È stato un momento di pregevole contenuto educativo ed informativo quello vissuto ieri dagli studenti dell’IISS Calogero Amato Vetrano di Sciacca, di alto profilo sia per i contenuti che per la qualità dei relatori: la Procuratrice della Repubblica presso il Tribunale di Sciacca (Maria Teresa Maligno), la Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Sciacca (Carmela Bacino), la psicologa e psicoterapeuta (Ivana Piazza), il produttore e regista (Ignazio Raso). A metterli attorno ad un tavolo a beneficio degli studenti, Insieme per un futuro senza violenza, è stata una meritoria iniziativa della Fidapa, sezione di Sciacca, presieduta da Maria Grazia Cascio, che ha trovato immediata adesione nell’Istituto scolastico alberghiero – agrario diretto da Nellina Librici, che ha ospitato l’incontro con i propri studenti nell’auditorium “G. Buonocore”di contrada Marchesa.

I relatori hanno saputo richiamare in modo assai efficace l’attenzione e l’interesse della giovane platea sui diversi aspetti (psicologico, prevenzionale, giuridico, relazionale) della delicatissima tematica che ha dato titolo all’incontro: “Il diritto di vivere senza paura – Dalla legge alla coscienza: educare all’affettività per prevenire la violenza”.

Nell’introdurre i lavori la preside Nellina Librici ha evidenziato come queste occasioni possano fornire un grande contributo educativo per la crescita culturale dei ragazzi, mentre la presidente Fidapa Maria Grazia Cascio si è soffermata sul ruolo svolto da FIDAPA nel promuovere il ruolo della donna nella società.

La psicologa Ivana Piazza ha trattato l’aspetto psicologico delle relazioni in generale e di quelle affettive in particolare, che degenerano quando vengono private della componente emozionale. Per agire, evitare, intervenire e risolvere in tante situazioni che sfociano nella violenza occorre innanzitutto acquisire consapevolezza sull’importanza di alcuni “segnali” che preavvertono del pericolo e che invece spesso non vengono compresi o vengono sottovalutati. Si è particolarmente soffermata sul DISTURBO DELL’INDIFFERENZA, che è già di per sé stesso una forma di grande violenza. L’essere umano dovrebbe essere, e per tanto tempo è stato, antropologicamente orientato ad accudire l’altro, ma la trasformazione dei modelli sociali di vita ha portato con sé una trasformazione in negativo. Oggi è estremamente frequente che non si riesca a “vedere” l’altro che ci sta accanto, oggi è diventato difficile o impossibile identificare e riconoscere le proprie emozioni. La risposta frequente di tanti ragazzi alla domanda “Come ti senti?” è “Non lo so”. Ciò determina anche un totale allontanamento dall’altro, una incapacità di avere consapevolezza di come si può sentire l’altro.  Oggi la violenza è innanzitutto rappresentata da questa mancanza di attenzione e di cura per l’altro, dal non riuscire a comprendere le conseguenze sull’altro delle proprie azioni, dal non saper gestire le relazioni con l’altro. La violenza che si subisce, estrema conseguenza di tante cose, è anche nella dimensione del silenzio, è quando nessuno di accorge di te. Anche un silenzio, un non detto, può essere un comportamento violento. Da qui l’invito rivolto ai ragazzi a chiedere aiuto quando ci si accorge di non riuscire a comprendere quel che si prova, di non riuscire a leggere le proprie emozioni, rivolgendosi alle persone adulte vere, reali, quelle persone che nelle relazioni personali ci mettono la faccia, che sono l’esatto contrario del mondo virtuale del web.

