Un ricorso a fine anno agli affidamenti diretti da parte dell’amministrazione comunale, reputato eccessivo, e quindi critico sotto i profili della trasparenza, dell’imparzialità e del corretto utilizzo delle risorse pubbliche, costituisce oggetto di una interrogazione consiliare presentata oggi dai consiglieri comunali Raimondo Brucculeri e Maurizio Blò.

Ricordiamo che si parla di affidamento diretto quando la pubblica amministrazione, affida diretta un lavoro, un servizio o una fornitura ad un operatore economico privato con una procedura semplificata, senza un’apposita gara, entro determinate soglie di importo prefissate dal codice degli appalti (140/150 mila euro).

Nell’interrogazione consiliare Brucculeri e Blò chiedono al sindaco per sapere:

1. Per quali ragioni l’Amministrazione ha fatto ricorso, negli ultimi giorni dell’anno, a un numero così elevato di affidamenti diretti, per un importo complessivo prossimo al milione di euro.

2. Per quale motivo non sia stata effettuata alcuna consultazione di altri operatori economici, pur essendo tale procedura compatibile con la normativa e utile a garantire trasparenza e concorrenza.

3. Quali motivazioni specifiche abbiano giustificato la scelta degli operatori economici individuati, e se tali motivazioni siano state formalmente riportate negli atti.

4. Quali verifiche siano state effettuate sulla professionalità, esperienza e idoneità degli operatori selezionati, e se tali verifiche siano documentate.

5. Se l’Amministrazione ritenga conforme ai principi di buon andamento, imparzialità e trasparenza l’utilizzo sistematico dell’affidamento diretto come modalità ordinaria di gestione della spesa.

6. Se l’Amministrazione intenda fornire chiarimenti sul tempismo con cui tali affidamenti sono stati disposti, e se tale concentrazione di spesa sia frutto di programmazione o di scelte estemporanee.

7. Quali misure intenda adottare per garantire, in futuro, maggiore trasparenza, confronto competitivo e motivazione delle scelte, al fine di tutelare l’interesse pubblico e la credibilità dell’ente.

Nelle premessa della propria interrogazione Brucculeri e Blò fanno tra l’altro presente che la normativa vigente consente sì l’affidamento diretto anche senza confronto competitivo, ma lo configura come strumento eccezionale, non come modalità ordinaria di gestione della spesa pubblica, tenuto conto che la mancanza di motivazioni dettagliate e di un confronto tra operatori economici non garantisce che il Comune ottenga la migliore offerta o il miglior rapporto qualità/prezzo.