di Santina Matalone


Il carnevale in un centro storico è un evento che mescola tradizione, cultura e socialità, ma soprattutto è quella festa che, in quanto svolta nel cuore di ogni città, assume un significato profondo legato alla comunità che lo celebra.

Nei centri storici che appunto rappresentano i luoghi dove si intrecciano le radici storiche e profonde di un popolo, dove la parte più antica e caratteristica della città, gli edifici storici, i palazzi antichi e le piazze principali, fanno da sfondo e da cornice a una manifestazione collettiva che coinvolge tutti i suoi abitanti, le strade, le piazze e i vicoli si animano di sfilate, di musica e di allegria, rafforzando di fatto quel senso di appartenenza e identità locale.

E la sfilata dei gruppi mascherati che ieri sera è ritornata in centro a Sciacca dopo anni di privazione (era chiesta da molti dopo il trasferimento della festa e del corso mascherato alla Perriera), in quel giorno (martedì grasso) di una festa così sentita, è stato non solo un evento per guardare i costumi, per ascoltare gli inni, è stata soprattutto un’occasione, un momento di partecipazione attiva e collettiva, dove le famiglie sono uscite con i loro bambini rendendo “vive” di colore, musica e allegria quelle vie come un intreccio di divertimento e perché no anche di chiacchiere, incontri e saluti, come in una grande festa dove, tra gli invitati, si incontrano anche gli amici, i parenti lontani da tempo.


I sentimenti di soddisfazione, ma soprattutto l’emozione trasudava dall’espressione degli stessi protagonisti. I capigruppo, ancorché senza costumi (ma questo fa parte di un fare ormai che si ripete da anni; indosseranno i loro appariscenti vestiti in presenza dei carri allegorici) davano le direttive ma come quei maestri docili e felici di accompagnare la classe in una gita scolastica. I ragazzi dei gruppi, alcuni di loro alla prima esperienza, contenti di percorrere quelle strade del centro come stessero per rientrare in una casa precedentemente abbandonata e ritrovata bella e adornata dopo anni. I turisti (pochi ma questo è prevedibile vista la scarsa promozione della festa, come detto anche da qualche nostro intervistato), entusiasti di vivere così tanta allegria e ammirazione per la cura dei dettagli e dei colori e musiche.

Soddisfatti i commercianti del circuito che da tempo chiedono “una boccata di ossigeno” per un centro che si va sempre più intristendo, svuotando di attività e di persone dirette verso una periferia più appetibile perché meno problematica in termini di parcheggi e servizi viari.


E allora che dire…… la serata della sfilata per le vie del centro storico di Sciacca dei gruppi mascherati inserita, tra gli eventi che precedono l’uscita dei carri allegorici del venerdì 20 febbraio, ma diciamo chiaramente, organizzata quasi in sordina (un comunicato stampa diramato solo la mattina del 17 dava diffusione di un programma che prevedeva anche lo show di Nanà in piazza Scandaliato), è esplosa facendo di fatto riuscire questo “esperimento”. Anzi, ha attribuito alla manifestazione una valenza importante su cui poter riflettere sull’organizzazione delle prossime edizioni della festa. La richiesta non solo di una serata, ma addirittura di due o tre giornate di sfilate in centro è venuta proprio dai saccensi, tanti ieri sera in giro e tra musica e balli; dai ragazzi impegnati nei gruppi mascherati ; dagli addetti ai lavori (capigruppo e rappresentanti delle associazioni culturali dei carri allegorici) che, grazie alla diretta che ServireSciacca ha mandato sui canali social, voluta proprio per capire cosa questo ritorno in centro significasse per tutti, hanno ribadito a gran voce e con trasporto una richiesta da attenzionare, rivolta agli amministratori che a parer nostro è una richiesta legittima e fattibile: ritornare ad organizzare il carnevale come da calendario (da giovedì a martedì grasso, dove nel passato proprio le due prime giornate erano dedicate appunto all’uscita dei gruppi per le strade del centro), pur prevedendo qualche fine settimana anticipato come succede in tante altre città (vedi Viareggio, Acireale, Venezia).


Sapranno i nostri amministratori cogliere l’opportunità e la richiesta? Noi per la verità non ne abbiamo incontrati ieri sera di politici in giro e quindi non abbiamo potuto cogliere il loro sentire….. ma siamo certi che, visto il risultato dell’evento che ha fatto registrare migliaia di presenze in piazza anche per l’esibizione sul palco dei gruppi mascherati dopo la sfilata in Corso Vittorio Emanuele, e dello show di inni di carnevale degli anni passati proposto da Nanà e il suo gruppo, non potranno non farne tesoro…. Se non altro per cogliere un’opportunità di riscatto e di crescita anche e soprattutto economica di una comunità.

Il carnevale in un centro storico rappresenta infatti più di una festa: è un vero motore economico temporaneo che genera effetti concreti e diffusi, attira visitatori anche da fuori città riempendo hotel, ristoranti, bar e pasticcerie, incrementando anche le vendite nei negozi presenti, valorizza le attività locali con un effetto moltiplicatore in quanto il denaro speso non resta soltanto in un settore ma circola. Infine un carnevale in centro significa,a nostro modesto parere, promozione e sviluppo futuro di una festa che è un investimento sicuramente culturale che può trasformarsi in sviluppo economico e di legame tra gli abitanti e la loro “civitas” ottenendo magari maggiore senso di appartenenza e rispetto per la cosa pubblica.