Nostro servizio particolare

Sostituzioni: dal 56º Rizzuto al posto di Rallo; dal 61º Chinnici al posto di D’Aleo; dal 73 Calagna al posto di Caternicchia; dal 75º Guadagnoli al posto di Licata

Note: al 56º espulso Elezay

Le avvisaglie c’erano state, le recenti sconfitte casalinghe in campionato contro Montelepre e Kamarat.

Neanche il più incallito dei pessimisti avrebbe tuttavia immaginato questa sconfitta casalinga per 0 – 3 nella partita di ritorno degli ottavi di finale della fase nazionale di Coppa Italia Eccellenza.

L’avversario odierno, vincitore della fase regionale calabrese di coppa, sul proprio campo all’andata non era andato oltre il pari per 1 a 1 e in campionato veleggia senza infamia e senza lode all’ottavo posto.

In coppa le prestazioni dello Sciacca erano state finora sempre positive, quindi un certo ottimismo era giustificabile sia pure con l’apprensione dettata dall’ormai proverbiale difficoltà ad andare a rete e quelle recenti sconfitte casalinghe…

Sotto il sole che oggi illuminava il Gurrera è accaduto invece che la squadra di Totò Brucculeri si è disciolta come fosse neve.

Oggi non ha funzionato proprio nulla.

Non hanno funzionato le gambe, squadra molle e senza vigore fisico.

Non ha funzionato il portiere Elezay, che nel momento in cui la squadra era protesa a tentare una difficile rimonta ha provocato un rigore con una propria colossale incertezza e si è fatto anche espellere per fallo sull’ultimo uomo, lasciando i compagni in inferiorità numerica.

Non ha funzionato la difesa, che ha collezionato tutta una serie di incertezze e disattenzioni, dimenticandosi di essere stata il reparto forte di questa squadra.

Nella zona centrale del campo la manovra è stata semplicemente balbettante, mai riuscendo a svilupparsi in modo apprezzabile, mai riuscendo ad impostare il gioco in profondità e sbagliando passaggi a ripetizione.

Sulla fase offensiva stendiamo un velo pietoso, la mancanza di un terminale è fin troppo nota, è troppo poco la consueta generosità di Mangiaracina.

Ha sbagliato a nostro avviso anche mister Bruccoleri, che ha schierato una formazione con Mangiaracina unica punta, rinunciando al doppio attaccante con il quale aveva tra l’altro vinto la finale regionale contro il Modica: che il problema dello Sciacca sia principalmente in attacco lo sappiamo tutti sin dallo scorso campionato, e lo sa bene anche la società che però non è riuscita a trovare una soluzione dopo l’infortunio di Retucci, ma schierare un solo attaccante di ruolo in una partita comunque da vincere significa a nostro avviso andarsela a cercare.

Ecco perché, non appena ha incassato un gol al dodicesimo del primo tempo, la squadra neroverde ha ceduto anche in termini di tenuta mentale. E dopo il secondo gol non c’è stata praticamente più partita, nonostante un palo e una traversa colpiti dai padroni di casa in rapidissima successione allo scadere della prima frazione di gara.

Certo, le partite sono il frutto anche di singoli episodi e se l’arbitro avesse concesso il rigore al 6º del primo tempo per un atterramento in area di Mangiaracina apparso ai più nettissimo, allora forse avremmo raccontato tutta un’altra storia.

La DB Città di Luzzi ha disputato un’ottima gara e, come aveva già evidenziato Brucculeri una settimana addietro, ha un organico di primissimo ordine, a differenza di quello dell’Unitas Sciacca, ma la sensazione rimane quella che oggi i suoi meriti siano stati anche ingigantiti dai demeriti dello Sciacca.

Nonostante la grande delusione, dopo il triplice fischio finale i generosissimi ultras neroverdi hanno, come sempre, applaudito la propria squadra, come già avvenuto dopo le sconfitte casalinghe con Montelepre e Kamarat: forse però in certe occasioni qualche fischio in più e qualche applauso in meno potrebbero risultare maggiormente motivanti per ritrovare gli antichi ardori.