La Presidente dell’Ordine degli Avvocati, Carmela Bacino, si è invece particolarmente soffermata sull’importanza della PREVENZIONE. L’avvocato può essere il primo accesso di tutela per le persone offese, purtroppo tante volte non consapevoli di quello che sta loro accadendo con una serie di comportamenti a loro danno che hanno poi inevitabilmente una progressione di gravità. Il più classico degli esempi è quello degli atteggiamenti di gelosia, che vengono equivocati come dimostrazione di affetto: a tal riguardo ha raccontato il caso di una ragazza che, fortunatamente, solo dopo un’aggressione fisica è riuscita ad aprire gli occhi sul reale significato di una gelosia con tanti divieti che aveva caratterizzato in precedenza la relazione e che venivano erroneamente considerati come “normali”. La violenza psicologica può anche considerarsi più pericolosa di quella fisica, perché più difficile da comprendersi. L’importanza di rivolgersi all’avvocato sta nel fatto che l’avvocato può aiutare a far comprendere come sia importante e giusto DENUNCIARE, perché la denuncia deve essere considerata una richiesta di aiuto e chiedere aiuto è indispensabile per prevenire l’evolversi della violenza. La Presidente dell’Ordine degli Avvocati ha concluso il suo intervento evidenziando il ruolo fondamentale che la scuola deve svolgere per creare cultura ai fini della prevenzione (per intervenire prima che sia troppo tardi), la fonte di pericolo rappresentata da internet per il fatto che in quel mondo virtuale tutto può sembrare lecito e quella che può considerarsi la prima regola fondamentale sul piano relazionale: il rispetto per l’altro, la capacità di chiedersi cosa stia provando l’altro.

Il regista e produttore teatrale Ignazio Raso ha fornito alla giovane platea il contributo della sua personale esperienza come regista dello spettacolo teatrale “m’ama non m’ama, attraverso il quale sono state messe in scena tante situazioni significative di “relazioni affettive” che portano con sé i presupposti della degenerazione in violenza sull’altro. L’attività teatrale è innanzitutto empatia, relazione, ed è anche un’esperienza catartica, perché l’attore interprete deve riuscire a interiorizzare e trasferire agli altri, in uno spettacolo come “m’ama non m’ama”, quel senso di violenza che sta nelle parole. Raso ha invitato i ragazzi a non avere mai paura di non essere ascoltati, a non avere mai paura di parlare e ha ricordato loro come la violenza di genere stia innanzitutto nelle parole, prima ancora che nelle botte.

Infine l’intervento della Procuratrice della Repubblica presso il Tribunale di Sciacca, Maria Teresa Maligno. Il magistrato ha trattato della parte giuridica, ossia di tutta quella serie di reati che questa materia può configurare, soffermandosi in particolare sulla funzione requirente (direzione delle indagini su notizie di reato) che viene svolta dall’Ufficio del Pubblico Ministero. La normativa in materia è stata oggetto in epoca recente di numerose innovazioni, e viene comunemente denominata come “codice rosso”. Ciò che essenzialmente la caratterizza è il fatto che una denuncia attinente ad una notizia di reato rientrante nel codice rosso (ad es. percosse, violenza sessuale, revenge porn, ecc.) ha per legge un percorso accelerato: gli organi di polizia hanno l’obbligo di comunicare la denuncia al magistrato entro 1 giorno, la persona che denuncia deve essere sentita dal P.M. in un tempo massimo di tre giorni, l’eventuale richiesta del P.M.al giudice per le indagini preliminari per l’ottenimento di una misura cautelare nei confronti del denunciato deve avvenire entro 30 giorni. Le misure cautelari previste sono il divieto di avvicinamento, gli arresti domiciliari e la custodia cautelare in carcere. La Procuratrice della Repubblica ha poi fatto riferimento al fatto che molte persone non trovano il coraggio di denunciare perché vivono immerse nella paura, alla complessità delle dinamiche relazionali in questo ambito di relazioni affettive malate e alla complessità sotto il profilo probatorio di queste fattispecie di reato. Ha riferito che le denunce sono comunque aumentate e che nell’ultimo semestre sono state richieste una ventina di misura cautelari.

Dopo gli interventi dei relatori, tutti efficaci anche perchè contenuti nei tempi, è stato il momento di rispondere alle domande degli studenti, non senza aver mancato di sottolineare l’importanza della famiglia, che deve costituire il primissimo ambito di tutela al quale deve rivolgersi il giovane che subisce una violenza di qualsiasi genere. La preside Nellina Librici ha infine comunicato che presso l’Istituto Calogero Amato Vetrano verrà presto ripristinato “il punto di ascolto”.