Il mondo scout si ritrova da sempre attorno a una forma antica: il grande cerchio, dove nessuno è ultimo e tutti sono fratellini e sorelline.

Sabato 14 febbraio 2026, lo Sciacca 2 si è stretto proprio così, tra l’azzurro del cielo e il riflesso del mare, per fare da scudo e abbraccio ai suoi piccoli Lupetti. In questa figura speciale che custodisce l’essenza dello scoutismo, i bambini hanno pronunciato il loro primo, vero “sì”.

Pronunciare questo “si” ha un sapore speciale. Era il 1916 quando Robert Baden-Powell, intuendo che i più piccoli avevano bisogno di un linguaggio tutto loro, scriveva il “Manuale dei Lupetti”. Da oltre un secolo, milioni di bambini in ogni angolo del mondo ripetono la stessa promessa, ispirata alle storie di Mowgli e della Giungla di Kipling. Vedere i piccoli di Sciacca, con lo stesso entusiasmo di cento anni fa, ci fa capire che il desiderio di “fare del proprio meglio” non invecchia mai.

La Promessa è un momento molto emozionante che toglie il fiato. Dopo tre mesi di cammino, ogni bambino fa un passo avanti, presentato dal suo caposestiglia, e chiede di entrare in questa grande famiglia mondiale. Il silenzio è rotto solo dai canti e dal battito accelerato dei cuori sotto una le camicie nuove che profumano di bucato. E quando si vedono le lacrime rigare i volti, non solo dei piccoli, ma anche di papà, mamme, nonni e capi, si capisce che sta succedendo qualcosa di grande che non si può spiegare, ma solo vivere.

Un grande fazzolettone ora avvolge il loro collo, con il rosso dell’amore e il bianco della purezza.

È il segno visibile di un cammino guidato dai “Vecchi Lupi” adulti che si fanno piccoli per parlare al cuore dei bambini, guidandoli con pazienza ed educandoli con l’esempio. Il loro lavoro silenzioso permette al Branco di diventare una famiglia, trasformando la tana, il bosco o la giungla in una palestra di vita, lontana dal caos digitale e dagli schermi.

Nella proposta educativa della famiglia Scout si impara soprattutto a sporcarsi le mani, a interagire con la natura e a scoprire l’altro. Si impara che non bisogna essere perfetti, perché tutti possiamo impegnarci a “fare del nostro meglio”, trasformando ogni giorno le fragilità in punti di forza. È proprio questo lo spirito che risuona nelle parole pronunciate dai bambini:

“Prometto, con l’aiuto e l’esempio di Gesù, di fare del mio meglio:

per migliorare me stesso;

per aiutare gli altri;

per osservare la Legge del Branco”.

Il branco “Occhio di Primavera” si è messo in caccia, adesso è al completo.

Buona caccia!

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Di FILENA RIZZUTO

Sono esperta in comunicazione internazionale e mi occupo di ospitalità di lusso.In questi anni ho capito che in vacanza la vera ricchezza è scoprire le cose semplici e genuine del paese in cui si è ospiti. Per questo adoro condividere le tradizioni, la bellezza e il buon cibo e racconto piccole storie che fanno grande la nostra storia, provando a stuzzicare il piacere della scoperta di Sciacca e delle "cose" di Sicilia.