“La Petite Boutique” si trovava in piazzetta Bevilacqua, in pieno centro storico. Molti di noi ignoravano ancora il significato di quella parola francese: boutique. Il locale non era grande, ma accogliente e glamour come la sua proprietaria: Bice di Leo. Era una donna in cui la bellezza fisica, la gentilezza, il garbo, l’eleganza dei tratti si fondevano in un mix irresistibile di fascino e bon ton. Metteva soggezione questa creatura “marziana”.

Giorgio Armani, interrogato sul significato della parola stile, una volta disse: “lo stile è avere il coraggio delle proprie scelte e anche il coraggio di dire no. E’ trovare la novità e l’invenzione senza ricorrere alla stravaganza. E’ gusto e cultura” Ecco. Questo era Bice negli anni 50/60 nella nostra cittadina di provincia. Una ventata di novità e di energia in un contesto sociale ancora , per certi versi, legato a stereotipi e vecchi merletti, specialmente nel campo della moda. Un ambiente ancora un pò bigotto.

Ci recavamo da lei, quando cercavamo qualcosa di raffinato, di unico, di originale. E nella sua boutique trovavamo sempre la risposta adeguata alle nostre domande, sia che fosse una sciarpa, o una spilla, o una borsetta, un bolerino,( così si chiamavano allora i giubbetti corti, senza maniche) , un abito per un veglione o per una cerimonia, dei guanti, un cappellino Nella Sciacca degli anni 60, Bice veicolava una moda fatta di charme e di raffinatezza. Organizzava sfilate nei saloni del Grand Hotel delle Terme, mandando in visibilio le signore dell’epoca, desiderose di mondanità ed eleganza. Quelle serate erano un salto di qualità per quanti erano invitati a parteciparvi e un lancio fondamentale per i suoi modelli, che da brava imprenditrice pubblicizzava in quelle occasioni esclusive.

Aveva una collaboratrice, che la aiutava per soddisfare le richieste delle clienti; anche lei molto in gamba. Quando si entrava nella Petite Boutique, si respirava un’aria da città. Quell’atmosfera ci proiettava lontano dal nostro contesto e ci trasportava in un mondo che vedevamo soltanto nelle riviste femminili che circolavano in casa delle ragazze di allora…”Sogno” Grand Hotel” “Alba” “Annabella” “Mani di fata”, nelle cui pagine facevano capolino modelle e ragazze copertina eleganti e fascinose.

Bice aveva quel tocco che era in grado di conquistare il favore delle persone, ancora più della bellezza: l’eleganza dell’anima, che dimostrava nel conversare e nel relazionarsi con gli altri, quel quid, quella dote naturale che la rendeva una donna unica, che faceva riconoscere il suo stile personale

Ha anticipato i tempi, Brigida Giacalone. La sua passione per le cose belle, il suo desiderio di rendere più affascinanti le donne del suo tempo , l’impegno a dare un contributo utile alla crescita della comunità in cui viveva, con il suo esempio, con il suo lavoro, la sua creatività, il suo tocco personale, hanno lasciato una traccia indelebile in quanti di noi l’hanno conosciuta e ammirata.
E’ scomparsa all’età di 88 anni.
Ringrazio Giuseppina Dulcimascolo per la collaborazione a questo articolo, uscito tre anni fa sul mio blog personale.