di Santina Matalone

A Santa Margherita di Belìce la memoria storica del paese e di tutto il territorio, diventano Patrimonio Culturale Immateriale dell’Isola.


Con il suo Palazzo Filangeri di Cutò, oggi sede del Comune, la città del Gattopardo, entra nel Registro delle Eredità Immateriali della Sicilia (REI), lo strumento ufficiale della Regione Sicilia, dove sono iscritti e quindi custoditi, le tradizioni e i saperi, le pratiche e i rituali con le feste, processioni e celebrazioni religiose, i canti popolari ma anche i dialetti e i racconti, i monumenti, le storie vive di un passato che diventa attualità e futura memoria di un territorio ma di tutta l’isola; una storia da tramandare nel tempo per non dimenticare in questa società dove tutto è virale e presto dimenticato…. Nel REI si legge ad esempio dell’Opera dei Pupi, della Vara di Messina, della pesca tradizionale del tonno e quindi delle tonnare, per citarne alcuni; molti dei quali sono adesso patrimonio UNESCO.
L’iscrizione del Palazzo Filangeri di Cutò, luogo simbolo della storia e della cultura siciliana, specie per il suo forte legale letterario con lo scrittore Giuseppe Tomasi di Lampedusa che a Santa Margherita di Belice ha trascorso parte della sua infanzia e giovinezza, (la città belicina ogni anno dedica all’autore del Gattopardo un premio letterario che in pochi anni è diventato tra i più autorevoli del panorama culturale italiano e del Mediterraneo), arriva con la 𝐧𝐨𝐭𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐂𝐞𝐧𝐭𝐫𝐨 𝐈𝐧𝐯𝐞𝐧𝐭𝐚𝐫𝐢𝐨 𝐒𝐢𝐜𝐢𝐥𝐢𝐚 – 𝐀𝐬𝐬𝐞𝐬𝐬𝐨𝐫𝐚𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐢 𝐁𝐞𝐧𝐢 𝐂𝐮𝐥𝐭𝐮𝐫𝐚𝐥𝐢 𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐈𝐝𝐞𝐧𝐭𝐢𝐭𝐚̀ 𝐒𝐢𝐜𝐢𝐥𝐢𝐚𝐧𝐚, 𝐩𝐫𝐨𝐭. 𝐧. 𝟎𝟎𝟎𝟎𝟑𝟕𝟗/𝟐𝟎𝟐𝟔 𝐝𝐞𝐥 𝟓 𝐟𝐞𝐛𝐛𝐫𝐚𝐢𝐨 𝟐𝟎𝟐𝟔, a seguito della deliberazione della 𝐂𝐨𝐦𝐦𝐢𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐄𝐫𝐞𝐝𝐢𝐭𝐚̀ 𝐈𝐦𝐦𝐚𝐭𝐞𝐫𝐢𝐚𝐥𝐢, 𝐜𝐡𝐞 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐞𝐝𝐮𝐭𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝟏𝟔 𝐝𝐢𝐜𝐞𝐦𝐛𝐫𝐞 𝟐𝟎𝟐𝟓 ha approvato all’unanimità il riconoscimento.
