Anche nell’epoca in cui il mondo della comunicazione viaggia sui canali ultra veloci della rete e i comunicati stampa la fanno da padroni, mantiene la sua validità la vecchia regola del giornalismo per la quale la strada è una fonte assai preziosa di spunti di cronaca.
Dopo la conferenza stampa di ieri sul Carnevale di Sciacca 2026, svoltasi alla Multisala Badia Grande, mi sono incamminato a piedi imboccando Salita San Michele (in discesa).
Mi sono fermato per scattare queste due foto, espressioni del brutto biglietto da visita che la nostra città spesso riserva a visitatori e turisti:


Mentre stavo fotografando mi sono sentito chiamare a viva voce da un’anziana signora che arrivava da giù percorrendo in salita la stessa strada e che, evidentemente, deve aver intuito il mestiere che faccio per diletto.
Mi ha subito esternato vivacemente la sua protesta nei confronti di chi, ormai da molti mesi, la costringe ad un durissimo tour de force per poter raggiungere nel tardo pomeriggio di ogni giorno la chiesa di San Michele.

La signora si chiama Maria Maniscalco e abita poco al di sotto di Via Pietre Cadute, attraverso la quale era solita raggiungere direttamente la chiesa, prima che Via Pietre Cadute venisse vietata al transito pedonale per i lavori di riqualificazione in corso ormai da troppo tempo.

A causa di questa chiusura la signora Maria si trova costretta a dover fare un lunghissimo giro, prima in discesa e poi in salita, per poter raggiungere la sua agognata meta giornaliera, la Chiesa di San Michele.
Il suo disappunto, vivissimo, non era soltanto per il fatto di trovarsi costretta a questo percorso assai più faticoso e impegnativo, ma anche perché in Via Pietre Cadute i lavori di riqualificazione sono stati sospesi da mesi per la mancanza delle piastrelle con cui deve essere ricoperta, che non arrivano…
Insomma i lavori sono stati iniziati e la via è stata chiusa senza prima avere la disponibilità di tutto il materiale necessario a completarli e adesso questo materiale che manca non è stato ancora passibile reperirlo. Della serie: a Sciacca accade anche questo…
Dopo aver rassicurato la signora Maria che avremmo dato evidenza alla sua più che comprensibile protesta, ho ripreso la discesa, ma fatti pochi passi mi sono sentito chiamare da una signora che mi conosce e che si trovava affacciata al balcone di un secondo piano.
E da lei, altra lamentela: su questa via di accesso pedonale alla parte alta della città, quale è Salita San Michele, in pieno centro storico, una delle vie oggetto della riqualificazione urbana realizzata dalla giunta Cucchiara, nessun servizio comunale passa mai per la pulizia, fatta eccezione per determinate festività o eventi particolari. La pulizia viene svolta abitualmente dagli stessi residenti o dall’acqua piovana che scorre verso il basso.
Saluto la signora e mi incammino nuovamente, alzo gli occhi in alto e mi accorgo che la toponomastica non è uno dei punti forti di questa parte della città:


Ma non finisce qui. All’imbocco di vicolo Puccio, che sulla Salita San Michele si innesta, un’altra perla:

Ci dicono che è così da 3 mesi: lavori di Aica, su sollecitazione di un privato per perdita idrica in casa, problema idrico risolto ma ripristino dei luoghi niente affatto.
Siamo a Sciacca signori, dove tutto ciò è normalità.