di Santina Matalone

Quando si parla di maltempo si pensa subito al colore dell’allerta. Se è gialla, arancione o rossa. Il colore per gli addetti ai lavori rappresenta il grado di pericolosità che si preannuncia, ma nell’immaginario collettivo diciamo che l’attenzione è rivolta ad un principale interrogativo: SCUOLE APERTE O CHIUSE?
Sono momenti frenetici, di una sorta di delirio sul web, dove chiunque scrive e commenta trascurando alcuni aspetti importanti che riguardano soprattutto la decisione di cui è responsabile il primo cittadino, che essendo l’autorità locale di protezione civile deve innanzitutto salvaguardare l’incolumità dei suoi cittadini e quindi in primis della popolazione scolastica.
Un’ordinanza sindacale durante una fase di allerta meteo non è un capriccio, non è un insensato gesto, non è un non volersi assumere delle responsabilità; anzi è proprio il contrario.
Facciamo dunque un pò di chiarezza informativa sull’argomento e in specie su chi decide le allerte meteo.

A decidere e a diramare un’allerta meteo è il Dipartimento della Protezione Civile a livello nazionale. A livello regionale ci sono i Centri Funzionali che collaborano nel darne notizia. Le Regioni e le Province Autonome diramano le allerte ai sistemi locali, quindi ai Sindaci che attivano i piani comunali di protezione civile, informano i cittadini e quindi decidono le misure necessarie da adottare come ad esempio le chiusure delle scuole, dei mercati, dei parchi pubblici, dei cimiteri, ma anche i provvedimenti che riguardano i servizi di soccorso e di volontariato che vengono informati per intervenire in caso di necessità.
Passaggi importanti, questi, che vedono diverse figure interessate al fine di valutare intanto che tipo di situazione metereologica si sta prevedendo, quindi una valutazione dell’intensità e quindi dei rischi e dei danni che possono conseguirne, che scaturiscono dall’emissione di un bollettino meteo e dal provvedimento nazionale di allerta (gialla, arancione o rossa), che può essere preceduto anche da una preallerta come è accaduto proprio in questi giorni.
Appare quindi chiaro come i provvedimenti per la chiusura delle scuole siano frutto di un’attenta analisi dei provvedimenti emessi a step, che vengono valutati, attenzionati e ponderati sulla scorta di una previsione delle situazioni di pericolosità che l’evento meteorologico supportato da un bollettino nazionale può generare, prevedendo anche l’uso di sistemi di allerta come IT-alert per comunicare i rischi e le misure da adottare.

Sindaci e Prefetti, come anelli finali di una catena, hanno un compito delicato e non semplice, che in certe situazioni può richiedere anche una necessaria tempistica che rimane tuttavia incomprensibile a molti.
La chiusura di scuole dell’infanzia, primarie e secondarie vengono chiuse dai Dirigenti Scolastici dopo l’ordinanza del Sindaco.

Ma al di là della sussistenza i meni di questi provvedimenti, la realtà può essere tutt’altra. Come succede spesso, un colore giallo come quello attribuito all’allerta di oggi, non impedisce la decisione genitoriale di non mandare i figli a scuola, con la conseguenza di classi dimezzate o addirittura vuote, insegnanti e dirigenti scolastici presenti invece nelle scuole, ma senza alunni.
Una società sempre più connessa, sempre più “intelligente artificialmente”, sempre più social, è sicuramente più vulnerabile e soggetta anche e soprattutto ad essere disinformata. Diverse infatti sono le fake news anche su ipotetiche allerte meteo e provvedimenti emessi da sindaci i quali si trovano poi a dover smentire, sempre a mezzo social, presunte ordinanze che non sono state emesse e ristabilire la verità.
E viene a tal proposito da pensare per un attimo a quando non esistevano le allerte meteo, i social né i sistemi di alert sui cellulari, e si andava a scuola anche con la pioggia battente…
Era incoscienza? Era leggerezza? Era menefreghismo? Meglio adesso dove tutela e informazione camminano (o forse meglio scrivere dovrebbero camminare) sullo stesso binario?
Difficile dare una risposta… perché probabilmente alla fine l’unica risposta è quella che ognuno di noi si dà e l’unica decisione è quella che ognuno di noi adotta!
Santina Matalone