Il consigliere comunale Raimondo Brucculeri, del Movimento Controcorrente, ha fatto pervenire alla nostra redazione questo video-denuncia per raccontare “in chiave sarcastica e ironica” una deliberazione del consiglio comunale del 30 dicembre scorso che lo stesso Brucculeri, e il Movimento che politicamente lui rappresenta in aula consiliare, ritengono “assurda e grave”.

Sullo stesso argomento il consigliere Brucculeri aveva effettuato in aula consiliare l’intervento qui di seguito riportato, prima di abbandonare i lavori insieme al consigliere Blò, e ha preannunciato che presenterà un esposto destinato alla Procura della Repubblica e alla Corte dei Conti, “per la necessità di ristabilire trasparenza, responsabilità e rispetto delle istituzioni”:

Signor Presidente e colleghi Consiglieri, oggi siamo chiamati a discutere più proposte di riconoscimento di debito fuori bilancio ex art.194, comma 1, del TUEL.

E già da subito devo evidenziare una criticità gravissima, che non può essere ignorata.

La proposta n. 6 dell’ing. Gioia è stata trasmessa ai Consiglieri solo il 16 dicembre 2025, con Prot. n. 94874, nonostante sia datata 04 dicembre 2025 e il periodo in cui è sorto il presunto debito si riferisce all’anno 2019, cioè sei anni fa.

Sei anni di ritardo, senza alcuna motivazione, e soprattutto senza allegare gli atti richiamati nella proposta di delibera.

In queste condizioni, il Consiglio comunale non è stato messo nelle condizioni di esercitare il proprio diritto‑dovere di approfondimento.

E questo non è un dettaglio: è una violazione sostanziale delle prerogative consiliari.

Purtroppo, questa non è un’eccezione.

È diventata una prassi consolidata degli uffici proponenti: far pervenire al Consiglio, proprio nei periodi festivi e di fine anno, numerose proposte di riconoscimento di debiti fuori bilancio, spesso incomplete, spesso datate, spesso prive degli atti essenziali.

E sempre con la stessa dinamica: “approvate subito, altrimenti rischiate responsabilità erariali”.

Ebbene, questa modalità non è collaborazione istituzionale. È una pressione indebita.

È una distorsione del procedimento amministrativo.

È una lesione delle prerogative del Consiglio.

La Corte dei conti è chiarissima:

il Consiglio può riconoscere un debito fuori bilancio solo se l’istruttoria è completa, documentata e verificabile;

il Consiglio non può riconoscere debiti al buio;

• l’assenza degli atti configura un vizio sostanziale che impedisce la deliberazione;

approvare senza documenti espone i consiglieri a responsabilità erariale personale.

E allora io lo dico con chiarezza: non accetto che il Consiglio venga messo sotto pressione per approvare atti incompleti, trasmessi in ritardo e privi della documentazione necessaria.

Non accetto che si scarichino sui consiglieri le conseguenze di istruttorie carenti.

Non accetto che si pretenda un voto “al buio”, senza gli atti indispensabili per verificare la legittimità del debito.

Il Consiglio non è un passacarte. Il Consiglio non è un organo notarile.

Il Consiglio è un organo di controllo, di indirizzo e di garanzia.

E deve essere messo nelle condizioni di deliberare con serenità, completezza e piena conoscenza degli atti.

Per queste ragioni, annuncio che io e il collega Blò, più tardi, nella fase della discussione, abbandoneremo l’aula, dopo avere depositato delle note da inserire a verbale che motivano la nostra scelta.

Gli atti che oggi gli uffici ci propongono non sono esaminabili per carenza documentale sostanziale.

Il rispetto delle regole non è un optional. La tutela dell’ente non è negoziabile. La dignità del Consiglio comunale non è sacrificabile”.