato oggi simbolo di resistenza civile e amore per la propria città.

Il dibattito sul futuro di Sciacca passa anche da qui: dalla capacità di trasformare le esperienze individuali in risorse collettive. Ed è in questo contesto che la storia di Licata si inserisce, come esempio di come l’impegno personale possa ancora fare la differenza in una comunità che non vuole rinunciare alla propria identità.

A buon diritto è stata intitolata a lui un’arteria centralissima di Sciacca.

Giuseppe Barone, 3^APT IISS Calogero Amato Vetrano, partecipante al “Premio Giornalistico Amato Vetrano”