
Una crisi annunciata: pensionamenti noti, programmazione assente. È quanto sostengono oggi in un pubblico documento i consiglieri comunali Raimondo Brucculeri (Movimento Controcorrente) Maurizio Blò, che a livello cittadino agiscono politicamente associati in “Uniti e Liberi”.
“Riteniamo doveroso informare la cittadinanza sulle gravi difficoltà organizzative in cui versa oggi il Comune di Sciacca. Una crisi che non nasce all’improvviso: è stata annunciata da anni, come una diga che si crepa lentamente mentre qualcuno finge di non vedere l’acqua che filtra” si legge nel documento.
“Negli ultimi anni – proseguono d due consiglieri comunali – sono andati in pensione il Comandante della Polizia Municipale, due dirigenti dell’Ufficio Tecnico e numerosi dipendenti in vari settori. Tutti pensionamenti noti con largo anticipo, pienamente programmabili. Eppure non si è visto alcun piano credibile per garantire continuità amministrativa, ricambio delle competenze o rafforzamento degli uffici”.
Per Brucculeri e Blò “ non è vero che il Comune fosse impossibilitato ad assumere. Le cessazioni generavano capacità assunzionale. La normativa consentiva l’uso di graduatorie, mobilità, riorientamento dei profili. Persino l’incremento delle ore al personale part‑time – misura semplice e immediata – è rimasto inutilizzato. Mentre gli uffici si svuotavano, alcune scelte hanno lasciato perplessi: graduatorie lasciate scadere, altre cedute ad altri enti, tecnici comunali autorizzati a lavorare altrove, avvocati dell’ente impegnati fuori dal Comune. Una gestione che ricorda un ospedale in emergenza che, invece di assumere medici, decide di prestarli ai reparti vicini: ironia involontaria, se non fosse tutto reale”.
“L’assenza di programmazione – si argomenta nel documento – ha prodotto effetti concreti: dirigenti cessati senza consegne, procedure bloccate per mancanza di credenziali, funzioni accentrate su pochi, atti più fragili e contestabili. Il risultato più evidente sono i debiti fuori bilancio approvati il 30 dicembre 2025, con interessi maturati per ritardi amministrativi. Denaro pubblico sprecato per compensare una macchina lasciata senza manutenzione”.
“Il problema non sono stati i vincoli alle assunzioni. Il problema è stato non aver programmato, non aver costruito una struttura amministrativa solida, non aver affrontato per tempo un ricambio inevitabile. I pensionamenti sono arrivati puntuali; la programmazione, invece, non è mai arrivata” è la tesi di Brucculeri e Blò.
“Se non si interviene subito, il rischio è consegnare alle future amministrazioni un Comune più debole, con uffici svuotati, personale demotivato e un contenzioso crescente. Un’eredità fatta non di scelte, ma di omissioni”.
“Questo documento – si legge in conclusione – nasce dal dovere istituzionale di dire la verità: Sciacca non è vittima di vincoli esterni, ma di una gestione che ha preferito navigare a vista ignorando segnali evidenti”.