Si è svolto oggi il primo appuntamento dell’ottava edizione de “La Sicilia che vorrei”, il progetto del Liceo Scientifico “E. Fermi” che trasforma la cultura in cittadinanza attiva.

Protagonisti della giornata sono stati gli alunni delle classi prime, che hanno vissuto un momento di profonda sintesi tra letteratura e tutela del territorio.

Il Dipartimento di Italiano è stato il cuore pulsante del progetto. Il successo dell’iniziativa poggia infatti sul ruolo fondamentale dei docenti del Dipartimento di Italiano, coordinati dalla referente Prof.ssa Daniela Campione.

Non si è trattato di una semplice lezione, ma di un lavoro di mediazione culturale prezioso: i docenti hanno accompagnato i ragazzi nell’analisi di “Una storia semplice” di Leonardo Sciascia, trasformando le pagine del libro in una bussola per interpretare la realtà siciliana.

Grazie alla loro guida, la lettura in orario scolastico è diventata lo strumento per sviluppare quello spirito critico necessario a riconoscere e contrastare ogni forma di illegalità.

Dalla pagina al mare: l’incontro con Mare Vivo

Oggi, quella consapevolezza letteraria ha incontrato l’azione grazie all’intervento dell’associazione Mare Vivo. Gli studenti, dopo aver discusso i temi del rispetto e della verità sollevati da Sciascia, hanno affrontato con gli esperti dell’associazione le sfide ambientali che riguardano le nostre coste.

L’educazione alla bellezza è la nostra arma migliore“, è il messaggio emerso durante il dibattito. Unire la tutela della legalità a quella dell’ambiente significa formare cittadini capaci di prendersi cura del bene comune a 360 gradi.

Dalla letteratura alla salvaguardia della natura

Dalle pagine della letteratura del nostro gigante alla salvaguardia della natura: è questo il cuore del messaggio che il Liceo “Fermi” ha voluto trasmettere oggi. Attraverso l’eredità intellettuale di un “gigante” come Leonardo Sciascia, i nostri studenti hanno compreso che la legalità non è un concetto astratto, ma un impegno quotidiano che passa anche attraverso la cura del nostro mare.

Unire il rigore della parola scritta alla forza dell’azione ambientale significa dare ai ragazzi gli strumenti per costruire, finalmente, quella Sicilia che tutti vorremmo.