Dunque il Palazzo Filangeri di Cutò oggi è, non solo il simbolo della letteratura siciliana che lo lega a Tomasi di Lampedusa che li vi abitò e scrisse alcune pagine del suo Gattopardo (Claudia Cardinale “Angelica” nel film di Luchino Visconti, fu ospite e madrina del Premio nel 2004), ma diventa bene monumentale non soltanto per il suo aspetto architettonico (costruito nel 1600 dai Corbera poi diventati principi di Filangeri Cutò, distrutto dal sisma del 1968 e ricostruito oggi custodisce al suo interno il Museo del Gattopardo, Il Parco Letterario Giuseppe Tomasi di Lampedusa, il Comune di Santa Margherita di Belice e il Teatro Sant’Alessandro), ma perché rappresenta la storia viva e vera di quella Sicilia legata alle sue tradizioni di famiglie, di valori umani, di sentimenti e personaggi autentici, unici e di cultura. E a poche ore dal riconoscimento e quindi dell’iscrizione del Palazzo Comunale nel REI, arriva la soddisfazione dell’Assessore alla Cultura, Turismo e Promozione Territoriale Deborah Ciaccio che nella sua pagina facebook dichiara:
“𝑄𝑢𝑒𝑠𝑡𝑜 𝑟𝑖𝑐𝑜𝑛𝑜𝑠𝑐𝑖𝑚𝑒𝑛𝑡𝑜 𝑟𝑎𝑝𝑝𝑟𝑒𝑠𝑒𝑛𝑡𝑎 𝑢𝑛 𝑡𝑟𝑎𝑔𝑢𝑎𝑟𝑑𝑜 𝑑𝑖 𝑔𝑟𝑎𝑛𝑑𝑒 𝑝𝑟𝑒𝑠𝑡𝑖𝑔𝑖𝑜 𝑝𝑒𝑟 𝑆𝑎𝑛𝑡𝑎 𝑀𝑎𝑟𝑔ℎ𝑒𝑟𝑖𝑡𝑎 𝑑𝑖 𝐵𝑒𝑙𝑖̀𝑐𝑒. 𝐼𝑙 𝑃𝑎𝑙𝑎𝑧𝑧𝑜 𝐹𝑖𝑙𝑎𝑛𝑔𝑒𝑟𝑖 𝑑𝑖 𝐶𝑢𝑡𝑜̀ 𝑛𝑜𝑛 𝑒̀ 𝑠𝑜𝑙𝑡𝑎𝑛𝑡𝑜 𝑢𝑛 𝑏𝑒𝑛𝑒 𝑎𝑟𝑐ℎ𝑖𝑡𝑒𝑡𝑡𝑜𝑛𝑖𝑐𝑜, 𝑚𝑎 𝑢𝑛 𝑝𝑎𝑡𝑟𝑖𝑚𝑜𝑛𝑖𝑜 𝑖𝑑𝑒𝑛𝑡𝑖𝑡𝑎𝑟𝑖𝑜 𝑐ℎ𝑒 𝑐𝑢𝑠𝑡𝑜𝑑𝑖𝑠𝑐𝑒 𝑚𝑒𝑚𝑜𝑟𝑖𝑎, 𝑐𝑢𝑙𝑡𝑢𝑟𝑎 𝑒 𝑙𝑒𝑡𝑡𝑒𝑟𝑎𝑡𝑢𝑟𝑎. 𝐿’𝑖𝑠𝑐𝑟𝑖𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑎𝑙 𝑅.𝐸.𝐼.𝑆. 𝑟𝑎𝑓𝑓𝑜𝑟𝑧𝑎 𝑖𝑙 𝑝𝑒𝑟𝑐𝑜𝑟𝑠𝑜 𝑑𝑖 𝑣𝑎𝑙𝑜𝑟𝑖𝑧𝑧𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑐𝑢𝑙𝑡𝑢𝑟𝑎𝑙𝑒 𝑒 𝑡𝑢𝑟𝑖𝑠𝑡𝑖𝑐𝑎 𝑐ℎ𝑒 𝑠𝑡𝑖𝑎𝑚𝑜 𝑝𝑜𝑟𝑡𝑎𝑛𝑑𝑜 𝑎𝑣𝑎𝑛𝑡𝑖, 𝑝𝑟𝑜𝑖𝑒𝑡𝑡𝑎𝑛𝑑𝑜 𝑙𝑎 𝑛𝑜𝑠𝑡𝑟𝑎 𝑐𝑖𝑡𝑡𝑎̀ 𝑠𝑒𝑚𝑝𝑟𝑒 𝑝𝑖𝑢̀ 𝑎𝑙 𝑐𝑒𝑛𝑡𝑟𝑜 𝑑𝑒𝑖 𝑐𝑖𝑟𝑐𝑢𝑖𝑡𝑖 𝑐𝑢𝑙𝑡𝑢𝑟𝑎𝑙𝑖 𝑟𝑒𝑔𝑖𝑜𝑛𝑎𝑙𝑖 𝑒 𝑛𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑎𝑙𝑖. 𝑅𝑖𝑣𝑜𝑙𝑔𝑜 𝑢𝑛 𝑠𝑒𝑛𝑡𝑖𝑡𝑜 𝑟𝑖𝑛𝑔𝑟𝑎𝑧𝑖𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑜 𝑎𝑙𝑙’𝐴𝑠𝑠𝑒𝑠𝑠𝑜𝑟𝑎𝑡𝑜 𝑑𝑒𝑖 𝐵𝑒𝑛𝑖 𝐶𝑢𝑙𝑡𝑢𝑟𝑎𝑙𝑖 𝑒 𝑑𝑒𝑙𝑙’𝐼𝑑𝑒𝑛𝑡𝑖𝑡𝑎̀ 𝑆𝑖𝑐𝑖𝑙𝑖𝑎𝑛𝑎, 𝑎𝑙 𝐶𝑒𝑛𝑡𝑟𝑜 𝐼𝑛𝑣𝑒𝑛𝑡𝑎𝑟𝑖𝑜 𝑆𝑖𝑐𝑖𝑙𝑖𝑎 𝑒 𝑎𝑙𝑙𝑎 𝐶𝑜𝑚𝑚𝑖𝑠𝑠𝑖𝑜𝑛𝑒 𝐸𝑟𝑒𝑑𝑖𝑡𝑎̀ 𝐼𝑚𝑚𝑎𝑡𝑒𝑟𝑖𝑎𝑙𝑖 𝑝𝑒𝑟 𝑙’𝑎𝑡𝑡𝑒𝑛𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑒 𝑙𝑎 𝑠𝑒𝑛𝑠𝑖𝑏𝑖𝑙𝑖𝑡𝑎̀ 𝑑𝑖𝑚𝑜𝑠𝑡𝑟𝑎𝑡𝑒 𝑣𝑒𝑟𝑠𝑜 𝑖𝑙 𝑛𝑜𝑠𝑡𝑟𝑜 𝑡𝑒𝑟𝑟𝑖𝑡𝑜𝑟𝑖𝑜”
Noi di ServireSciacca rivolgiamo i nostri complimenti a Santa Margherita di Belicè e a tutta l’amministrazione comunale che ha saputo cogliere l’occasione per fare di un luogo, un esempio di identità del territorio che rimanga per sempre….