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Dopo la recente notizia sul rinvio del Carnevale di Sciacca 2026, non si è fatta attendere una riflessione dei sacerdoti di Sciacca. Con un comunicato stampa, hanno voluto condividere con la comunità le loro riflessioni sullo svolgimento delle manifestazioni carnevalesche durante il periodo quaresimale.
Il clero ha espresso apprezzamento per tutti coloro che contribuiscono al Carnevale, dai carristi agli artisti, fino ai giovani impegnati nelle esibizioni, sottolineando l’importanza di questa tradizione per la vita culturale e sociale della città. “Il Carnevale è parte della storia e dell’identità di Sciacca e la Chiesa non ne disconosce il valore umano e comunitario”, si legge nel comunicato.
Al contempo, i sacerdoti hanno ricordato il significato della Quaresima, periodo che inizia il Mercoledì delle Ceneri e che è dedicato a preghiera, carità, sobrietà e riflessione, come preparazione alla Pasqua. “Non si tratta di opporre fede e vita civile, né di limitare una manifestazione popolare, ma di rispettare la natura propria dei tempi”, hanno precisato, citando il libro del Qoèlet: «C’è un tempo per piangere e un tempo per ridere, un tempo per fare lutto e un tempo per danzare».
Per questo motivo, i sacerdoti invitano le istituzioni e gli organizzatori a programmare il Carnevale in modo che si concluda tradizionalmente con il Martedì grasso, lasciando al periodo quaresimale il suo carattere di raccoglimento.
Il comunicato si chiude con un invito alla collaborazione e al dialogo tra tutte le componenti della città: «Affidiamo questo desiderio alla collaborazione e al dialogo tra tutte le componenti della città, certi che il rispetto reciproco aiuterà tutti a custodire sia la gioia della festa sia la profondità del tempo quaresimale.»