I Consiglieri Comunali di Sciacca Raimondo Brucculeri (Movimento Controcorrente) e Maurizio Blò hanno inviato al Presidente del Consiglio Comunale Ignazio Messina una richiesta urgente di convocazione di una riunione consiliare aperta sulle criticità strutturali del servizio idrico integrato e sul modello di gestione regionale del sistema idrico siciliano.

La richiesta prende le mosse da una ordinanza del Tribunale Ordinario di Palermo (R.G. 8349/2024) che il 31 dicembre 2025 ha riconosciuto un credito in favore di Siciliacque S.p.A. nei confronti di A.I.C.A. S.p.A. per forniture idriche all’ingrosso.

A seguito di ciò si paventa il rischio di riduzione della fornitura idrica all’ingrosso, con conseguenze gravissime sulla continuità del servizio per i cittadini del Comune di Sciacca e dell’intero ATO Agrigento.

Nel documento inviato alla presidenza del Consiglio vengono espresse le seguenti considerazioni:

– A.I.C.A. S.p.A. è un gestore pubblico, privo di finalità lucrative, chiamato a garantire un servizio essenziale nel rispetto dei principi di universalità, accessibilità ed equità;

– Siciliacque S.p.A. opera invece come fornitore all’ingrosso, applicando ad A.I.C.A. tariffe elevate che non tengono conto delle reali condizioni delle reti idriche e delle perdite strutturali esistenti;

– Siciliacque fattura integralmente anche i volumi d’acqua che, a causa di reti obsolete e mai adeguatamente manutenute, non raggiungono gli utenti finali e finiscono nelle fogne, trasferendo interamente il rischio industriale sul gestore pubblico;

– in tali condizioni, nessun gestore pubblico può realisticamente garantire la copertura finanziaria del proprio bilancio, venendo strutturalmente condotto verso l’indebitamento e l’insolvenza;

– il modello di gestione del servizio idrico in Sicilia è quindi caratterizzato da una commistione ibrida pubblico-privata, costruita dalla politica regionale, che ha prodotto un sistema inefficiente e squilibrato;

– gli investimenti pubblici, che dovrebbero essere destinati prioritariamente alla manutenzione e al rifacimento delle reti idriche, vengono invece spesso utilizzati per sostenere investimenti funzionali a soggetti privati, senza una reale riduzione delle perdite né un miglioramento del servizio;

– la scelta di puntare su grandi opere come i dissalatori, costose ed energivore, risulta emblematica di un approccio che privilegia interventi ad alto impatto mediatico rispetto alla manutenzione ordinaria delle infrastrutture esistenti;

– la mancata manutenzione degli invasi siciliani, oggi in gran parte insabbiati e inutilizzabili, rappresenta un’ulteriore dimostrazione di come il capitale privato di Siciliacque non venga impiegato per la salvaguardia delle infrastrutture strategiche del sistema idrico regionale;

– questo sistema scarica i costi, le inefficienze e le responsabilità esclusivamente sui cittadini, attraverso bollette sempre più elevate, disservizi continui e un diritto all’acqua sistematicamente compromesso;

– il Comune di Sciacca, pur non essendo responsabile delle scelte strutturali del modello regionale, rischia di subire gravi conseguenze sociali ed economiche derivanti da decisioni assunte a livelli sovraordinati;

– la questione del servizio idrico non è più rinviabile né affrontabile come una mera controversia contabile, ma rappresenta una vera emergenza democratica, sociale e ambientale.

Tutto ciò premesso e considerato, i consiglieri comunali Raimondo Brucculeri e Maurizio Blò propongono una mozione urgente con la quale il Consiglio Comunale di Sciacca impegni il Sindaco e la Giunta Comunale:

1. a richiedere con urgenza alla Regione Siciliana un intervento straordinario sul sistema idrico dell’ATO Agrigento, finalizzato a riequilibrare il rapporto tra gestore pubblico e fornitore all’ingrosso, tutelando la sostenibilità economica del servizio e i diritti dei cittadini;

2. a sollecitare una revisione del modello tariffario applicato da Siciliacque, affinché non venga più addebitata ai gestori pubblici l’acqua dispersa a causa di reti vetuste e mai adeguatamente manutenute;

3. a chiedere che gli investimenti pubblici e privati nel settore idrico siano prioritariamente destinati alla manutenzione delle reti e degli invasi esistenti, riducendo le perdite e migliorando la qualità del servizio;

4. a promuovere, d’intesa con gli altri Comuni dell’ATO Agrigento, una posizione politica unitaria che denunci le distorsioni del sistema idrico regionale e chieda una riforma strutturale della governance del servizio idrico in Sicilia;

5. a garantire la massima trasparenza nei confronti della cittadinanza, favorendo la partecipazione attiva dei cittadini, dei comitati e delle associazioni in un percorso di confronto pubblico sul futuro dell’acqua come bene comune.

I due Consiglieri proponenti chiedono pertanto che la mozione così descritta venga inserita con urgenza all’ordine del giorno di una seduta di Consiglio Comunale aperto, alla presenza delle istituzioni competenti e della cittadinanza.