I Consiglieri comunali Raimondo Brucculeri (Movimento Controcorrente) e Maurizio Blò intervengono oggi con una nota stampa rivolta all’attenzione della comunità cittadina nella quale si dicono stupiti ed amareggiati per il modo con il quale l’amministrazione comunale si è pronunciata in questi giorni sul numero di multe elevate dalla Polizia Municipale: 14.000 verbali nel 2025, di cui 8.000 solo in ZTL quasi il 60%, e addirittura l’obiettivo dichiarato di superare quota 20.000 nel 2026, “come se si trattasse di un record sportivo da battere”.

Ma Brucculeri e Blò dicono di pensarla in modo diverso: un Comune non si governa come una classifica e la sicurezza stradale non può diventare una gara a chi incassa di più; le multe devono avere funzione educativa; le sanzioni hanno senso e sono giuste quando servono a correggere comportamenti pericolosi, prevenire incidenti, tutelare pedoni e categorie fragili e garantire il rispetto delle regole.

Al contrario, per i due consiglieri comunali quando l’obiettivo diventa fare numeri, allora il rischio è evidente: la multa smette di educare e diventa uno strumento esclusivamente sanzionatorio e, peggio ancora, uno strumento di bilancio.

Per Brucculeri e Blò la verità sulla ZTL è che non è stata fatta per la vivibilità, ma per fare cassa:

La ZTL ci era stata raccontata come un progetto nobile: rendere vivibile il centro storico, migliorare la qualità dell’aria, ridurre traffico e caos, valorizzare turismo e commercio. Ma i numeri dicono un’altra cosa. Ottomila multe solo in ZTL in un anno non sono un progetto di vivibilità. Sono un sistema che produce entrate. E quando si arriva a dichiarare che nel 2026 si punta a battere il record, il dubbio diventa certezza: la ZTL non è stata pensata per migliorare la città. È stata pensata per fare cassa”.

A questo punto i due consiglieri comunali spostano le loro argomentazioni sulle carenze e sulle responsabilità politiche di una Polizia Municipale allo stremo:

Mentre l’Amministrazione festeggia i verbali, la realtà del Comando è drammatica. Sciacca è senza comandante da circa due anni. Un vuoto gravissimo, che non può essere considerato normale. L’organico è ridotto e la gestione è confusa. Il paradosso è clamoroso: prima del concorso erano 35, dopo il concorso sono diventati 29. Ne entra uno e ne escono due, anche per via di cambi di profilo molto discutibili, che hanno portato personale fuori dall’organico della Polizia Municipale per essere destinato ad altri settori. E intanto graduatorie che potevano scorrere sono state fatte scadere o di fatto regalate ad altri Comuni. Con poco personale, senza guida e senza indirizzi chiari, si finisce per non riuscire a fare ciò che servirebbe davvero: presidi mirati, prevenzione nei punti critici, educazione stradale, presenza costante sul territorio. E allora si fa altro: controlli a strascico, multe a raffica, interventi dove è più semplice fare numeri”.

Secondo Brucculeri e Blò proprio il Carnevale è un esempio emblematico:

Durante eventi come il Carnevale, invece di una gestione equilibrata della viabilità e della sicurezza, spesso si arriva a circa mille verbali, anche per infrazioni minori, senza reale intralcio o pericolo”.

Questa è la fotografia di un Comune che non funziona”.

“Vogliamo dirlo con forza, perché è doveroso – si legge nella nota stampa – : la Polizia Municipale di Sciacca, gli agenti, il personale del Comando, chi lavora ogni giorno tramille difficoltà, sta portando avanti il servizio con uno spirito di abnegazione. Nonostante carenze di organico, assenza di un comandante, turni pesanti, pressioni, demansionamenti e mancanza di strumenti e supporto, i lavoratori hanno continuato a fare il proprio dovere. E spesso hanno fatto anche quello che non competeva loro. Questa situazione non è colpa dei vigili. È colpa di chi governa. È l’Amministrazione che non ha garantito una guida stabile al Comando, non ha rafforzato l’organico, ha gestito male concorsi e graduatorie, ha permesso l’uscita di personale con cambi di profilo discutibili, ha trasformato la ZTL in un bancomat, ha ridotto la sicurezza urbana a un conto economico e ha lasciato i lavoratori soli”.

La nota politica di Brucculeri e Blò così si conclude: “Lo diciamo con un pizzico di ironia, ma con grande serietà: se l’unico settore che cresce a Sciacca è quello delle contravvenzioni non è un successo, ma un fallimento. Sciacca non ha bisogno di un Comune che incassa. Sciacca ha bisogno di un Comune che governa”.